La produzione olearia di questa campagna, in regione, è stata di circa 3000 tonnellate con un decremento del 50% rispetto all’annata precedente, ma del 65% rispetto alla produzione media degli ultimi dieci anni. Il calo è stato generato dall’andamento climatico siccitoso e caldo dell’estate e di buona parte dell’autunno, che ha causato una forte cascola. Tuttavia, grazie al patrimonio genetico con specifiche caratterizzazioni legate alle diverse cultivar autoctone, negli ultimi anni si è verificato un netto miglioramento della qualità delle produzioni olearie, determinato sia dall’adozione di impianti di estrazione a ciclo continuo nella totalità dei frantoi, sia dalla razionalizzazione e meccanizzazione delle tecniche colturali dell’oliveto oltre ad una maggiore padronanza dei fattori che influenzano la qualità del prodotto. Le aziende olivicole hanno intrapreso un processo produttivo di diversificazione e certificazione delle produzioni – Dop Sardegna, biologico, monocultivar – che meglio qualificano e identificano qualità e specificità degli oli sardi, con gestione degli oliveti sempre più rispettosa dell’ambiente.

Pier Paolo Arca

I produttori