Luigi Gregoletto, vignaiolo dell’anno per FIVI

Chi conosce Luigi Gregoletto sa bene che è persona di poche parole e tanti fatti, soprattutto tante vendemmie: la sua prima nel 1947. Oggi, a oltre ottant’anni continua a coordinare il lavoro in cantina secondo i tempi che lui stesso vuole dettare, e, come se non bastasse, si preoccupa anche di consegnare personalmente il vino ai suoi clienti nel Veneto. Legato da sempre alla rifermentazione in bottiglia, è diventato un punto di riferimento della tipologia, con pochi suoi altri colleghi.

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Il sapere di Luigi Gregoletto e la sua idea di vino dovrebbero essere ascoltati un po’ di più dalle nuove generazioni che stanno vivendo un delicato momento di trasformazione nell’intera denominazione Conegliano-Valdobbiadene, che li vedrà impegnati per dare il giusto valore alla loro terra e al loro vino.

Il lavoro quotidiano di Gregoletto e la sua dedizione devono servire d’esempio. Lo hanno capito bene alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – che ha deciso di riconoscergli, in occasione della prossimo Mercato dei Vini (vedi sotto), il premio Romano Levi per il Vignaiolo dell’anno.

La sua famiglia da più di 400 anni lavora la terra e coltiva la vite: “Luigi Gregoletto rappresenta quella figura di vignaiolo che sa di essere custode, non padrone della sua terra. E la coltiva con la cura di chi sa che la terra rimarrà anche in futuro e darà buoni frutti solo se rispettata. Rappresenta una generazione che ha visto la povertà diventare ricchezza, ma ha mantenuto i piedi sempre saldi a terra, come le radici dei suoi storici vigneti. Rappresenta quelle figure che sono ambasciatori di un territorio, scrigni di sapere e di passione, esempio del passato e faro per i vignaioli del futuro”.

Gianpaolo Giacobbo

 

Ho conosciuto Luigi Gregoletto sei anni fa quando, dopo la prima edizione di Slow Wine, ho voluto fortemente andare a trovarlo in cantina a Miane. Nonostante fosse una giornata molto fredda ha voluto accompagnarmi di persona nei vigneti: un lungo giro durante il quale mi ha dispensato parecchie perle di saggezza contadina. A suo modo, con il suo fare tranquillo e serafico, con la voce bassa e i ritmi lenti, ma con una brillante vivacità negli occhi e con mente lucidissima.

gregoletto-proseccoPoi finalmente siamo tornati al coperto e ha cominciato a dirmi “adesso ti svelo un segreto”; assaggiamo un vino dietro l’altro, chiacchieriamo di varie cose ma alla fine questo segreto non usciva. Quando lo incalzavo rideva sornione e passava oltre.

Alla fine mi porta davanti a una botticella e spilla un bicchiere: lo metto al naso e capisco che si tratta di un vino passito. Lo assaggio e poi chiedo “ma tu non fai Passiti?”. “Li faccio – mi rispose – ma questo non andrà mai in bottiglia, questo è il mio segreto!”.

Si trattava del vino che utilizza da sempre per la seconda rifermentazione in bottiglia dei suoi Frizzanti, il Prosecco e il Verdiso: una tecnica antica e difficilissima, che Luigi ha affinato negli anni e che porta avanti imperterrito nonostante tutto il mondo attorno faccia in modo differente. La sensibilità e l’esperienza lo portano a produrre ogni anno alcune decine di migliaia di bottiglie in questo modo “antico”, tutte perfette: assaggiate qualche sua vecchia bottiglia e ve ne accorgerete!

Brava FIVI che lo hai premiato: Luigi è vignaiolo vero, e uomo fantastico.

Fabio Giavedoni

 

logo_fivi_def-305x200Gregoletto sarà uno dei protagonisti della sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti (link) che sabato 26 e domenica 27 novembre vedrà riuniti alla Fiera di Piacenza 421 vignaioli che racconteranno il territorio attraverso i loro prodotti. Un’occasione per conoscere i vini di aziende provenienti da tutta Italia, anche attraverso quattro degustazioni tematiche condotte dagli stessi produttori.

Gli orari di apertura del Mercato sono: sabato dalle 11.30 alle 19.30 e domenica dalle 11.00 alle 19.00.

Ingresso € 15.00 (ridotto €10 per i soci AIS–FIS–FISAR–ONAV-SLOW FOOD).

 

 

foto: dobianchi.com