Partecipare all’alimentazione. Appunti sparsi della festa biodinamica da Elisabetta Foradori

La festa biodinamica da Elisabetta Foradori è stata una calda giornata di incontri, assaggi e approfondimenti sul rapporto tra agricoltura, uomo e alimentazione. Mi sono appassionato alla tavola rotonda della mattina, dal titolo “A tutto gusto”, moderata da Fausto Jori, della cooperativa agricola Vitulia.

Partecipare all’alimentazione. Intorno a questo tema si sono succeduti numerosi interventi, nei quali il concetto di biodinamica era posto in relazione con aspetti fondamentali dell’agricoltura contemporanea quali la fertilità del suolo, il rapporto con la scienza e la tecnologia e il ruolo del gusto nella scelte alimentari dell’essere umano.

Cercando di riassumere i principali contenuti dei numerosi interventi, propongo una serie di spunti che potrebbero essere altrettanti temi per successivi dibattiti:

  • Funzioni basilari dell’agricoltura come mantenimento della specie (semi) e alimentazione (produzione di cibo). Da questi due elementi derivano poi l’identità delle produzioni alimentari come valore culturale e il lavoro agricolo come cura e mantenimento del paesaggio.
  • Mantenimento della sostanza organica del suolo come obiettivo fondamentale dell’approccio agronomico. Superando la dicotomia tra mineralisti e organicisti è necessario porre un freno al depauperamento dell’humus nei suoli agricoli prevenendo una possibile desertificazione
  • Concetto di forze vitali nel cibo. Alimentazione non solo come un insieme di ingredienti che introiettiamo ma armonia di energie che risentono delle metodologie di lavoro che le hanno prodotte “Se il cibo che mangiamo è stato creato con sofferenza delle parti portiamo dentro di noi quella sofferenza “ (Gianni Aste – Chef Casa Raphael). Responsabilità sociale di chi compra cibo.
  • In lingua tedesca esistono due parole diverse relative all’alimentazione ponendo la differenza semplice nutrimento (aspetto funzionale) e vita (aspetto complesso che concerne l’energie vitali)
  • Modello agricolo legato alla famiglia contadina. L’agricoltore può andare avanti solo se ripropone un modello di famiglia antico con un nucleo di persone compatto e forte nei legami.
  • Il patrimonio della cultura agricola si può integrare con la tecnologia a disposizione ma la tecnologia non può fare a meno delle conoscenze maturate per millenni dal sapere contadino.