Non uno ma mille mercati cinesi

Anche quest’anno ho avuto la favolosa opportunità di partecipare al Concours Mondial de Bruxelles che per la sua venticinquesima edizione ha nientedimeno che varcato l’Europa per approdare in Cina e precisamente nel distretto di Haidian a circa un’ora di metro dal centro di Pechino.

Avrò modo di tornare sui tanti vini degustati non appena l’organizzazione del concorso avrà messo on line (il 25 Maggio come riporta il sito che potete leggere qui) il risultato di cinque giorni di assaggi da parte di una giuria composta da una marea di addetti ai lavori.

Mi voglio invece soffermare sull’interessante laboratorio sul mercato dei vini in Cina tenuto dal giovane enologo Alessio Fortunato che nel lontano oriente ha stabilito la sua attività professionale non solo nel comparto produttivo ma anche nella didattica e nello sviluppo commerciale, ottenendo in pochi anni notevoli affermazioni. Insomma una sorta di cervello in fuga. Il mercato del vino in Cina: tra verità e falsi miti. Questo il titolo del suo seminario.

Prendendo a man bassa dalle slide di Alessio ecco i punti principali* della sua lezione al Concours:

  • Non si hanno notizie dell’Asia nel mercato globale del vino prima degli anni 1990
  • Solo il 2% del vino era importato nel 1980, oggi il 16%
  • Potenziale per la produzione di vino è basso, ad eccezione della Cina
  • Alto potenziale per la crescita di consumo di vino perché:
  1. La popolazione asiatica crescerà da 4.4 a 5 miliardi entro il 2030
  2. In Asia il salario pro capite è in crescita da 2/5 a 3/5 della media del mondo entro il 2030 Quindi la crescita potenziale del vino importato è enorme
  3. Vino è <4% per il consumo di alcol

 

* Source: Kim Anderson, 10th International Symposium Enology and Viticulture NWAF University, 2017

 

I dati forniti non lasciano spazio a grandi dubbi: siamo di fronte a un mercato in crescita e dalle potenzialità ancora parzialmente inespresse sia dal punto di vista dell’importazione sia da quello della produzione. Interessante per questo ultimo aspetto l’approfondimento dell’enologo campano sulle geografia del vini in Cina.

Dividendo idealmente il paese in due emisferi nord e sud, la viticoltura si pratica con ottimi risultati nella parte settentrionale che è quella maggiormente coltivata. A sud i maggiori deterrenti sono caratterizzati dall’eccessiva piovosità e la conseguente umidità che comportano stress troppo pressanti sulla coltivazione.

A nord da ovest a est, regioni come lo Xinjiang, Gansu, Ningxia e lo Shandong sono intensamente coltivati a vite con ottimi risultati. Si deve considera a tal proposito che la Cina produce circa 11 milioni di ettolitri di vino all’anno.

Una delle pratiche agronomiche più interessanti, resa necessaria da temperature invernali veramente rigide sempre nell’emisfero settentrionale, è quella dell’interramento della pianta nel periodo invernale. Un letargo indotto dall’uomo per salvare la vite dal gelo. Tale pratica influenza il sistema di allevamento, guyot inclinato a circa 45 gradi con conduzione del tralcio a frutto in verticale, ma anche il costo medio di una bottiglia di vino alla fine della filiera. Infatti l’onerosa gestione agronomica che non impedisce di subire perdite di piante che oscillano tra il 12 e il 40%, incide per il 35% sui costi di produzione.

Per quanto riguarda i volumi dell’importazione ecco gli interessanti punti forniti da Alessio:

  • I volumi di vino importati e il consumo in Cina continuano a crescere
  • Nel 2017 il paese ha importato 2.714 miliardi di dollari di vino
  • Crescita di base annua del 17.58%

 

La cosa forse più interessante dal punto di vista delle strategie di mercato – ha sottolineato tra le ultime cose Alessio – è che non esiste un mercato cinese unico ma esistono tanti mercati quante sono le tradizioni gastronomiche cinesi. La vastità del paesaggio geografico e le incredibili differenze culturali ed etniche presenti in Cina forniscono un orizzonte frastagliato e quanto mai variabile del gusto prevalente nel paese. La cucina speziata del Sichuan per esempio non ha niente a che vedere con la cucina dolce del sud est tanto per fare due esempi. Quindi le imprese commerciali devono tenere in debito conto le tradizioni e le preferenze delle regioni in cui intendono esportare.

Un ultimo dato riguarda il commercio di vino in internet. Una tendenza davvero forte in Cina che deve essere presa in considerazione per analizzare ulteriormente un mercato fertile ma che presenta non poche difficoltà a essere compreso nei dettagli.

 

 

Foto in copertina di Adele Granieri, foto di Alessio Fortunato da saporidelpiemonte.net.