Nel riepilogare i fattori che hanno influito sulla produzione olearia dell’ultima annata, vogliamo partire dalle note positive: permane e si rafforza l’impegno da parte di molte aziende per una crescita della qualità legata al carattere identitario delle produzioni. Il fatto trova conferma nel contenimento delle difficoltà affrontate in questa campagna, grazie alle buone pratiche agricole, di raccolta e di trasformazione che hanno limitato i danni. Archiviata la pessima stagione 2014-2015, c’era stato l’ottimo raccolto dello scorso anno e una replica era nelle speranze di tutti, purtroppo disattese dalle forti piogge in fase di fioritura, soprattutto nella zona che dai Castelli Romani volge alla Ciociaria e alla pianura pontina, con conseguenze sull’allegagione. È seguita una diffusa caduta delle drupe in crescita, per indebolimento causato da attacchi fungini e cascola, e i passaggi della mosca olearia, arrivati tra luglio e settembre, hanno ulteriormente inciso sui raccolti. Nella Tuscia, la fioritura è stata più o meno regolare, ma il persistere della siccità in alcune zone, ha gravato sulla maturazione spesso stentata e poi sugli oli marcati da sensazioni di secco, soprattutto per chi ha raccolto in anticipo. La produzione migliore si è ottenuta dalla seconda metà di ottobre a novembre inoltrato, ma dove ci sono state piogge ci sono stati ripetuti attacchi di mosca olearia.

Stefano Asaro

I produttori