Tra le regioni più colpite in termini quantitativi, con produzioni più che dimezzate e inevitabili conseguenze sulla qualità, le Marche hanno registrato, a più riprese, nei mesi estivi, attacchi intensi di mosca olearia tali da compromettere, a volte interamente, le produzioni soprattutto nelle aziende biologiche. Malgrado la stagione negativa, questa regione – la cui superficie olivicola supera i 10.000 ettari e conta oltre 20.000 aziende, perlopiù di piccole dimensioni, con una produzione media di circa 40.000 quintali di olio (quest’anno ovviamente molto più bassa) – continua a segnalarsi per la notevole espressione di biodiversità (con molte cultivar autoctone, e molto interessanti), l’attenzione alla qualità ormai consolidata, la quota crescente di biologico. Oltre alla Dop Cartoceto già in vigore da anni, è in via di conclusione l’iter per l’Igp regionale, che annovera dieci varietà locali e due ambientate da lungo tempo in regione. Testimoniano il rilevante profilo qualitativo delle Marche le aziende e i prodotti da noi premiati anche quest’anno, con segnalazione particolare per l’ormai abituale exploit della cultivar Tenera Ascolana ma anche della Mignola e di diversi altri extravergini, monovarietali e non, particolarmente apprezzabili malgrado l’annata.

Antonio Attorre

I produttori