Maurizio Gily condannato per aver detto il vero, ma averlo Espresso male…

1380193_10201689929243796_1607407407_nMaurizio Gily, da anni giornalista (direttore di millevigne.it), agronomo e professionista stimato, collaboratore a più riprese anche di Slowine.it e della rivista cartacea Slow, è stato condannato dal tribunale di Rovereto per non aver usato “continenza” espressiva.

Di che si tratta Maurizio? Ci puoi spiegare meglio l’accaduto?

Più di cinque anni dopo il caso “Velenitaly”, la bomba atomica calata su Vinitaly dal settimanale l’Espresso, che denunciando, correttamente, alcuni casi di frode e sofisticazione, parlava, non altrettanto correttamente, di centinaia di migliaia di bottiglie di vino avvelenato (veleno mai trovato), e, in un altro articolo, del caso brunellopoli, accostando in una gran confusione l’inquinamento da agenti cancerogeni (mai trovati) con l’inquinamento da merlot nel sangiovese (che ovviamente non uccide nessuno), un giudice del tribunale di Rovereto mi ha condannato a risarcire il giornalista dell’Espresso che avevo attaccato su Millevigne. Ne avrei leso la reputazione. Euro cinquemila, più le spese legali.

 

Certamente una bella botta, ma il giudice ti ha condanno su che basi?

Dopo l’assoluta incredulità iniziale sulla possibilità di essere riconosciuto, io, non altri, colpevole di qualcosa, ho provato a mettermi nei panni di un giudice e mi sono reso conto di quanto sia difficile, per chi non ha vissuto dall’interno l’esperienza di quei giorni, “contestualizzare” quell’episodio ormai lontano nel tempo (il giornalista in questione si è accorto del mio articolo tre anni dopo, grazie a internet, il che dice da solo quanto danno può averne sofferto), i devastanti effetti che ebbe sul settore nel momento cruciale del Vinitaly, l’impatto sull’opinione pubblica e sugli operatori internazionali, lo sdegno generale nel mondo della produzione e tra gli stessi organizzatori di Vinitaly. Senza contare la difficoltà di valutare dettagli tecnici su una materia di cui ovviamente un magistrato può avere solo una conoscenza vaga. Eppure la mia difesa aveva prodotto ampia documentazione di come quel servizio fosse, per usare un eufemismo, discutibile, e di come fu per questo bombardato di critiche pesantissime da tutte le parti, non solo dall’Italia ma anche dall’estero, nonché oggetto di svariate querele, spiegandone ampiamente i motivi. Ma è chiaro che se tutto questo perde peso rimangono soltanto le parole, pesanti, non lo nego, ma non infamanti, che scrissi contro Espresso e contro l’autore del più strabiliante tra gli articoli di quel perdibilissimo numero del noto settimanale.

 velenitaly

Ma entrando nello specifico cosa ti si contesta?

Il giudice scrive che non avrei usato “continenza” espressiva. La verità di quanto ho scritto non è messa in discussione: “… atteso che non vi è questione in ordine al fatto che il dott. Gily, nello scrivere, abbia riportato notizie vere”, ma è la forma, sfociata, a detta del giudice, in un “attacco personale” che avrebbe travalicato il diritto di critica ledendo l’onore del collega, che vale una condanna, sia pure decimata rispetto alla richiesta della controparte, che era partita da dieci volte tanto (50.000 euro). Eppure non ho fatto uso di turpiloquio, né ho accusato qualcuno di qualcosa che non aveva fatto: ho solo scritto che una notizia non era vera (non la frode con annacquamento e arricchimento dei mosti, quella era vera, ma l’avvelenamento), dopo che due ministeri e un magistrato inquirente sull’inchiesta in questione lo avevano già detto in comunicati ufficiali, da me diligentemente riportati. Non ho neppure parlato di mala fede, ma solo di eccesso di fantasia (“fantasie horror” per la precisione) nel riportare notizie raccolta in una procura ed elaborate in modo creativo (ad esempio parlando di sostanze cancerogene, ma senza citarne alcuna, anzi citandone alcune che non lo sono, oltre a non esserne accertata la presenta nel prodotto in questione).

 

A questo punto cosa pensi di fare?

Le sentenze si rispettano, e io la rispetto. Non ho ancora deciso se presentare ricorso in appello. I legali me lo consigliano. Ciò che vedo in giro, ad esempio certe sentenze in cui dei giudici decidono su argomenti che conoscono poco, con esiti sbalorditivi (vedi caso Stamina), me lo sconsigliano.

 

  • Michele Antonio Fino

    Caro Maurizio,
    solidarietà piena. La continenza è il più arbitrario dei criteri di valutazione, duenque, a mio giudizio, del tutto legittimamente il giudice d’appello può considerarla ben divrsamente da quella di primo grado.
    Tanto più che non essendoci nulla di mendace nella tua presa di posizione, la verità conta come il tono, ma auspicabilmente di più.

  • Massimo Pastura

    Scusate… ma siamo proprio alla frutta… Avrei voluto vedere se il giornalista in questione non fosse stato de “L’Espresso” se le cose fossero andate così… ormai siamo in balia di lobby e poteri occulti che hanno raggiunto il limite… ed a farne le spese sono sempre gente permettetemi “semplice” e “vera” come il nostro Maurizio… o come i piccoli produttori (e non solo… cito la mia categoria perché è quella che conosco meglio…) tartassati continuamente dal sistema, in ogni sua espressione!!!

  • Tenuta Montelaura

    Ricordo benissimo quel Lunedì ed ero proprio lì a Verona a rappresentare il cda dell’unica cooperativa vitivinicola dell’Irpinia ormai in cosciente decadenza. Mi colpì soprattutto la tempistica del pezzo, per così dire …ad orologeria!!! Sono convinto che se i presenti avessero votato per la condanna dell’autore, la stessa avrebbe preso più voti di Renzi alle primarie…Ecco, fare giornalismo in questo modo è un pò come fare il Santoro di turno sulla terra dei fuochi raccontando un sacco di balle e condannando senza appello intere regioni per degli episodi singoli e circoscritti, insomma il solito giornalismo da scoop che rende e anche bene a chi lo fa, ma purtroppo determinando notevoli danni, in qualche caso anche la morte di alcune aziende che non hanno alcuna colpa. Qualche caso del genere lo abbiamo subito anche nella nostra regione, magari non così grave, ma che adottava lo stesso principio: infangare gli sforzi ed i sacrifici di centinaia di aziende per una piccola percentuale di esse che svolgeva una parte terminale del processo di vinificazione fuori dalla regione. Ecco, noi abbiamo fatto quello che l’ottimo Maurizio Gily, a cui va tutta la mia solidarietà, ha fatto con il giornalista dell’Espresso. Mi auguro che non avremo da subire lo stesso trattamento, ma se così dovesse essere, propongo una ” Class action” da contrapporre a tali comportamenti che hanno come unico fine, non la denuncia della verità, ma l’affossamento di chi faticosamente si adopera per produrre qualcosa in questo moribondo paese. Vai in appello Maurizio, sono convinto che nel secondo grado di giudizio non potrai non avere riconosciute le tue ragioni…

  • Questa sentenza dimostra a che punto siamo arrivato e veramente non può che metterci sfiducia. Il sistema vitivinicolo fu duramente colpito da quella copertina, il presidente dell’Ente Fiera concovotò una conferenza stampa e, voglio ricordarlo, lo stesso Enzo Vizzari rese pubbblico il suo dissenso, posizionme che gli valse la chiusura del blog.
    Solidarietà, per quel che vale a Maurizio Gily al quale consiglio di fare subito appello

  • Roberto Giuliani

    Caro Maurizio, a parte la solidarietà piena nei tuoi confronti, vorrei consigliarti di fare ricorso, perché ne hai pieno diritto. Sarà importante, per quanto possibile, che tu presenti motivazioni dettagliate sul tema, per far capire al giudice, ovviamente inesperto in materia, la gravità di quanto fu espresso dal giornalista in quell’articolo.
    Che tempi…

    • Roberto Giuliani e Luciano Pignataro, per fare ricorso purtroppo ci vogliono soldi e fiducia, due cose che mi sa che in questo momento difettano a Maurizio Gily. Per questo avrei l’idea di proporre a Maurizio di creare una piccola raccolta fondi da far girare tra i produttori e gli amici, perché 15.000 euro sono davvero tanti, io ad esempio farei fatica a trovarli. Lo dico con molta sincerità.

      • Roberto Giuliani

        ah, non avevo capito questo particolare. nulla in contrario per la raccolta, sebbene anche io sia in notevole difficoltà, ma per Maurizio faccio uno sforzo.
        Fatemi sapere come: roberto.giuliani@lavinium.com

        • esistono siti tipo vizibol.com che permettono a tutti di creare una raccolta e ognuno ci mette anche pochino, tipo 5 epuro, 10 euro, così via, ma se si è in tanti alla fine si arriva a una cifra dignitosa.

          • Roberto Giuliani

            ok, se tu sai come fare magari attiva la raccolta, io per quello che posso diffondo il link.

          • Pasquale Porcelli

            L’idea di raccogliere fondi per permettere a Maurizio di Difendersi e di non subire passivamente questa sentenza palesemente ingiusta, mi sembra ottima.
            Fatemi sapere come.

  • Fabrizio Dionisio

    Da viticoltore che fa da quasi trent’anni l’avvocato…e che forse per questo sogna di cambiare mestiere…ti capisco. Temo che non valga neanche la pena di impugnare la decisione, prolungherai soltanto l’arrabbiatura, e continuerai ad avere a che fare con persone che, sempre più spesso, non sono collegate con la realtà e che fanno una grande fatica a calarsi nelle situazioni che sono chiamate a giudicare. Quanto al merito…cioè alla vicenda Espresso, meglio lasciar perdere. Pensiamo a vivere, lavorare e, se possibile, fare, degustare e commentare grandi vini, non piccole miserie umane.

  • Maurizio Gily

    Non penso di ricorrere in appello. Semplicemente perché non me lo posso permettere. Non ho una copertura legale da parte dell’editore dell’epoca che era UNAVINI (oggi la testata appartiene ad un’altra società, anche se al suo interno rimane lo “zoccolo duro” dei Vignaioli Piemontesi), che pure mi ha, di sua volontà,, supportato in parte nel primo grado. Ho sbagliato a prendere su di me una responsabilità che in fondo non mi competeva, quella di difendere gli interessi del vino italiano contro una tipica azione di giornalismo “giallo”, come lo chiamano gli anglosassoni. Se sapete l’inglese leggete la voce “yellow journalism” su wikipedia. Vi stupirete di quanto sia straordinariamente attinente a quella copertina e a quella pubblicazione.

  • Percorsi Di Vino

    Maurizio a te va tutta la mia solidarietà perchè non si può essere condannati per aver detto al verità. Sono dalla tua parte e pronto ad ogni iniziativa. Andrea Petrini

  • micheltagliente

    Sono senza parole, tutta la mia solidarietà Maurizio!

  • Nicola Campanile

    Piena solidarietà a Maurizio, se può essere utile. Comunque
    pronto a qualsiasi iniziativa fatemi cortesemente sapere come.

  • Fabio Capacchione

    Dire che il re è nudo sembra non essere apprezzato, perchè sta ai giudice dire “come” lo si deve dire. Si potrebbe fare anche il contrario, ovvero condannare quei giornalisti che fanno lodi esagerati a vini modesti o recensioni di locali con le saracinesche abbassate ? In ogni caso la mia solidarietà e se in qualche modo posso contribuire, sono a disposizione.

  • Marco Merotto

    PIENA SOLIDARIETA’ E CONSIGLIO DI PRESENTARE SUBITO APPELLO! MAI AVER PAURA DI RACCONTARE LA VERITA’!!

  • Francesco Petroli

    Questo è il messaggio dello Stato. Chi ha fatto disinformazione percepisce non solo 5 mila euro ma anche una vittoria morale. Questa è l’Italia. Massima solidarietà a Maurizio Gily e nel caso in cui verrà creata una raccolta tenetemi informato.

  • Monica Sarrecchia

    Non posso che concordare con lo sdegno generale causato da questa sentenza. A quanto pare il tono usato è più importante della verità. Così a caldo suggerirei di ricorrere in appello ma visto come vanno le cose in Italia direi che non ne vale molto la pena. La raccolta fondi a cui parteciperò ben volentieri la terrei da parte per permettere a chi, come Maurizio Gily, ha il coraggio e gli attributi per dire la verità in barba alla presuntuosità di certa stampa che si può permettere di essere mendace pur di vendere qualche copia in più.

  • Lidia Carbonetti

    sbalordimento (non conoscevo la vicenda), solidarietà piena, è ovvio, e disponibilità a partecipare a una raccolta fondi a sostegno se viene implementata..ma anche rabbia per il pessimo funzionamento medio della giustizia italiana, di cui questo è un piccolo picco, assieme a migliaia di altri: tra le nefandezze dell’ultimo ventennio italiano, e specificamente berlusconiano (capisco che non tutti possano essere d’accordo), c’è anche questo, l’aver bloccato ogni possibile iniziativa sul tema funzionamento della giustizia, civile, penale, amministrativa, costringendo di fatto a schierarsi o pro o contro..al di là di questo, comunque, un giudice tonto lo si può sempre incontrare: ricorrere è bene, perché non tutti i suoi colleghi saranno tonti..però il tonto rimarrà lì, pronto a scaricare la sua insipienza su altri malcapitati..ma che schifo..

  • WineRoland

    Che robe strane. Continenza espressiva, fenomenale, la lingua italiana. Solidarietà a Maurizio

  • Maurizio Gily

    voglio ringraziare con grande affetto tutti quelli che oggi mi hanno espresso la loro vicinanza, qui, su facebook, su twitter, telefonandomi e scrivendomi. Avere tanti amici e tante persone che mi stimano e si indignano per questa ingiustizia, che non colpisce solo me ma il vino italiano, vittima per la seconda volta di quello sciagurato servizio, allevia molto la mia amarezza. Oggi mi confronterò con un legale per rivalutare l’ipotesi del ricorso in appello, unitamente all’eventuale raccolta fondi. Grazie!

  • francesco quercetti

    La mia vicinanza e solidarietà per una fatto increscioso, frutto ancora una volta di una magistratura distratta o cieca. Resisti Maurizio, so che non è facile, ma penso che un giudice in appello, saprà rivalutare la tua posizione e l’ingiustizia subita, per aver espresso verità e libera opinione anche se con forza e decisione dialettica. “Mancanza di continenza espressiva” . Che roba è ? O si diffama o denigra qualcuno oppure si fa libera critica. Siccome non hai diffamato nessuno, Forza, forza, forza, resisti

  • Gabriele Varalda

    Che dire Maurizio? Anch’io ero all’oscuro della vicenda. Poi che uno si accorga dopo 3 anni di essere stato “diffamato” non solo è ridicolo ma è inconcepibile. D’accordo con chi ti consiglia di resistere e fare ricorso. E d’accordo a contribuire economicamente. Però che sia anche l’occasione per farne una battaglia più ampia, per un dibattito sulla correttezza dell’informazione e sulla libertà di critica quando l’informazione corretta non è. Reagisci su

  • Angelo Peretti

    Sono allibito. Coraggio, Maurizio. E grazie per quanto fai per il vino, i vignaioli e le terre del vino.

  • Marco

    ai giornalisti che scrivono cazzate invece tutto è permesso, molto bene!

  • AndreasMarz

    Maurizio, per favore pubblica un tuo codice IBAN e dacci la possibilità di concretizzare questa nostra solidarietà dovuta. Quando una multinazionale dell’olio mi voleva azzerare con una denuncia penale e civile per calunnia sono stati i lettori di Merum a pagarmi l’avvocato. Quindi puoi contare sul nostro contributo.

  • Roberto Bona

    Caro Maurizio, sono convinto che tu abbia già ampiamente vinto la tua “battaglia”. Penso che le testimonianze di solidarietà che hai ricevuto e che continui a ricevere siano la più grande soddisfazione mortale che ci si possa aspettare. Migliaia di persone a tuo favore contro il giudizio opinabilissimo di un “povero giudice” che si è trovato a decidere in merito ad una vicenda che avrebbe richiesto almeno la cognizione della causa. Del resto…siamo in Italia…

  • Maurizio Gily

    Voglio ringraziare tutti per una solidarietà che è andata molto oltre le mie aspettative. e comunico che intendo aprire una sottoscrizione per un crowdfunding al fine di finanziare il ricorso in appello. Tra i tanti incoraggiamenti, dall’Italia e dall’estero, mi ha scritto poco fa Andreas Marz dicendomi che lui fece così con i lettori di Merum nel caso della vicenda relativa al suo scritto sull’olio scadente, che lo opponeva a Carapelli. Da cui uscì vincitore.

  • Cristina Oddero

    Non conoscevo la vicenda, tutta la mia solidarietà!
    Cristina Oddero

  • Maria Grazia

    Solidarietà piena a Maurizio. Attendo anch’io di sapere come aderire alla raccolta fondi. Coraggio, Maurizio!

  • AndreasMarz

    Tutto ciò che c’è da sapere per il bonifico è pubblicato su http://www.gily.it/raccolta_velenitaly.htm. Visto che Maurizio è nei guai perché ha difeso il mondo del vino italiano, è una questione d’onore per ogni vignaiolo, per ogni cantina, per tutti noi di dare una mano a Maurizio. Noi di Merum andiamo avanti con 1000 Euro.

  • AndreasMarz

    Tutto ciò che c’è da sapere per fare il bonifico è pubblicato su

    http://www.gily.it/raccolta_velenitaly.htm

    Visto che Maurizio è nei guai perché ha difeso il mondo del vino italiano, è una questione d’onore per ogni vignaiolo, per ogni cantina, per tutti noi di dare una mano a Maurizio. Noi di Merum andiamo avanti con 1000 Euro.

  • Katrin Walter

    Caro Maurizio speravo che la cosa fosse finita
    dopo che avevo ricercato per te le voci fuori paese che confermavano
    l’assurdità delle accuse nei tuoi confronti perché l’opinione dei giornalisti
    professionisti e della stampa seria aveva gli stessi tuoni che hai espresso
    anche tu e confermava gli stessi danni all’immagine del vino italiano. Vedere
    ora l’andamento delle cose mi posso solo arrabbiare e sostenere ovviamente le
    tue azioni.