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Ma quanto è figa 'sta bottiglia !!!

 

Bestiario enologico per presunti bevitori fighi

 


 

Purtroppo, data l'assidua frequentazione piemontese, nel mio lessico personale si è insinuato un aggettivo che mai avrei voluto entrasse nella mia quotidianità: fico. Pronunciato dai nordici la c velare si sonorizza diventando g e rendendo questo termine non dico piacevole ma almeno accettabile. Io che le c le mangio a colazione, pranzo e cena, faccio di questo aggettivo stonato, almeno alle mie orecchie, scempio.

 

Comunque cosa è fico? Fico valorizza non solo le qualità positive dell'oggetto a cui si appende ma ormai caratterizza qualcosa che rende lo stesso oggetto distinto dalla normalità, elevandolo a modello da seguire, a precursore di una tendenza.

 

Ebbene sì, esistono anche i vini fighi. Nel sottobosco degli addetti ai lavori, nei forum, nei blog serpeggiano opinioni, esperienze, degustazioni che contribuiscono a individuare quali saranno i vini che saliranno alla ribalta degli appassionati nei prossimi mesi, costituendosi come linea di confine tra i normali bevitori e i bevitori......fighi.....appunto.

 

Ed ecco una mia personale geografia o sfogo aggettivale delle tendenze di presente o prossima ribalta.

 

Nord

Piemonte

Lasciate le aride marne langarole e cercate di raggiungere l'oasi del Nord Piemonte. Ghemme, Gattinara, Boca, Bramaterra, Lessona, ecc sono il nebbiolo del futuro. Non conoscete Paride Iaretti, per esempio? Siete ancora in tempo, non vi preoccupate, potete ancora essere dei fighi. Se proprio non potete fare a meno delle Langhe allora vi basterà citare Roagna.

 

Liguria

Rossese di Dolceacqua. Dopo i primi pionieri, ormai è una certezza. Le aspre e vertiginose terre di calcare ligure sono la nuova eldorado dei degustatori fighi. C'è tutto da imparare. E non vedo l'ora di visitare questo territorio.

 

Trentino

Occhi puntati sulla piana rotaliana. Da qualche tempo alcuni vignaioli stanno interpretando al meglio questo territorio, regalandoci vini di assoluta finezza espressiva. Foradori, Rosi, Fanti, Dalzocchio alcuni nomi che vi distingueranno dalla massa. Oppure lo sapevate già?

 

Centro

Emilia Romagna

Il Lambrusco dei vignaioli è figo, quello con la rifermentazione ancestrale badate bene. Il vino che si beve a merenda e che fa stare bene. Paltrinieri e Graziano sono nomi che vi potranno servire alla bisogna.

 

Toscana

Nel Granducato, per essere davvero fighi, dobbiamo guardarci alle spalle. Tutto ciò che è stato toccato da Giulio Gambelli distingue il vero appassionato e conoscitore della storia enologica tradizionale. Se proprio non avete niente in cantina potete stupire con le vecchie annate di Castell'n Villa, con o senza problemi di tappo. E se volete davvero essere troppo fighi.. iniziate a parlare di Lamole e vedrete i risultati.

 

Umbria

Collecapretta....basta la parola per essere fighi.

 

 

 

Sud

Campania

Ormai l'Irpinia è nota. Figo, ma tanto figo, rimane Ciro Picariello. Il suo Fiano di Avellino spopola tra tutti noi appassionati. Sarà per la musica nel nome, per il prezzo amichevole o semplicemente perché è tanto buono. Il Taurasi di Tecce è una chicca ancora non divulgata a dovere. La tendenza futura sarà la necessaria zonazione delle diverse aree vitate. Tratto emerso almeno dall'ultima Anteprima Taurasi dove, ahimè, non ho potuto partecipare.

 

Puglia

La Puglia dell'equilibrio comincia a fare strada. Lasciate perdere i vini caricaturali di qualche anno fa. Potrete essere fighi proponendo ai vostri amici un Primitivo giocato sull'acidità più che sul calore dove il frutto non viene oppresso da un legno invasivo. Aziende come Attanasio, Polvanera possono fare al caso vostro.

 

Sicilia

Secondo ultime voci stanno finendo di colmare il cratere dell'Etna con del galestro toscano per trovare l'ultimo fazzoletto vitato sulla Montagna. Quindi citare i vini di lava risulta poco figo e quindi l'opposto sfigato che è peggio. Allora buttatevi sul frappato e sul nero d'avola senza legno: già scoperti ed encomiati, ma sempre meglio di niente.

 

Ah bene, ora sto meglio......

 

 

 

 



Fabio Pracchia

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2 interventi su Ma quanto è figa 'sta bottiglia !!!

1. Intervento di Monica Raspi del 03/02/2012 19:30
Mi sembra che si sia sempre alla ricerca di qualcosa, prima era il legno, poi il legno era out, poi i blend filoamericani, poi di nuovo out, è...(leggi tutto)

Mi sembra che si sia sempre alla ricerca di qualcosa, prima era il legno, poi il legno era out, poi i blend filoamericani, poi di nuovo out, è arrivata la tipicità a tutti i costi, il vitigno in purezza, i vitigni scomparsi (alcune scomparse poi avranno avuto dei motivi dico io), l'acciaio, il legno grande e poi il cemento, finalmente la terracotta, e questa lista si che è ancora lunga. La mia ricetta è questa:
Prendete un bicchiere, versate del vino, annusate brevemente, sorseggiate, e senza sputare buttate giù. Vi è piaciuto?
Vero è che il vino ha il suo fascino, non si può appiattire, e va benissimo che si parli di noi, nel senso, essere figo è bello e magari mi rode un po' non essere tra i fighi, a chi non piacerebbe, diciamola tutta. Insomma, per rendere frizzante un gesto quotidiano, ben venga un po' di guasconeria, ognuno se lo viva e soprattutto se lo gusti come meglio crede, basta che sia farina del suo sacco

2. Intervento di Duccio Armenio del 03/02/2012 09:22
Fabio, sono profondamente deluso dal tuo post. Mi aspettavo la lista dei vini fighissimi / figherrimi, tipo quelli della lista prannunciata da...(leggi tutto)

Fabio, sono profondamente deluso dal tuo post.

Mi aspettavo la lista dei vini fighissimi / figherrimi, tipo quelli della lista prannunciata da Slowine a Ferragosto ("Io sono Gaia non sono Lucrezia", "Passerina casta", "Maschio da Monte" etc etc ) e invece mi ritrovo con un articolo di critica enologica "visti da nord style" (semiserio, ok, te lo riconosco).

E allora? La lista?





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