Oltre i 700 metri! La viticoltura alta

Se qualcuno pensa che praticare l’attività vitivinicola sia relegata a protocolli, modelli predefiniti da manuali di viticoltura ed enologia, ha sbagliato. Soprattutto se ci si imbatte nel complesso mondo del vino di montagna, o meglio, di quel vino strettamente legato alle specificità di territori estremi, fuori dal comune e dall’immaginario di qualsiasi tecnico o matematico del vino.

 

È proprio partendo da queste riflessioni che si è svolto il Laboratorio del Gusto OLTRE I 700. DOVE PUO’ ARRIVARE LA VITICOLTURA?, un dibattito confronto con sei esperienze di territori, storie di vita, vigne e vini estremamente caratterizzanti.

 

A spasso per l’Italia, e non solo, in questa degustazione si è avuto modo di toccare con mano prove di coraggio, di dedizione per il proprio lavoro, e in alcuni casi di vera e propria straordinaria follia, in cui la vitis vinifera raggiunge livelli mai visti. Nel percorrere questo itinerario abbiamo incontrato produttori e testimoni di queste missioni enologiche che hanno illustrato la relazione tra la vite e l’altimetria, tra paesaggi mozzafiato e la fragilità delle vigne, facendo assaggiare vini unici.

 

Vediamoli nei dettagli, ordinati dal “basso”:

 

1)
Altimetria: 700-800 metri s.l.m
zona: LOMBARDIA – VALTELLINA
azienda: FAY
vino: SFORZATO DELLA VALTELLINA RONCO DEL PICCHIO 2007

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Marco Fay è l’emblema della nuova generazione di vignaioli del vino valtellinese. Un territorio fragile, in cui il ruolo della viticoltura è determinante più che altrove nel mantenimento del paesaggio. Qui, in una zona relativamente piccola, il nebbiolo si relaziona con la montagna, con i venti del lago, con suoli magri, con il calore della roccia, con variazioni altimetriche dai 300 agli 800 metri di quota, acquisendo sfumature estremamente variegate. Da queste osservazioni è partita la riflessione di Marco a favore di una visione e successiva differenziazione del vigneto valtellinese per fasce altimetriche. Queste teorie hanno portato Marco a considerare la fascia bassa (tra i 330 e i 430 metri) che risente maggiormente dei fenomeni di inversione termica e di ristagno dell’umidità, ideale per vini più semplici che premiano la bevibilità e la fragranza del frutto. La fascia media (tra i 450 e i 600 metri) è la zona dei “cru”, delle selezioni, dove il nebbiolo acquisisce il suo perfetto equilibrio di maturazione. Da qui derivano i Valtellina Superiore. Le vigne in quota, invece, sopra i 600 con punte vicine agli 800 metri, rappresentano la fascia alta. Le condizioni opposte con escursioni termiche molto spinte danno un’uva che matura presto, che mantiene buccia spessa, pertanto perfetta per l’appassimento per la produzione dello Sforzato.

 

2)
Altimetria: 740-890 metri s.l.m
zona: SVIZZERA – VALLESE
azienda: DOMAINE DE BEUDON
vino: VALAIS DOLE 2004

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Per raggiungere questa vigna bisogna prendere la funicolare. Un caso davvero esclusivo di viticolture eroica, affidata alla passione temeraria di Marion e Jacques Granges
Stiamo parlando del territorio di Fully, nel Basso Vallese, sulla sponda destra del Rodano. Sei ettari condotti in biodinamica, che si arrampicano sulle ripide pendenze di granito e gneiss che formano lo zoccolo della piramide del Grand Chavalard. Il vino assaggiato rispecchia la tipicità dei rossi della tradizione vallesana: un gamay che dona la freschezza e il frutto, unito al pinot nero che dà finezza e speziato. Un’etichetta volutamente proposta dopo diversi anni di affinamento che presenta sfumature intriganti di leggera evoluzione.

 

3)
Altimetria: 900-1000 metri s.l.m
zona: SICILIA – VALLEDOLMO
azienda: CASTELLUCCI MIANO
vino: SHIARA’ CATARRATTO 2010

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Un’altra Sicilia. Questo continente del vino alla ricerca delle proprie identità territoriali si sta rilevando custode di micro-distretti vitivinicoli davvero interessanti, fuori dall’immaginario comune a cui ci si è abituati pensando alla questa straordinaria regione. La Valledolmo, nel Palermitano, rappresenta la storia e la tenacia di Castellucci Miano nel voler raccontare un volto nuovo della Sicilia e della propria azienda. Il vino assaggiato è il condensato di un’attività di recupero di vecchie vigne, a fianco di nuovi impianti, a circa 1000 metri di quota. Mineralità, profondità e soprattutto freschezza, sono il tratto comune di una versione di Catarratto più che entusiasmante.

 

4)
Altimetria: 1000 metri s.l.m
zona: ALTO ADIGE
azienda: TIEFENBRUNNER
vino: ALTO ADIGE MULLER THURGAU FELDMARCHALL VON FENNER ZU FENNBERG 2011

La storicità, il forte radicamento con la propria terra e i suoi abitanti, un’etichetta diventata appuntamento per cultori e appassionati: questa è Tiefenbrunner, un’importante realtà del vino altoatesino dietro a cui ruota una schiera considerevole di viticoltori e conferitori di uva. Ma la vera chicca aziendale rimane il vigneto di proprietà situato nel podere di Hofstatt, sul monte di Favogna, a 1000 metri, da cui provengono le uve del Muller Thurgau Feldmarchall. Un esempio raro di viticoltura fuori dal comune che regala un vino di estrema personalità che si distingue per le sensazioni olfattive di grande caratterizzazione. Da segnalare in particolare la netta nota di zafferano, uniche nel suo genere.

 

5)
Altimetria: 900-1200 metri s.l.m
zona: VALLE D’AOSTA – MORGEX
azienda: ERMES PAVESE
vino: VALLE D’AOSTA BLANC DE MORGEZ ET LA SALLE 2011

Ermes e la moglie Milena sono gli autori di questa interessantissima realtà valdostana che hanno avviato nel 1999. La loro è un’azienda che racconta un angolo estremo della ragione, quello compreso tra i comuni di Morgex e La Salle. Un lavoro coraggioso che conducono con grande serietà, senza rinunciare a creatività e voglia di sperimentare, come dimostra il loro impegno nel recupero e valorizzazione delle vigne più vecchie, molte delle quali avvolte dai rovi. Il vino assaggiato, espressione di priè blanc in purezza, è intrigante, floreale, con piacevoli note vegetali. Una chiave di lettura personale e autentica che esalta il territorio.

 

6)
Altimetria: 1200 metri s.l.m
zona: SICILIA – ETNA
azienda: I VIGNERI
vino: VINUJANCU 2011

Un vino emblema dell’opera del suo realizzatore. Stiamo parlando di Salvo Foti, o meglio dell’equipe dei Vigneri, consorzio nato dalle vulcaniche idee di Salvo con l’idea di salvare e proteggere la cultura contadina, in un clima di totale armonia con la storia e la natura. Un gruppo che opera in diverse zone della Sicilia, ma che fonda le sue origini sull’Etna, territorio del vino che proprio Salvo Foto ha contribuito a riscoprire. Il Vinujancu è un vino sperimentale realizzato a partire da una commistione di vigne vecchie e nuove coltivate rigorosamente ad alberello nel comune di Bronte, nel versante ovest dell’Etna, a quote mai viste: 1200 metri! Le varietà locali quali la minnella si coniuga con il grecanico e il riesling renano per un vino di straordinaria complessità.

 

  • igino troiani

    io ho una vigna in Abruzzo a circa 800 metri. Volevo sapere se c’è un manuale che indica quali sono le migliori tecniche da seguire ( guyot, quando procedere con la potatura,…) eventualmente viti da piantare. In questo territorio chiaramente le gelate sono la norma nel periodo invernale. Grazie

    • Paolo Spina

      Mi piacerebbe anche a me saperne di più.
      io sto a pescina, circa 750 m.s.l.m.
      chi può aiutarci?