Novità Slow Wine 2017: i 100 locali del Bere Slow!

Ieri vi abbiamo raccontato la prima (di tre) grossa novità di Slow Wine 2017. Ovvero la decisione di inserire la Slovenia sulla nostra guida. Oggi vi riveliamo la seconda. L’abbiamo nascosta praticamente a tutti. Si tratta di una corposa sezione a fine della guida dove abbiamo pubblicato un elenco ragionato di 100 locali dove Bere Slow in Italia. Quali sono i criteri che ci hanno ispirato?

 

  1. Il primo, per alcuni scontato, ma non pensiate che lo sia così tanto, è che la lista dei vini, la carta (nel caso ci sia) deve comprendere vini che ci piacciono davvero tanto. Non è detto che il locale debba per forza avere tutto. Piuttosto il giusto. Uscendo dai soliti noti. Certo alcune etichette forse sono imprescindibili, ma ci piacciono quelle donne e quegli uomini che quando fanno il mestiere dell’enotecaro, dell’oste compiono scelte consapevoli, non imposte dall’amico distributore. Per cui abbiamo premiato quei luoghi che ci mettono del loro, con intelligenza, cultura e capacità.
  2. Locali dove il sorriso è la regola numero uno, dove si sta bene, coccolati, accolti con passione, con uno spirito di convivialità e amicizia.
  3. Non sono enoteche “pure”, bisogna avere almeno la mescita e quindi i calici, meglio se accompagnati da qualche stuzzichino fatto per bene, con una cura e un’attenzione a tutto quello che è qualità e territorialità. In taluni casi si tratta di ristoranti o osterie tradizionali dove è possibile concedersi un ottimo pranzo completo.
  4. Un buon rapporto tra la qualità e il prezzo è, inoltre, imprescindibile. Giusto avere i vini buoni, le etichette intelligenti, ma anche il ricarico ha la sua importanza, per cui un’attenzione al portafoglio è fondamentale.

 

Si tratta quindi di una selezione essenziale, e di certo non esaustiva, di indirizzi per il vostro edonistico divertimento, non disgiunto da una sana didattica, visto che i gestori di questi luoghi hanno dedicato la loro vita a cercare etichette che abbiano un’anima oltre la semplice bontà del prodotto. Tutto questo per ribadirvi che Slow Wine non è una semplice guida ma una piattaforma di valorizzazione a tutto tondo del vino italiano: se aggiungete le indicazioni enoturistiche, lo sconto del 10% che vi faranno all’acquisto diretto in molte delle nostre cantine, e ancora le tante, meravigliose storie umane che da queste pagine prendono vita, vi renderete conto che il nostro desiderio è quello di creare una sorta di “hub” del vino italiano di qualità.

 

Insomma, ci auguriamo che questa seconda novità abbia stuzzicato la vostra curiosità. Di seguito pubblichiamo in anteprima 3 schede di tre differenti locali, così per darvi un piccolo antipasto rispetto a quello che potrete leggere su Slow Wine 2017.

Venite a Montecatini Terme (PT) il 15 ottobre prossimo per visionare la lista completa. Acquistando a questo indirizzo la guida avrete diritto anche a partecipare alla più grande degustazione italiana dell’anno!

 

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  • Carlo Rol

    Sul punto 4 avete adottato dei parametri precisi o, perlomeno, indicativi per definire qual è il “giusto” rapporto qualità prezzo? Per esempio, posto che un vino, giudicato buono secondo i criteri Slow Wine, abbia un prezzo in cantina di 10, 20, 50, 100 euro, qual è rispettivamente il prezzo (o la forbice) di vendita in enoteca che può essere considerata “buona” per l’acquirente?
    Ovviamente per valutare un buon rapporto qualità prezzo dell’enoteca nel suo insieme, bisognerà poi prendere in considerazione una serie di vini, perché succede spesso che, nella medesima enoteca, ci siano ricarichi molto diversi tra un vino e l’altro all’interno della stessa fascia di prezzo.
    Se ben ricordo, qualche tempo addietro Fabio Giavedoni aveva indicato alcuni criteri di massima a proposito dei prezzi nelle carte dei ristoranti (il tutto in una serie di interventi sulla questione più generale della validità delle medesime e sul loro livello talvolta buono, ma spesso sconfortante) . Potreste tornare sull’argomento a proposito delle enoteche? (magari proponendo una sorta di tabella, almeno relativa ad alcuni livelli di prezzo dei singoli vini: prezzo in cantina, prezzo in enoteca, prezzo al ristorante).

  • Alessandro Manna

    Bene, mi piace. Ma non era il caso di condividere la novità (e le segnalazioni) con le Condotte?