MCR non lo vogliamo! Come ve lo dobbiamo dire? 53 vignaioli dell’Emilia Romagna lo mettono nero su bianco…

76591Più di un mese fa un gruppo di 27 vignaioli romagnoli inviò all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna una lettera che chiedeva in sostanza di non autorizzare, per la vendemmia 2016, l’utilizzo di mosto concentrato rettificato – il famoso e famigerato MCR – per aumentare la gradazione alcolica dei vini, in quanto le felici condizioni climatiche di questa estate lo rendevano inutile (se vuoi leggere la lettera per intero clicca qui). Ora, a distanza di un mese e senza aver dato la minima risposta a quella lettera, la Regione ha autorizzato l’utilizzo del MCR.

Non più 27, ma questa volta 53 vignaioli hanno diramato un comunicato stampa – che riportiao interamente qui sotto – per protestare contro questa decisione unilaterale, che non risponde a nessuna logica se non quella di incrementare fittiziamente il mercato del MCR.

Aggiungiamo solo una nostra considerazione: arricchire i mosti con zucchero – se l’annata lo rendesse necessario, ma quest’anno, lo ripetiamo, non è il caso – costerebbe almeno 4 volte di meno che utilizzare il MCR: ma questo è dichiarato illegale dalla nostra legislazione, anche se sarebbe la soluzione più economica e più sostenibile, anche per la qualità dei vini. Sorge quindi spontanea una domanda: chi è che si arricchisce veramente con l’arricchimento da MCR? Non di certo i consumatori… Quindi chi?

 

COMUNICATO STAMPA

La Regione Emilia Romagna sfiora anche quest’anno il ridicolo autorizzando l’utilizzo del Mosto Concentrato Rettificato per aumentare la gradazione dei vini

Il Mosto Concentrato Rettificato (comunemente detto MCR) può essere utilizzato, in caso di annate negative, per aumentare la gradazione alcolica dei mosti, quando questi non riescano ad averne una “naturalmente” sufficiente. Per questo motivo tale pratica enologica è regolamentata: qualora l’andamento climatico dell’annata sia negativo, le Regioni possono autorizzare l’utilizzo di questo “ingrediente”.

In realtà negli ultimi anni (se non decenni) la Regione Emilia Romagna ha sistematicamente autorizzato questa pratica, a prescindere dal reale andamento climatico. A volte con esiti comici (basti dare un’occhiata alla delibera relativa all’annata scorsa, la 2015, una delle più calde e favorevoli degli ultimi decenni).

Come volevasi dimostrare anche quest’anno, nonostante una stagione meteorologica ancora migliore di quella dell’anno scorso (alcune zone della Romagna Centrale stanno addirittura registrando un clima troppo secco!), e nonostante le forti critiche di alcuni produttori di qualità, sfociate in una vera e propria petizione inviata in regione (con la firma di circa 30 produttori romagnoli) tesa a chiedere il divieto di tale pratica e proponente anche un’interessante alternativa, la giunta regionale ha deciso di ripetersi. Ed eccola partorire la delibera 1309/2016, che, autorizzando l’utilizzo del MCR per tutte le tipologie di vino regionale, giustifica il provvedimento con motivazioni del tutto estranee al disposto del legislatore comunitario (che, ricordiamolo, fa riferimento esclusivamente a “condizioni climatiche” negative).

Infatti le motivazioni addotte dalla RER hanno ben poco a che vedere con la stagione meteorologica. Quando parla di “scalarità ed eterogeneità nello sviluppo della vegetazione e dei grappoli”, di “fenomeni di acinellatura” e di “sintomi relativi al mal dell’esca” evidentemente esclude l’eventualità (ben nota a chi produce) che l’uva non maturi “tutta assieme” e che possa essere necessario un intervento selettivo dell’uomo in vendemmia. In pratica, dice il nostro amministratore: “non preoccupatevi se non è matura in maniera uniforme: andate in vigna, raccogliete tutto, bello e brutto, che poi sistemiamo con il MCR”.

Quando poi si scrive che “molte cantine sono orientate a procedere con vendemmie anticipate e quindi con un grado zuccherino insufficiente poiché dal punto di vista tecnologico la pratica dell’arricchimento è meno costosa dell’acidificazione”, siamo al paradosso: la regione neanche tenta di collegare la sua delibera al presupposto di partenza (le avverse condizioni climatiche) ma giustifica l’uso del MCR come necessario intervento per contenere i prezzi.

timthumb.phpIl suo costante utilizzo negli ultimi anni ha trasformato quindi l’aggiunta di MCR in una pratica comune, utile a rendere commerciabili prodotti altrimenti non all’altezza delle aspettative del mercato. Conseguenza: aumento delle masse di vini DOC romagnoli sul mercato, peggiore qualità (sia reale che percepita) del prodotto, e ovviamente, minore redditività di tutta la produzione regionale.

La proposta dei piccoli produttori romagnoli, neanche presa in considerazione dalla Regione Emilia-Romagna, prevede l’applicazione di una norma che già c’è, e che permette alle regioni, solo se necessario (cioè solo se l’andamento meteorologico compromette realmente la buona riuscita della vendemmia) di abbassare i limiti minimi delle gradazione previsti dai disciplinari per non più di 0,5 gradi alcolici (Dlgs 61/10 art. 10 comma 1, lettera “C”).

In pratica: quando dovesse verificarsi (per davvero!) l’annata sfortunata, si autorizzi un grado alcolico minimo più basso, oppure, se non basta, la IGT o la DOC non si fa. I vini “industriali”, quelli “costruiti”, ancorché legalmente, in cantina, rappresentano una fetta importante del fatturato agricolo regionale.

Tuttavia questi milioni di bottiglie a basso prezzo rendono inefficaci gli sforzi di centinaia di piccoli produttori che, invece, hanno scelto di fare vino in vigna, potando, diradando e selezionando; alla ricerca di quel valore aggiunto che i mercati di tutto il mondo sono pronti a riconoscere. È necessario e indispensabile che non si crei confusione e che le differenti scelte produttive siano comunicate in modo chiaro e diretto ai consumatori, e che le istituzioni regionali intervengano a tutela di queste differenze (e non il contrario).

Per questo motivo ci opponiamo con forza all’utilizzo indiscriminato del Mostro Concentrato Rettificato come ingrediente nei vini a DOC e IGT regionali, e inoltre chiediamo che Consorzi ed istituzioni si facciano promotori dell’introduzione dell’obbligatorietà dell’indicazione dell’utilizzo del MCR nelle etichette dei vini.

 

Faenza, 16 agosto 2016

 

53 firmatari in ordine alfabetico

Ancarani – Oriolo dei Fichi – Faenza ( RA )

Baraccone – Ponte dell’Olio ( PC )

Borri Graziella – Travo ( PC )

Branchini – Dozza ( BO )

Bulzaga – Brisighella ( RA )

Ca Bruciata – Imola ( BO )

Cantina San Biagio – Oriolo dei Fichi – Faenza ( RA )

Casa Benna – Loc. Casa Benna Castell’Arquato ( PC )

Costa Archi – Castel Bolognese ( RA )

Drei Donà – Massa di Vecchiazzano ( FC )

Fattoria Vallona – Castello di Serravalle ( BO )

Fattoria Zerbina – Marzeno ( RA )

Ferrucci – Castel Bolognese ( RA )

Fiorentini Vini – Castrocaro Terme ( FC )

Fondo Ca Vecja – Ponticelli Imola ( BO )

Francesconi Paolo – Faenza ( RA )

i Monticelli – Savignano Sul Panaro ( MO )

Il Gualdo di Sotto – Riolo Terme ( RA )

Il teatro – Modigliana ( RA )

La Pennita – Castrocaro Terme ( FC )

La Sabbiona – Oriolo dei Fichi – Faenza ( RA )

La Stoppa – Rivergaro ( PC )

La Tosa – Vigolzone ( PC )

Lamoretti – Casatico, Langhirano ( PR) )

Le Torricelle – Agazzano ( PC )

Manaresi – Loc. Bella Vista Zola Predosa ( BO )

Marco Cordani – Carpaneto Piacentino ( PC )

Marta Valpiani – Castrocaro Terme ( FC )

Monticino Rosso – Imola ( BO )

Palazzona di Maggio – Ozzano Emilia ( BO )

Pandolfa – Fiumana di Predappio ( FC )

Poderi delle Rocche – Imola ( BO )

Poderi Fiorini – Savignano Sul Panaro ( MO )

Raffaella Bissoni – Bertinoro ( RA )

Reggiana – Borzano di Albinea ( RE )

San Valentino – San Martino in Venti ( RN )

Stefano Berti – Ravaldino in Monte ( FC )

Tenuta Bonzara – Monte San Pietro ( BO )

Tenuta Carbognano – Gemmano ( RN )

Tenuta Casali – Mercato Saraceno ( FC )

Tenuta la Viola – Bertinoro ( FC )

Tenuta S. Cecilia alla Croara – S.Lazzaro di Savena ( BO )

Tenuta Santa Lucia – Mercato Saraceno ( FC )

Tenuta Vandelli – S.Michele dei Mucchietti ( MO )

Terre della Pieve – Bertinoro ( FC )

Terre di Macerato – Loc. Carseggio Casalfiumanese ( BO )

Terre Rosse – Zola Predosa ( BO )

Tomisa – San Lazzaro di Savena ( BO )

Tre Monti – Imola ( BO )

Tramosasso – Borgo Tossignano Imola ( BO )

Vigna Cunial – Traversetolo ( PR )

Vini Giovannini – Ponticelli Imola ( BO )

Zuffa – Imola ( BO )