Raddoppiare il prezzo delle uve per salvare le 5 Terre!

Se seguite il nostro sito sapete che Slow Wine nutre un amore profondo per le 5 Terre di cui ci siamo occupati tantissimo negli ultimi anni. E anche la guida dedica molte schede a questo angolo di Liguria e elargisce un gran numero di riconoscimenti, decisamente maggiori alla quota di mercato che hanno questi vini in Italia e nel mondo. Perché lo facciamo? Perché in primis crediamo nella qualità unica di queste bottiglie e poi perché stiamo parlando di un ecosistema unico, dove l’uomo ha modellato nei secoli il paesaggio e l’ha reso inconfondibile e irripetibile. Questa unicità è messa in crisi dall’abbandono dell’agricoltura e dal troppo successo del turismo. Aprire un agriturismo o un bed and breakfast è molto più semplice che alzarsi ogni mattina e scarpinare su e giù per le terrazze vitate e per centinaia di scalini. La terra è bassa come dice il saggio, nelle 5 Terre se possibile lo è ancora di più. L’uomo è per forza solo tra i filari e le pergole, senza macchinari, che non possono entrare in vigna per un sistema agricolo che lo impedisce. E quindi i giovani che fanno? Aprono ristoranti, negozietti, mettono le loro case su Airbnb, ma non ci pensano nemmeno a riprendere i vigneti dei nonni e a fare vino.

Ebbene, dopo tutto questo pistolotto, arriviamo alla notizia molto bella che abbiamo letto sabato scorso sulle pagine de la Stampa di Torino. La Cooperativa delle 5 Terre dalla vendemmia 2017 ha deciso di pagare il doppio tutte le uve dei suoi conferitori e di saldare i conti entro il 31 di dicembre (decisamente prima di quanto accadeva prima). Una decisione coraggiosa, forse la scommessa di un disperato che vuole rianimare una situazione insostenibile. Infatti, qui si è passati dai 500 ettari degli anni Cinquanta agli attuali 50/60. Un tracollo verticale che si traduce in terrazzamenti ormai ricoperti dalla macchia mediterranea e dai rovi. Muretti a secco che dopo decenni di incuria e il passaggio dei cinghiali (altra piaga che mette in ginocchio i vignaioli) cascano a terra e la diretta conseguenza qual è? Che il terreno frana e che ogni tanto i borghi delle 5 Terre vengono devastati da disastrose inondazioni (con morti e feriti, oltre a danni ingenti).

La scelta della Cooperativa quindi ci pare una cosa fantastica, da appoggiare in pieno, da raccontare e da condividere. Vogliamo a questo punto ringraziare Matteo Bonanini che ne è l’attuale presidente. Forse si tratta di un’azione disperata, ma è comunque lodevole. Quanto sia disperata sapete chi lo decreterà? Noi e voi, ovvero la gente che ama questo paesaggio e ritiene che sia indispensabile tutelarlo e conservarlo. Se ogni tanto in enoteca comprerete un Cinqueterre allora ci sarà una speranza, se vi recherete a Riomaggiore e invece di acquistare una saponetta alla lavanda spacciata come tipica (prodotta magari in Cina o chissà dove) sceglierete di portarvi a casa una bottiglia allora ci sarà una speranza. Tutto passa da noi e voi, cerchiamo di imprimere una svolta e far sì che Matteo Bonanini non abbia messo in vano mano al portafoglio!

  • Maurizio Gily

    bellissima notizia che riprenderò su Millevigne. Chi potrebbe davvero dare una mano, a questo punto, sempre che la cantina non intenda privilegiare altri canali di vendita, sono i grandi “player” dei siti di vendita online. E’ una grande occasione per loro, oltre che per la cantina, se sapranno coglierla, perchè potrebbero beneficiare di molta pubblicità gratuita grazie al valore della “storia”: