Riconoscimenti Slow Wine 2019: Umbria

Chi avesse letto le precedenti introduzioni all’Umbria non si stupirà ormai del fatto che questa piccola regione sia, oggi, uno dei laboratori enologici più interessanti da conoscere e descrivere. Al contrario di altre pubblicazioni di settore che non registrano, ormai da tempo, un minimo cambiamento di tendenza enologica, forse perché troppo essenziali, proponendo più o meno la solita minestra riscaldata, noi questo dinamismo lo viviamo e lo vogliamo considerare.

La tendenza positiva riscontrata in questi anni, in sincrono con la generale situazione italiana, è quella di una sempre più attenta gestione del vigneto. Le pratiche biologiche e biodinamiche diffuse, la volontà di esaltare le vigne vecchie e i vitigni tradizionali sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano l’odierno approccio agronomico. Conseguenze apprezzabili di tale lavoro sul campo sono una maggiore sensibilità nelle vinificazioni, intesa come un rispetto totale per le uve e, in generale, un minore interventismo enologico, aspetto questo molto più impattante soltanto qualche anno fa.

In estrema sintesi potremmo dire che in Umbria molte realtà emergenti stanno producendo vino naturale. Chiamati a giudicare i vini della regione anche quest’anno, abbiamo però notato come la volontà di realizzare etichette originali ed espressive porti sovente a un risultato opposto, con liquidi scorbutici e, talvolta, non privi di difetti.

Non intervenire non significa trascurare. Nessun tipo di critica a questo lavoro, per carità, solo un modesto consiglio a una generazione di produttori che sta cercando di trovare una propria identità partendo dalla vigna, consiglio che si può tradurre nel cercare, una volta ottenute uve sane, di usare quel minimo di tecnologia necessaria a consegnare vini buoni a tutti gli appassionati. Questione di tempo, sicuramente, e siamo certi che la crescita dell’esperienza ci farà godere sempre di più bevendo i vini di questa regione.

Tra Montefalco e Orvieto, i maggiori poli produttivi del territorio, stanno emergendo altre zone – dal lago Trasimeno a Narni – che dimostrano come la radicata vocazione agricola umbra sia nuovamente più viva che mai.

 

Le etichette segnalate con un riconoscimento in Slow Wine 2019:

 

VINO SLOW

Anteprima Tonda 2016, Antonelli San Marco

Buscaia 2017, Collecapretta

Le Tese 2016, Romanelli

Montefalco Rosso 2014,Adanti

Montefalco Sagrantino Le Pretelle 2011, Raìna

Orvieto Cl. Sup. Campo del Guardiano 2016, Palazzone

Rosso de Véo 2011, Paolo Bea

Vardano 2017, Enrico Neri

 

GRANDE VINO

Amelia Vin Santo Caratelli al Pozzo 2012, La Palazzola

Montefalco Sagrantino 2012, Scacciadiavoli

Montefalco Sagrantino Collenottolo 2014, Tenuta Bellafonte

Montefalco Sagrantino Pozzo del Curato 2012, Villa Mongalli

Montefalco Sagrantino Sacrantino 2014, Fratelli Pardi

Muffato della Sala 2014, Castello della Sala

 

VINO QUOTIDIANO

Bianco Fiordaliso 2017,Cantina Roccafiore

Fiammetta 2015, Podere Marella

Giole 2017, Cantina Cenci

Grechetto 2017, Omero Moretti

Petranera 2015, Le Crete

Trasimeno Gamay Divina Villa 2017, Duca della Corgna

Trebbiano Spoletino 2017, Bocale

Trebbiano Spoletino 2017, Perticaia

 

 

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate qui sopra, e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2019, prevista sabato 13 ottobre a Montecatini Terme. Per informazioni e prenotazioni sulla grande degustazione clicca qui.