Prove di cru per il Verdicchio di Cupramontana

 

Il titolo alquanto singolare potrebbe lasciare perplessi: parlare di cru in Terra di Verdicchio? Usare una terminologia legata storicamente ai territori d’Oltralpe e più recentemente alle colline Langarole ?

 

In realtà l’idea ci venuta nel corso degli anni, assaggiando il verdicchio di svariati versanti dei Castelli di Jesi, rive destra e sinistra del fiume Esino ed in particolar modo quello di Cupramontana, uno dei Comuni principali per l’uva bianca dei Castelli.

 

In occasione della 74^ Festa dell’Uva di Cupramontana, siamo stati invitati a condurre un Laboratorio con l’intento di assaggiare vini provenienti dai vari versanti della cittadina Cuprense, al fine di valutare la riconducibilità dei vini al territorio e più specificamente alle diverse zone di provenienza. Come già detto dal titolo, la degustazione è stata la prima occasione per provare ad interpretare i vini in ragione della loro provenienza. Un lavoro più attento infatti andrà pianificato assaggiando costantemente i vini di ogni singolo territorio, magari uniformati dal medesimo stile di vinificazione.

 

Per la degustazione sono stati scelti vini provenienti dai principali versanti: 7 prodotti di pari annata 2009 (a tendenza fresca) e due 2007 (millesimo piuttosto caldo).

 

Tracciamo il resoconto della degustazione:

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Cuprese 2009 – Az. Colonnara

 

E’ il classico blend di uve provenienti da vari versanti di Cupramontana e si rivela un verdicchio lineare per tipologia e riconducibilità varietale. Presenta naso fresco con evidenti note di agrumi, mandorla e fiori bianchi mentre al palato è tonico, di bel carattere, senza eccessi di struttura e con un bel guizzo saporito in chiusura. Rispecchia i “canoni più tradizionali” del verdicchio, legati alla freschezza piuttosto che alla potenza con l’evidente profilo acido-sapido che lo riconduce alle zone più fresche di Cupra.

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Morella 2009 – Az. Quaresima

 

Morella proviene da vigneti posti sullo stesso versante di S. Michele con esposizione sud est ma a minore altitudine. I terreni in larga parte argillosi di medio impasto ne caratterizzano sicuramente la struttura. Il vino infatti, pur evidenziando note mature ed un po’ evolute a naso, mostra un profilo gustativo in linea con la provenienza territoriale, mostrando sostanza, bel finale salato e aniciato. La vicinanza con S. Michele, pur fornendo lo stesso tratto gustativo, non gli assicura però la medesima complessità.

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore Frati Bianchi 2009 – Az. Sparapani

 

La maggior parte delle uve proviene da Poggio Cupro, un borgo situato sul versante ovest di Cupramontana che guarda l’Appennino. I vigneti da cui proviene il Priore guardano a Sud e sono situati ad oltre 400 mt in zona molto ventilata e fresca. Nel bicchiere il vino mostra grande solarità aromatica impreziosita da evidenti note di anice. Il palato è ricco, energico ma sostenuto da un piglio sapido che lo rende dinamico, tonico e di grande finezza. Altitudine, terreno ed esposizione creano un mix di fragranza aromatica, freschezza e sapidità che ne identificano la provenienza.

 

 

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Tufico 2009 – Az. Colonnara

 

Definito versante nord di Cupra, è una zona ampia e ventilata che in realtà spazia da ovest ad est. Il terreno è molto articolato con crinali in larga parte sabbiosi che diventano più argillosi nei fondo valle dove aumenta l’umidità. Il Tufico è ottenuto da uve surmature coltivate sul Colle San Marco esposto ad est. Il vino mostra grande pienezza aromatica e strutturale con evidenti sentori di frutta matura. Il palato è potente, dominato dall’alcol che nonostante il finale saporito, segna un po’ la fase gustativa. Il vino tuttavia è ancora in fase di evoluzione in bottiglia. Lo stile produttivo legato alla surmaturazione dell’uva che lo spinge verso un orizzonte di ricchezza e potenza piuttosto che fragranza gustativa, non permette di avere i necessari riferimenti per interpretare la zona di provenienza.

 

I vini di questa batteria, provenendo da versanti molto diversi, non avevano grosse similitudini tra loro ma in diversi casi hanno fornito validi riscontri per interpretare il luogo d’origine nonostante lo stile produttivo in alcune situazioni, abbia orientato in maniera evidente la dinamica del vino.

 

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I vini di questa seconda batteria provengono dal Versante San Michele.

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Capovolto 2009 – Az. La Marca di San Michele

 

Il vino è abbastanza nitido sotto il profilo aromatico. Non ampissimo, si muove su toni dolci di frutta bianca, sentori vegetali. In ingresso il palato è un po’ timido, lo sviluppo è lento ma la continua progressione lo conduce ad un finale saporito, in cui emergono anice, erbe aromatiche e mandorla. Un vino che a causa della giovinezza delle vigne, non ha ancora il carattere e la complessità di San Michele, ma sta crescendo bene ed il futuro ci darà le risposte attese.

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Michele 2009 – Vallerosa Bonci

 

Già il nome lo relega a testimone dell’omonima Contrada. Un vino che incarna il carattere del terreno, l’esposizione e la complessità di questo versante. Ottenuto da un vigneto di oltre 20 anni, ha spessore e struttura: è un vino impegnativo ma scorrevole. Al palato coniuga potenza, freschezza in ingresso e finale sapido che dà il guizzo per renderlo equilibrato. Frutto, anice, erbe aromatiche sono solo l’inizio di un lungo percorso di maturazione aromatica che lo porterà ad ambiziosi traguardi.

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Gli Eremi Ris. 2009 – La Distesa

 

Gli Eremi si muove lento nel bicchiere. Dopo l’iniziale reticenza si apre evidenziando frutto tonico, sentori di rosmarino e minerali senza accenni di “pesantezza” aromatica. La bocca è tanto sostenuta quanto fragrante; la chiusura salina lo rende vivace e vibrante e ne riequilibra il palato. La progressione nel bicchiere è evidente come anche la riconducibilità strutturale ed aromatica, alla terra di provenienza.

 

Con questi tre vini siamo entrati nella Contrada San Michele. Un versante molto caldo, con esposizione est e sud, terreni molto profondi a tendenza argillosa con buon apporto calcareo. A San Michele regna il carattere aromatico, la pienezza, la struttura, condita di salinità. In questa batteria, al di là degli stili di vinificazion, che orientano un pò l’olfatto (anche se anice, erbe aromatiche e frutto bianco sono un comune denominatore) è sembrato che i vini avessero un profilo gustativo piuttosto uniforme, con la sapidità che spicca nel palato energico, avvolgente e di grande profondità.. Probabilmente ad oggi è proprio questo il “vero” cru di Cupra.

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Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Plenio Ris. 2007 – Umani Ronchi

 

Il vino proviene dalla Contrada Valle, che da un punto di vista geografico potrebbe essere racchiusa nel versante Nord (insieme a Pietrone e San Marco) ma di fatto è a pochi passi da Morella e San Michele, da cui è separata solamente da una strada. Il vigneto cresce su terreno compatto e argilloso orientato da ovest a est in zona molto aperta e ventilata, tanto che le uve, pur nelle stagioni molto calde, soffrono meno che in altre zone. Il vino nel calice è elegante, sottile e mai troppo irruento sotto il profilo aromatico. Frutto, note agrumate e lievi accenni vanigliati si alternano con finezza senza eccessi di potenza. Il palato è morbido ma equilibrato, ha finezza (nonostante il calore dell’annata), regalando un bel mix di struttura e fragranza. Una bella sintesi della collocazione a “cavallo” di due versanti.

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl Pietrone Ris. 2007 – Vallerosa Bonci

 

Pietrone è forse il vigneto simbolo del Versante Nord. Terreni sciolti, presenza di tufo e grande freschezza grazie all’esposizione nord. In queste zone nelle annate molto fresche, spunta qualche accenno di botrite. Il vino si mostra subito immediato sia a naso che al palato. Si concede con grande intensità sia olfattiva che gustativa, in un contesto di pienezza e rotondità, probabilmente legata all’annata. Non manca però la spinta salina in chiusura. Pietrone in genere è più reattivo e dinamico nelle annate fresche, quando riesce a coniugare finezza aromatica e delicatezza salina che lo rendono progressivo.

 

Due vini diversi che, seppur provengano dalla stessa “macro area” a nord di Cupra, mostrano caratteri differenti anche a causa dell’esposizione e composizione del suolo.

Questa infatti è una zona meno omogenea, in cui i diversi crinali, il terreno e la maggiore o minore apertura ai venti, segna la maturazione delle uve in maniera differente. Sarà intrigante assaggiare i medesimi vini in annate più fresche !!