Riconoscimenti Slow Wine 2018: l’aperitivo con i migliori Metodo Classico d’Italia

A cominciare da oggi vi proporremo una lunga carrellata quotidiana di anticipazioni su quanto emerso durante il lavoro di redazione di Slow Wine 2018; fino a sabato 14 ottobre – quando la guida verrà presentata ufficialmente a Montecatini Terme, con la più grande degustazione di vino dell’anno (per saperne di più clicca qui) – ogni mattina prenderemo in esame una singola regione italiana, oppure un paio di regioni assieme, introducendo alcune riflessioni generali uscite dal lungo tour di visite alle aziende o durante/dopo le degustazioni dei vini. 

Come da tradizione apriamo con i migliori Metodo Classico d’Italia: l’aperitivo più adatto in vista della lunga scorpacciata (virtuale) di vini che faremo nelle prossime settimane.

Copia di bollicineCome in passato anche quest’anno – dopo il lungo lavoro di selezione su base locale, che per quanto riguarda i Metodo Classico vuol dire giornate di degustazioni a Trento, in Franciacorta, in Alta Langa e nell’Oltrepò Pavese, oltre all’assaggio di alcune etichette che si producono in altre parti d’Italia – abbiamo testato i vini selezionati per le degustazioni finali dividendoli in batterie non in base alla provenienza o alla denominazione territoriale ma per dosaggio, o se volete per tipologia (Dosaggio Zero, Extra Brut, Brut, ecc.).

Una modalità che abbiamo adottato già da qualche anno e che reputiamo più adatta allo scopo, perché siamo sempre più convinti – lo abbiamo scritto più volte, leggi qui e anche qui – che nel caso di vini prodotti con uve chardonnay e pinot nero (diverso è il caso di spumantizzazione di vitigni autoctoni o fortemente territoriali) il metodo, in questo caso quello della rifermentazione in bottiglia con sboccatura e dosaggio, annienta il territorio.

Alla fine i riconoscimenti attribuiti quest’anno sono i seguenti (in ordine alfabetico):

 

VINO SLOW

Alta Langa Brut 2013, Ettore Germano

Brut Kius 2014, Marco Carpineti

Brut Riserva Nobile 2013, d’Araprì

Franciacorta Brut Collezione Grandi Cru 2011, Cavalleri

Lessini Durello M. Cl. Pas Dosé 2012, Fongaro

M. Cl. Pinot Nero Brut 64, Calatroni

 

GRANDE VINO

Franciacorta Brut Cru Perdu Ris. 2008, Castello Bonomi

Franciacorta Brut Nature 2011, Enrico Gatti

Franciacorta Brut Rosé 2013, Ferghettina

Franciacorta Extra Brut 2012, Camossi

Franciacorta Extra Brut Boschedor 2011, Bosio

Franciacorta Extra Brut Cuvée Annamaria Clementi Ris. 2007, Ca’ del Bosco

Franciacorta Extra Brut EBB 2012, Mosnel

Lambrusco di Modena M. Cl. Rosé 2013, Cantina della Volta

Lessini Durello M. Cl. Extra Brut 60 mesi Ris. 2010, Giannitessari

M. Cl. Nature, Monsupello

Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006, Ferrari

 

Alcune annotazioni e considerazioni generali, a margine dei riconoscimenti.

La “prima volta” di un Alta Langa, che conquista il Vino Slow con la strepitosa versione di Sergio Germano, che dimostra così di essere capace non solo di fare ottimi Barolo e un grandissimo Riesling (l’Herzu), ma anche di avere una mano felicissima con il Metodo Classico; ovviamente dietro questo riconoscimento c’è una vigna fantastica, piantata con grande acume e lungimiranza.

La “prima volta” di un Brut prodotto nel Lazio, un Metodo Classico prodotto da Marco Carpineti interamente con il vitigno bellone: è la prova di come la passione e la caparbietà, uniti a un pizzico di incoscienza, possano portare a risultati quasi inaspettati.

La riconferma di d’Araprì a San Severo, incredibile distretto delle bollicine nobili pugliesi, che ogni anno ci stupisce con un’etichetta fantastica (anche quando la gamma è ristretta), e quella di Calatroni, che assieme a Monsupello (oramai abbonato da tempo ai nostri riconoscimenti) tiene alto il blasone dell’Oltrepò Pavese, che dopo la straordinaria performance dello scorso anno conosce un piccolo ridimensionamento nei riconoscimenti.

La riconferma – dopo l’incredibile primo exploit dello scorso anno – del Lambrusco di Modena M. Cl. Rosé 2013 di Cantina della Volta: ma non ci stupiamo più di tanto, perché sappiamo quanta esperienza e quanto savoir faire c’è nelle mani e nella testa di Christian Bellei.

Il gradito ritorno del Lessini Durello, una fantastica denominazione – purtroppo alle volte dimenticata o poco considerata, per demeriti e ignoranza dei consumatori ma anche per un po’ di mancanza di coraggio da parte dei pochi produttori della zona – che raddoppia la presenza con un Vino Slow (Fongaro) e un Grande Vino (Giannitessari, azienda al primo anno in guida che ha rilevato lo storico marchio, e la produzione, di Marcato).

Il graditissimo ritorno a Trento del Giulio Ferrari (lo possiamo chiamare anche solo così…) che quest’anno ha fugato le perplessità che ci avevano sollevato, nella scorsa edizione, gli assaggi del 2005. È l’unico riconoscimento a questa denominazione ma il dato non va letto negativamente: in generale abbiamo riscontrato un buon aumento qualitativo generale, con le aziende storiche più affermate – Letrari prima di tutti, e poi Balter, Abate Nero, Cesarini Sforza – che garantiscono buona continuità.

Infine la Franciacorta, come da qualche anno a questa parte in grande spolvero: continuiamo a registrare la già avvertita crescita qualitativa dei vini Millesimati, sempre più buoni e definiti, in particolare nelle tipologie Non Dosato e/o Extra Brut; segnale di un’evidente raggiunta maturità di alcuni vigneti, capaci di produrre uve complesse adatte per questi prodotti. Parecchi i vini con un riconoscimento, a cui aggiungiamo anche qualche altra etichetta per completare questo quadro positivo: Franciacorta Brut di 1701, Franciacorta Dosaggio Zero Noir 2008 di Ca’ del Bosco, Franciacorta Brut Naturae 2013 di Barone Pizzini, Franciacorta Brut Teatro della Scala 2011 di Bellavista, Franciacorta Dosaggio Zero Secolo Novo 2009 di Le Marchesine, Franciacorta Brut Rosé Radjan di Ronco Calino.

 

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate con un Vino Slow o un Grande Vino, e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2018, prevista sabato 14 ottobre a Montecatini TermePer informazioni e prenotazioni sulla grande degustazione, e sulle offerte di accoglienza, prevista a Montecatini clicca qui.

 

 

 

  • Franco Ziliani

    E questa sarebbe la crème de la crème del metodo classico
    italiano? 8 Franciacorta contro un solo Trento Doc e due soli vini
    dell’Oltrepò Pavese? Ma chi assaggia e come assaggiano gli esperti di Slow
    Wine? Sareste così gentili da rispondere o, come sempre accade quando vi si
    fanno domande che non gradite, fate gli struzzi?

    • A.R.

      Avanti, ci illumini lei Ziliani…