Mio caro vino, ma quanto (poco) mi costi?

imagesGli Autogrill dell’autostrada sono per molti luoghi di forte attrazione: impossibile fare un viaggetto di almeno un’ora senza fermarsi per una (evitabilissima) visita a questa sorta di Disneyland per viaggiatori.

Io li frequento poco, nonostante i molti chilometri in autostrada, perché li trovo abbastanza inospitali e dai prezzi decisamente cari. Però ogni tanto i bisogni fisiologici si fanno pressanti e allora ci si ferma … e percorrendo i tortuosi percorsi verso l’uscita si butta un occhio alle merci esposte e ai loro prezzi. In genere si pensa ad altro ma se vi soffermate un attimo trovate delle cose incredibili.

 

 

IMG-20130329-00038Guardate qua: una banalissima bibita (acqua, zucchero e qualche aroma) a 2,60 euro.

 

Ma questo è niente rispetto al prezzo di una bottiglietta d’acqua naturale, liquido indispensabile per la nostra vita: 1,80-1,90 euro per una bottiglia da 0,75 litri …

 

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E la birra? Una comunissima bottiglietta da 33 centilitri venduta a 3,90 euro, indipendentemente dalla marca e dal contenitore.

 

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A questo punto, incuriosito e “deviato professionalmente”, vado a cercare anche gli scaffali dei vini, e m’imbatto in questo genere di offerte: Nero d’Avola, Sangiovese, Morellino di Scansano e altri vini ancora proposti in “offerta speciale” – 30% di sconto su un singolo pezzo, 50% sul cartone da sei – a 4,64 euro la bottiglia, ovvero poco più del doppio dell’acqua!

 

 

Ma in agguato c’era ancora l’imperdibile “offertissima specialissima”: la confezione da tre bottiglie di Pinot Nero abruzzese o di Primitivo del Salento a 9,95 euro, ovvero 3,32 euro per bottiglia!!

 

 

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Vi rendete conto? Una Corona o una Peroni – acqua, malto, lievito e un contenitore inox per qualche giorno di fermentazione – vendute a 11,70 euro al litro e un Pinot Nero – potatura, sfogliatura, diradamento, trattamenti in vigna, vendemmia, vinificazione, ecc., insomma almeno un anno di lavoro … – a meno di 4,50 euro al litro!!

 

Proposti peraltro nello stesso luogo di vendita, dove ovviamente valgono gli stessi costi di gestione e le stesse regole di ricarico dei prezzi.

 

Penso sia inutile qualsiasi commento. Mi chiedo solo quale genere di retribuzione viene data ai contadini che hanno prodotto le uve di quel Pinot Nero e di quel Primitivo, che costano meno di un’acqua maltata e fermentata, o come un’acqua con zucchero e aromi … Spero che non si fermino mai in un Autogrill, altrimenti gli potrebbe venire un colpo … O magari lo fanno, ma si prendono una birretta e una Rustichella e, purtroppo, non ci pensano …

 

Fabio Giavedoni

 

 

P.S. confesso di aver comprato, e di aver assaggiato, le tre bottiglie di Pinot Nero: con la Borgogna ci azzeccava proprio poco – bello scuro e marmellatoso com’era – ma in fondo si beveva …