Leopolda II: continua la nostra diretta dalla #CCC15!

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo la bellissima, ma faticosa giornata di ieri, con oltre 150 assaggi (suddivisi tra due commissioni di degustazione targate Slow Wine) rieccoci sui banchi, con i bicchieri mano e pronti a confrontarci con annate diverse.

Ieri (leggi qui le nostre note di degustazione) abbiamo apprezzato moltissimo la 2013, mentre ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca la 2012 dei Chianti Classico “base”: piuttosto caldi e alcolici, con meno slancio rispetto al millesimo seguente. ma non ci lasciamo di certo scoraggiare, ed è giusto che sia così, ovvero che nel bicchiere queste benedette annate si sentano e che non siano coperte magari con artifici tecnici.

Ai nastri di partenza si conferma così la nostra squadra di assaggiatori: Stefano Ferrari, Fausto Ferroni, Vito Lacerenza e Fabio Pracchia, a cui si sono aggiunti dal Piemonte anche Jonathan Gebser e Davide Panzieri.

 

Partiamo con un po’ di assaggi misti di Chianti Classico “base” tanto per scaldare le papille gustative:

 

Ormanni 2011
Floreale ampio ma sottile, elegante, frutta rossa e arancia, nota di roccia, etereo. In bocca dimostra di possedere misura e classe. Frutto maturo al punto giusto, picchi di acidità, succo, molto contrastato e dinamico, sapido e lungo.

 

Fattoria Rodano 2010
Molto caldo, tutto gioccato sulla potenza e il calore alcolico, nonostante ciò ha contrasto e tensione.

 

Tenuta di Lilliano 2011
Bel frutto fresco e croccante, con un lieve e gradevole cenno di mela verde, anche al palato molto croccante e fresco, acido, consistente, schiocca sulla lingua … grande equilibrio nonostante il calore, tannino molto ben calibrato, nessuna sensazione vegetale, o troppo matura, equilibrato.

 

E ora il Chianti Classico Riserva 2012

 

Capanelle
Vena minerale, quasi marina, idrocarburo, frutto molto particolare. In bocca è slanciato e consistente, bell’energia e dinamica al palato, molto gustoso.

 

Fattoria San Giusto a Rentennano  – Le Baroncòncole
Bell’intreccio tra legno e frutto, buona profondità. Ha forza al palato, tannino ben piantato ma non sopra le righe, finale balsamico-terroso di notevole lunghezza.

 

Monte Bernardi
Frutto rosso ancora vivo, palato sottile, non troppo profondo ma di bella freschezza e bevibilità.

 

Poggerino – Bugialla
Raffinato timbro balsamico; bocca di media struttura, solida matrice tannica, bella materia fruttata, ricade un po’ nella dolcezza di un frutto piuttosto in chiusura ma complessivamente dimostra una gran bella dinamica e piacevolezza.

 

Villa Pomona
Bel frutto vivo, agrume e lampone, dolcezza e slancio, grande beva, tannino fitto ma ben contrastato dal succo.

 

Fattoria di Rignana
Frutto vivo, attacco piuttosto dolce e morbido, materia compatta, percorso lineare, buon contrasto acido.

 

Monteraponi Il Campitello
Profumi molto aperti, palato slanciato e pieno d’energia, leggiadro ma incisivo, bassa gradazione, fitta componente acida, nervoso con grande carattere.

 

Chianti Classico Riserva 2011

Abbiamo generalmente preferito i campioni che presentavano un profilo fruttato integro e vivo. Perché una buona parte dei vini ci è parsa incentrata piuttosto su un frutto ricco, dolce, spesso un po’ spento (quasi come l’uva fosse stata cotta dal sole, che poi si traduce in note di cioccolato, carruba, more, prugne secche). Una altra bella fetta di vini ha un profilo piuttosto scuro e balsamico.

 

Cantalici Baruffo
Frutto vivo e integro, ben definito, bocca scattante e viva, ottimo, sapido, ricco di contrasto tra la parte acida e quella tannica.

 

Caparsa – Caparsino
Deciso, frutto denso e terroso, vivo e fresco. Bocca di notevole materia, fitta matrice tannica, count succo dolce unito a una bella componente acida.

 

Caparsa – Doccio a Matteo
Più raffinato del precedente, con un cenno scuro-balsamico, in bocca ha sempre una bella materia e profondità, ma meno nervoso. Ottimo!

 

Villa del Cigliano
Naso preciso di bell’eleganza, frutto croccante e integro con venature balsamiche – solido e composto, fitto e vivo, gradevole e con rinfrescante cenno balsamico.

 

La Porta di Vertine
Partenza olfattiva con una sottile pungenza, poi il naso si ricompone, non troppo alcoolico come ci è capitato con altri vini. Bocca solida e rigorosa, frutto integro e dolce, tannino robusto ma maturo.