Riconoscimenti Slow Wine 2019: la Puglia

Potrebbe apparire un esercizio retorico trito e ritrito affermare che la Puglia continua a crescere nella qualità della sua proposta vitivinicola, eppure non è così scontato ribadirlo, soprattutto se si pensa che la maggior parte dei vini degustati per questa edizione della guida proviene dal millesimo 2017, uno dei più difficili degli ultimi anni.

Un’annata in cui il forte caldo e la pressoché totale assenza di precipitazioni atmosferiche hanno compromesso alcuni dei principali processi fisiologici della vite, rendendo la maturazione delle uve complessa e problematica. E siccome sono proprio le annate difficili a dare prova della vocazione vitivinicola di un territorio, rimarcare la costante crescita dei vini pugliesi anche dopo la vendemmia 2017 non è banale.

Una viticoltura scrupolosa, fatta di approcci agronomici votati a preservare la salubrità della pianta, anziché a fare ricorso continuo ai trattamenti fitosanitari di soccorso, è ormai la prassi a cui i nostri produttori si ispirano con grande consapevolezza. Uno sguardo al passato, insomma, volto a recuperare tecniche antiche che sono però messe a punto grazie alle accresciute conoscenze colturali del presente.

I vini pugliesi hanno beneficiato di tutte queste buone pratiche, a cominciare dai bianchi: anche se figli di un’annata caldissima e di una vendemmia largamente anticipata, si sono rivelati comunque equilibrati, con alcune punte di eccellenza. Se questo può apparire normale per i territori maggiormente vocati, come la valle d’Itria e la Murgia, altrettanto non ci si poteva aspettare fino a qualche anno fa da zone come il Salento, che invece ha stupito.

L’alta qualità dei rosati conferma, ancora una volta, la naturale vocazione della regione per questa tipologia, nonostante non si siano raggiunte le vette qualitative dell’annata precedente che, alla pari con la 2015, è stata una tra le migliori degli ultimi tempi. È stato premiato l’ottimo lavoro di chi ha saputo continuare – o ricominciare – a credere nel rosato tradizionale, piuttosto che cimentarsi in interpretazioni dallo stile provenzale.

L’ottimo lavoro che si sta svolgendo nel Salento emerge in tutta la sua prepotenza con l’assaggio dei vini rossi da negroamaro, sia nelle versioni più semplici e immediate, sia nelle Riserve e nelle versioni ottenute da uve surmature: il segno inequivocabile che i produttori hanno ben compreso l’identità di questo vitigno.

Confermata anche la tendenza ad avere vini più snelli e bevibili nel comprensorio del Primitivo di Manduria, sempre più privi di quella componente “marmellatosa” che appesantiva il sorso rendendolo a volte stucchevole. Sembrano essere rientrati nei canoni della freschezza balsamica anche i Primitivo di Gioia del Colle, scongiurando il pericolo che il risultato degli assaggi degli ultimi anni non fosse una tendenza crescente, ma solo il frutto di annate poco fortunate.

Lascia ancora non pochi dubbi il Nero di Troia: i vini che ci hanno entusiasmato sono soprattutto i Cacc’e Mitte di Lucera, in cui l’uva di Troia viene addomesticata da piccole percentuali di altre varietà, in alcuni casi da uve bianche come da tradizione; al contrario, i vini in purezza puntano su un tannino che, pur se tipico del vitigno, risulta molto spesso prevaricante sulle altre componenti, privando il sorso del suo equilibrio gustativo.

 

Le etichette segnalate con un riconoscimento in Slow Wine 2019:

 

VINO SLOW

Cacc’e Mmitte di Lucera 2016, Cantina La Marchesa

Castel Serranova 2014, Vallone

Es 2016, Gianfranco Fino

EstRosa 2017, Pietraventosa

Gioia del Colle Primitivo 16 2015, Polvanera

Gioia Del Colle Primitivo Fatalone Ris. 2015, Fatalone Pasquale Petrera

Le Braci 2011, Severino Garofano Vigneti e Cantine

M. Cl. Gran Cuvée XXI Secolo 2012, d’Araprì

Metiusco Rosso 2017, Palamà

Mondo Nuovo 2015, Morella

 

GRANDE VINO

Castel del Monte Nero di Troia Vigna Grande 2015, Conte Spagnoletti Zeuli

Cerasa 2017, Michele Calò & Figli

Maccone Rosato 17° 2017, Donato Angiuli

Patriglione 2013, Cosimo Taurino

Primitivo di Manduria Acini Spargoli Ris. 2013, Antico Palmento

Primitivo di Manduria Dolce Naturale Lo Apu 2016, Antica Masseria Jorche

Salice Salentino Aiace Ris. 2015, Castello Monaci

 

VINO QUOTIDIANO

Alezio Rosato Li Cuti 1489 2017, Cantina Coppola

Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017, Paolo Petrilli

Castel del Monte Rosato Parchitello 2017, Giancarlo Ceci

Fiano 2016, L’Archetipo

Mendola 2017, Conti Zecca

Mjere Rosato 2017, Michele Calò & Figli

Nardò Rosso Danze della Contessa 2017, Alessandro Bonsegna

Nativo 2016, Duca Carlo Guarini

Negroamaro Rosato 2017, Masciullo

Negroamaro Rosato 2017, Santi Dimitri

Primitivo di Manduria Lirica 2016, Produttori di Manduria

Rosa del Golfo 2017, Rosa del Golfo

Salice Salentino Ris. 2015, Cantele

Santimedici Rosato 2017, Castel di Salve

Sogno di Volpe Rosato 2017, Cantina Ariano

Solo Fiano 2017, Michele Biancardi

Trullo di Carnevale 2016, Cantine Tre Pini

 

 

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate qui sopra, e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2019, prevista sabato 13 ottobre a Montecatini Terme. Per informazioni e prenotazioni sulla grande degustazione clicca qui.