Live Wine: storia di un Mantonico memorabile!

La settimana scorsa mi è capitato di andare in Calabria per un paio di giorni. È stata una trasferta faticosa per via di riunioni e impegni lavorativi ma alla fine il bilancio è stato più che positivo sia dal punto di vista professionale che del palato. Risalendo dalla città calabra dell’Arco Etneo, ci siamo fermati vicino a Lamezia Terme per seguire una “dritta culinaria” che ci indicava un ristorante sulla costa lametina da provare assolutamente!

Sapevo già che i miei amici mi avrebbero portato in un posto specializzato in cucina di mare e che, chiacchierando e ridendo, avremmo fatto inevitabilmente le ore piccole. Ma questo era il cappello d’onore alla nostra giornata lavorativa e un po’ di relax fino a tarda sera ci stava tutto! Nel frattempo, io già cominciavo a pregustare i piatti che da lì a poco avrei mangiato, facendo qualche riflessione sui vini che avremmo bevuto.

C’è da dire che in Calabria ci capito spesso e la scelta dei vini cade sempre e solo su etichette dell’area in cui mi trovo, con qualche slancio, talvolta, verso zone vinicole diverse, ma pur sempre della regione. Questa volta eravamo in provincia di Catanzaro in un ristorante, consigliato da amici degli amici che a loro volta erano amici di altri amici, prospicente al mare nel comune di Gizzeria.

Il Galileo è un luogo accogliente, arredato con sobrietà dove l’ospitalità e la cortesia del personale sono davvero ragguardevoli. Una carta dei vini non ricchissima per essere un ristorante di mare, ma con una selezione di bianchi – in gran parte regionali, con alcune etichette nazionali – fatta con criterio e ponderatezza.

Alla fine, carta alla mano, ho identificato le bottiglie che avrebbero accompagnato i nostri piatti.

Timpa del Principe 2016, Tenute Ferrocinto

Un blend di greco bianco e montonico dal colore paglierino inteso che si caratterizzava per uno spiccato bouquet floreale che ben accompagnava un sorso equilibrato, rotondo con una spalla acida presente ma non invasiva. Ottimo per il nostro delicato antipasto dove primeggiavano pesci non fritti ma ben cotti e succulente verdurine.

Gelsi Bianco 2016, Azienda Statti

Sono le note di chardonnay a dominare sul greco bianco (30%). Un vino del posto dove le note sapide combinate con gli inconfondibili aromi dello chardonnay davano una beva fresca, dinamica e ben armonizzata con un primo piatto a base di frutti di mare.

Mantonico 2013, Azienda Statti

Ottimo esempio di mantonico in purezza affinato in grandi botti di acacia. Un vino complesso che agli aromi primari di albicocca e nocciole fresche, aggiungeva una gradevolissima nota di legno verde e corteccia d’albero. Un abbinamento perfetto per la grigliata mista!

E dopo l’intensa ma piacevole trasferta calabrese è arrivato il momento del ritorno: un lungo viaggio in treno, reso ancora più lungo da un pensiero costante. Maturato durante la cena e mai sopito; era diventato una specie di desiderio irrinunciabile fino a quando, ormai a casa, l’ho soddisfatto, riassaporando il piacere di un vino che mi era rimasto nella memoria e di cui custodivo ancora una bottiglia.

Un sorso meditativo, connotato da un sapiente equilibrio sapido-aromatico che richiamava il mallo di noce, il cedro candito, la buccia d’arancia. Delicati riferimenti legnosi e flebili note affumicate mi ricordavano le caldarroste, le mandorle tostate. Man mano che la temperatura saliva, si facevano largo intriganti note di miele di castagne, di fico secco in un piacevole contrasto con una freschezza che dava lunghezza e succosità al sorso.

Mi è bastato riaprire gli occhi per ricordare che quel Mantonico Passito 2012, prodotto dall’azienda agricola Lucà di Bianco (RC), l’avevo bevuto durante la prima edizione di Live Wine, la bella manifestazione milanese sui vini artigianali; e che molto probabilmente lo riproverò nelle nuove annate – assieme a tanti altri vini molto interessanti – sabato 18 e domenica 19 febbraio, al Palazzo del Ghiaccio di Milano (http://www.livewine.it).