Lunga vitE alle donne del vino

“Lo stipendio è più basso rispetto agli uomini che fanno il loro stesso mestiere, devono faticare il doppio per affermarsi, sacrificano la famiglia in favore del lavoro e spesso sono vittime di sessismo”.

Questo è ciò che è emerso dall’indagine–sondaggio richiesta dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino e presentata a Roma il mese scorso.Le “Donne del Vino” è un’associazione senza scopi di lucro che intende promuovere la cultura e il ruolo delle donne nella filiera vitivinicola. A oggi conta 700 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste provenienti da tutta Italia. E sono proprio queste donne ad aver risposto alle domande che in parte andranno a confluire nell’indagine mondiale di Wine Business International, la prestigiosa agenzia britannica di analisi sul vino.

Ecco qual è la situazione attuale: le più fortunate risultano le ristoratrici che, essendo proprietarie dei locali in cui lavorano, pagano meno la differenza di genere. Le più discriminate invece sono le giornaliste, le pr e le consulenti che, oltre a non essere ritenute idonee a fare il loro mestiere, a fiere e saloni spesso vengono infastidite dai colleghi. Non la passano liscia nemmeno le consumatrici, che sulla scelta del vino al ristorante non hanno potere decisionale se si è in gruppo. Va meglio in coppia, dove l’uomo lascia l’ultima parola alla propria compagna.

Una nota positiva però c’è: la maggioranza del genere femminile, in Italia, prende come esempio le altre donne in controtendenza. Al contrario delle donne australiane che tendono a emulare i comportamenti professionali e sociali maschili.

Nonostante la scolarizzazione molto alta – il 43% ha almeno la laurea e il 15% anche un diploma post universitario – e la forte attenzione all’ambiente (il 27% produce con metodo biologico o biodinamico), nel settore vitivinicolo si deve ancora faticare per raggiungere una parità di genere.

Insomma, un risultato che non arriva come un fulmine a ciel sereno, ma che fa riflettere.

Il contributo del gentil sesso in questo campo infatti non è da sottovalutare. Un esempio su tutti? La così detta “ruota degli aromi”, utilizzata nella degustazione olfattiva, l’ha inventata proprio una donna: Ann Noble.

Lunga vite alle donne del vino!

 

 

 

 

 

A cura di Marta Menegaldo

m.menegaldo@slowfood.it