Come sapete – e se non lo sapete correte subito a leggere questo post, cliccando qui – Slow Wine ha deciso di “dare un giro di vite” alla lotta contro il diserbo chimico dei vigneti. Da quest’anno le aziende a cui viene attribuito il riconoscimento della Chiocciola devono garantire un diserbo meccanico o manuale delle proprie vigne.
Abbiamo già detto più volte – se vuoi vai a leggere qui – che esistono mille modi per evitare il diserbo chimico del sottofila: sono disponibili sul mercato molte macchine e attrezzi che svolgono bene questa funzione – in presenza di terreni, climi, altitudini e pendenze diverse – oltre ai “vecchi sistemi” della zappa o del decespugliatore a mano.
Ora si aggiunge anche un’altra possibilità.
La notizia è di ieri (e la potete leggere per intero cliccando qui): sono stati consegnati due premi internazionali alla macchina per il diserbo dei vigneti messa a punto dall’ingegnere Giancarlo Spezia, amministratore unico della Tecnovict di Pianello in Valtidone (Piacenza).
Si tratta di una macchina diserbatrice termica che produce una schiuma calda (uno “schiumone”, come definito dallo stesso Spezia) che viene spruzzata in maniera mirata sotto i filari delle viti per fare essiccare – nel rispetto dell’ambiente, senza soluzioni chimiche – le erbe infestanti e i polloni. È un’idea innovativa ed ecologica che si basa sul concetto che se le fibre vegetali di queste erbe infestanti superano, per alcuni secondi, una temperatura prossima ai 60° si assiste alla precipitazione delle proteine all’interno delle stesse erbe con un conseguente disseccamento nell’arco di alcuni giorni. E tutto senza diserbanti chimici.
La caratteristica principale – rivela Giancarlo Spezia – che rende questa innovazione ecologicamente importante è rappresentata dal fatto che la sostanza schiumogena impiegata è derivata totalmente da fibre vegetali prodotte da un’azienda agricola in regime biologico.
La macchina attualmente è allo stato di prototipo e si sta lavorando allo sviluppo del progetto industriale per metterla sul mercato il prossimo anno. Nel caso rappresenterebbe un’ulteriore possibilità per evitare i tremendi diserbanti chimici ancora usati (e abusati) da troppi viticoltori, che si trincerano spesso dietro la falsa frase “non ci sono strumenti adatti per diserbare i miei vigneti…”.
