Il piacere della birra, una dovuta precisazione

Come abbiamo cercato di fare in queste ore, replicando su Facebook alle tante critiche che ci sono state mosse, ribadiamo che Slow Food è stata (sin dalle origini del movimento), è e continuerà a essere al fianco dei tanti artigiani della birra , in Italia come all’estero. Nulla è cambiato e nulla cambierà.

La nostra volontà è di aggregare e non certo di dividere. Il nostro scopo principale è fare educazione e informazione, non essere un’associazione di categoria. In tal senso siamo sicuri che il manuale Il piacere della birra possa essere uno strumento di grande aiuto tanto per gli appassionati come per tutti coloro che al mondo della birra si stanno avvicinando.

La polemica di questi giorni nasce da un capitolo e da alcuni passaggi di questo capitolo, la cui interpretazione è stata forzata fino a farla diventare un endorsement verso le multinazionali, che invece non esiste. Accettiamo il fatto che tale capitolo, già solo per il fatto di essere interpretabile nel senso sopra sintetizzato, avrebbe potuto essere scritto diversamente. Ribadiamo però che non c’è in esso alcuna volontà di ridimensionare una vicenda da guardare con attenzione e preoccupazione quale è quella delle acquisizioni, né tantomeno la volontà di appoggiare in qualsiasi forma l’operato delle multinazionali.

Vogliamo provare a trarre del buono e un insegnamento anche da quanto avvenuto in questi giorni. Vogliamo utilizzare le tante parole dette e scritte per riaprire un confronto, sia al nostro interno sia con tutti gli attori di questo mondo, al fine di analizzare con serietà e in modo approfondito la delicata fase che sta attraversando il mondo della birra artigianale italiana.

Abbiamo già iniziato a ipotizzare momenti di incontro e di confronto convinti che solo attraverso una visione complessa del mondo si possa crescere.

 

Daniele Buttignol, Segretario Generale Slow Food Italia

Carlo Bogliotti, Direttore editoriale Slow Food Editore