Non c’è mai peggio al peggio: la proposta del disciplinare del Pinot Grigio delle Venezie ad esempio!

pinot-grigio_N1In questi giorni ci siamo molto occupati delle proposte di inserimento della menzione Nebbiolo all’interno della Doc Piemonte. La posizione che abbiamo preso come redazione è stata molto dura, soprattutto dopo aver letto la proposta che il Consorzio della Barbera d’Asti sta facendo firmare ai propri soci (leggi qui per avere maggiori info).

Ora, grazie a un breve post di Carlo Macchi, che ringraziamo (qui), abbiamo avuto modo invece di leggere la proposta che sarà messa votazione il 30 agosto della nuova Doc Pinot Grigio delle Venezie, che va a sostituire l’attuale Igt. Dire che di fronte a queste cose si rabbrividisce è un eufemismo. 180 quintali a ettaro, con la possibilità di aumentare del 20% nelle annate favorevoli (normalmente tutte…). Quindi, fatti due conti si arriva alla cifra mostre di 21,6 tonnellate di uva.

Chi vince in questo caso? L’agroindustria: chi produce concimi chimici, fungicidi, diserbanti, ecc… Perché si arriva a quelle rese se si trasforma il vigneto in una catena di montaggio, dove tutto è pompato e tutto deve essere perfettamente pulito, senza la più piccola traccia di malattia.

È vero che si passa da una resa prevista dall’Igt che era di 190 quintali, quindi fa sorridere, ma si migliora, ma a chi giova tutto questo se non ai grandi imbottigliatori, commercianti, ecc… Il consumatore probabilmente pagherà poco o nulla questi vini, ma forse sarebbe il caso di bere un po’ meno ma meglio. Invece di acquistare vini a 2 euro (che poi aprono la strada agli scandali dello scorso anno dell’Oltrepò), cerchiamo tutti di aumentare la spesa di 1/2 euro, non tanto, basterebbe di sicuro a fare un po’ meglio al pianeta e bere vini più sani e sostenibili.

In ogni caso vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa Doc.