“Non si può rinunciare al Prosecco Colfondo!”: parola di Luca Zaia

«Rinunciare al Prosecco Colfondo sarebbe un errore gravissimo»: risponde così il Presidente della Regione Veneta alla nostra richiesta di opinione in merito.

Lo incontriamo dietro le quinte dell’Anteprima Amarone che si è appena conclusa a Verona, ma non è del nobile rosso della Valpolicella che si finisce a parlare, bensì del Prosecco, e soprattutto di quello Colfondo.

«Ci sono molte aziende che si stanno attivando per riprendere questa nostra tradizione, non si può pensare di poter perdere questo patrimonio. Provate a palarne con il Consorzio…». Qualcuno ha detto Consorzio? Ehm…

«Presidente, il Consorzio non prende posizione in merito, sembra quasi non credere a questa tipologia, evidentemente troppo residuale per i suoi interessi; avranno le loro buone ragioni, ma il Colfondo meriterebbe qualche attenzione altrimenti rischia di rimanere nell’oblio, a un passo dall’estinzione… bisogna darsi da fare».

«Ne parlerò…”. È la classica risposta che un uomo della politica ha bisogno di dare nelle mille occasioni di incontro che ha con la gente, nelle sue uscite pubbliche. Questa volta però il Presidente sembra convinto, determinato; e c’è da immaginare, stando alle sue intenzioni, che si possa davvero intraprendere seriamente un percorso, anche legislativo, teso a salvaguardare e sviluppare questa tipologia di Prosecco. I produttori di Colfondo, quelli che Zaia dimostra di conoscere bene, rappresentano numeri molto piccoli, davvero modiche quantità nel mare magnum della produzione che va sotto il nome di Prosecco, ma hanno molto da dire.

Più tardi Zaia è salito sul palco dei lavori di Anteprima Amarone, ed è stato molto incisivo e convincente sulle volontà e modalità di valorizzare ancora di più i vini veneti. Peccato solo che dopo di lui sia arrivato Sgarbi…