I terreni su cui cresce la vite

Albariza
Terreno bianco in superficie formato da depositi di diatomite, che si trova nella zona dello Jerez, in Spagna.

Il vino biologico

La consapevolezza della necessità di un’agricoltura sostenibile è molto cresciuta in Italia negli ultimi anni, e con essa la pratica di metodi colturali biologici, che si basano su di un principio chiaro e ineludibile: evitare di fare ricorso a prodotti chimici di sintesi, tanto sul terreno che sulle piante e sui frutti.Tale principio vale anche per la viticoltura, comparto che presenta oggi una componente significativa, seppure ancora minoritaria, di produttori di vini biologici o, per essere più precisi, di vini ottenuti da uve biologiche.

Viti transgeniche?

La ricerca sugli organismi geneticamente modificati, e il dibattito che ne è seguito, ha toccato anche la viticoltura e l’enologia. Secondo i fautori della transgenetica il mondo del vino potrebbe trarre grandi vantaggi dall’applicazione delle discusse tecnologie. 

Il mosto

Il mosto ottenuto dalla pigiatura dell’uva è un liquido denso e torbido, costituito in gran parte da acqua (70- 85%), contenente in soluzione numerosissime sostanze: zucchero (fruttosio e glucosio), sostanze pectiche, sostanze azotate (essenziali per la vita dei lieviti), acidi organici (tartarico, malico, citrico)…

L’anidride solforosa

L’uso dello zolfo come antisettico, sia in fase di fermentazione sia per la conservazione del vino, è una pratica molto antica. Le funzioni dell’anidride solforosa (diossido di zolfo), che ha proprietà antimicrobiche e antiossidanti, sono molteplici. In fase di vinificazione essa svolge un’azione selettiva, inibendo lo sviluppo di batteri e lieviti dannosi a favore di quelli più sani…

Botti e barriques

L’uso del legno per la produzione, la conservazione e il trasporto del vino è certamente una pratica molto antica. Erodoto scrive che i Babilonesi costruivano vasi vinari in legno di palma, diverse testimonianze attestano l’utilizzo di botti da parte dei Greci. Con i Romani però si cominciarono a preferire le anfore in terracotta, più pratiche per il trasporto…

Quando il vino è torbido o lascia depositi

Dopo la fermentazione, il vino tende via via a “pulirsi”: le fecce – residuo costituito da parti solide del grappolo, lieviti, tartrati – precipitano lentamente e sedimentano sul fondo dei recipienti in cui è conservato (vasi vinari). Una prima, grossolana, causa dell’aspetto torbido del vino potrebbero essere gli scarsi o scorretti travasi che il cantiniere ha effettuato per liberarlo dai sedimenti.

Farsi una cantina

Una cantina personale può costituire una preziosa riserva di vini con i quali fare le proprie esperienze di assaggiatore. Qualcuno potrebbe obiettare che una cantina in casa non è indispensabile, visto che i vini si possono acquistare di volta in volta, quando servono. Certo, ma c’è qualche controindicazione.

Vino e Cibo

Nel proporre una descrizione del rapporto vino/cibo, così importante nella storia e nella pratica della gastronomia, l’elemento “vino” può essere considerato sotto tre aspetti • come alimento in sé; • come materia prima che concorre alla composizione del cibo; • come bevanda da abbinare al cibo. Il vino come alimentoAttualmente dalla grande maggioranza degli studiosi …

Perché fare rete tra vignaioli?

Rappresenta infatti la strada decisiva per una significativa riduzione dell’impatto ambientale con una forte riqualificazione professionale degli imprenditori vitivinicoli e una maggiore appetibilità dei prodotti e del territorio (che diventa un prezioso modello da seguire). Circa gli aspetti fitoiatrici è ovvio che patogeni e parassiti, non conoscendo i confini amministrativi e di proprietà, si muovono …