Non ha reso facile la vita agli olivicoltori la vicinanza di due campagne olearie molto difficili come il 2014 e il 2016. Per quest’ultima l’andamento negativo ha combinato l’alternanza produttiva – quindi un’annata di scarica già prevista dopo un abbondante 2015 – a condizioni micro e macro climatiche sfavorevoli. In primavera, pioggia e nebbia hanno influito negativamente sulla fioritura e sull’allegagione; sono seguite alte temperature estive (stress idrico: frutto disidratato, pezzatura dell’oliva inferiore alla media, anticipo dell’invaiatura…), a cui in agosto si è associata umidità nelle ore notturne, ideale condizione per lo sviluppo di parassiti e patogeni. Danni sensibili li ha fatti l’invasiva presenza della mosca olearia nonostante molti operatori non si siano fatti cogliere di sorpresa eseguendo i trattamenti nei tempi e nei modi giusti. Non è mancato il vento che in alcune zone ha buttato a terra anche le olive verdi, poi finalmente è arrivata la raccolta, anticipata. Tirando le somme il calo produttivo è mediamente intorno al 50 % ma ci sono casi dove si è perso l’80% e altri dove non si è nemmeno raccolto. A fronte di ciò la qualità non è niente male.

Diego Soracco

I produttori