Senza dubbio il 2014 non poteva non aver insegnato qualcosa ai tanti agricoltori toscani: così con un’altra annata difficile per l’olivicoltura italiana, gran parte dei produttori ha saputo difendersi dalle molte avversità che hanno caratterizzato l’intera campagna olearia 2016. Perché non c’è stato “semplicemente” l’imponente attacco della Bactrocera Oleae, più conosciuta come mosca delle olive – prevedibile tra l’altro visto il mancato passaggio dell’inverno – ma anche le particolari condizioni climatiche che hanno caratterizzato l’intero processo fenologico della pianta e del frutto, fino alla raccolta. La fioritura poi è stata danneggiata dalle piogge primaverili con basse temperature e con elevata umidità, danno che si è ripresentato in parte e a macchia di leopardo anche in fase di allegagione. Poi è seguita un’estate mite ma con temperature al di sotto della media a cui ha fatto seguito un autunno caratterizzato dalle piogge, condizioni che hanno favorito il ripresentarsi della mosca. Tuttavia, come dicevamo, ci sono stati anche aspetti positivi che hanno permesso l’ingresso nella selezione regionale 2016 di circa un 10% in più, rispetto all’anno precedente, di nuove aziende.

Sonia Donati

I produttori