In una annata dove il segno meno prevale quasi ovunque, portando la produzione olearia italiana a livelli così bassi da essere impensabili qualche anno fa, il Trentino, in netta controtendenza, aumenta il suo apporto in termini quantitativi. Anche se è poca cosa rispetto al totale nazionale, si posiziona attorno alle trecento tonnellate di prodotto finito. La qualità media, ormai stabilizzata da anni su ottimi livelli, non ha subito flessioni, grazie alle buone pratiche agronomiche e all’eccellente conduzione dei frantoi, che hanno permesso di contenere le difficoltà legate all’andamento climatico e alla presenza di parassiti. Con piacere constatiamo una sempre maggiore e diffusa consapevolezza che solo una grande attenzione all’ambiente consentirà all’olio trentino di distinguersi e continuare a spiccare. Tutto questo si traduce in un aumento delle aziende biologiche e non è trascurabile il fatto che i prodotti di due di esse siano candidati, quest’anno, a entrare nel Presidio nazionale dell’olio extravergine di oliva.

Mauro Pasquali

I produttori