Le zone di produzione dello Scotch Whisky hanno ancora senso?

whiskyQuando si pensa a uno Scotch Whisky – in particolare alla sua espressione massima, il Single Malt – si tende immediatamente ad associarlo alla sua zona di produzione o a informarsi da quale parte della zona provenga. Questo forte legame tra Single Malt e territorio è certamente una delle suggestioni che trovo più affascinanti e che rimandano la nostra mente alle brughiere e ai paesaggi incantevoli dell’antica Caledonia.

Non vorrei subito togliere tutta la poesia ma diciamo subito che queste distinzioni sono principalmente legali. Il disciplinare e le regole di etichettatura ci dicono che si può applicare il nome della zona, scegliendo tra quelle ammesse “Highland”, “Lowland”, “Speyside”, “Islay” e “Campbeltown”, solo per whisky distillati interamente in quella zona.

Teoricamente anche i blended, siano di malto o di grano, possono riportare la zona di produzione, se i whisky che contengono provengono dalla stessa zona. In fase divulgativa si è anche iniziato ad aggiungere altre zone, ad esempio raggruppando le isole (tranne Islay) in un unico contenitore Islands.

Ma sono veramente importanti e così caratterizzanti le zone di produzione ai giorni nostri dove l’orzo e la torba possono venire da ogni parte del mondo, il distillato può maturare in zone diverse da dove è stato distillato e l’unico ingrediente sicuramente locale è la sorgente d’acqua?

speyside-whiskey-tour-mapQuando furono definite le zone (Highland, Lowland, Campbeltown e Islay, lo Speyside fu aggiunto successivamente) la geografia era molto diversa: c’erano ben 22 distillerie su Islay, 32 in Campbeltown e 30 nelle Lowlands. Storicamente le regioni non hanno avuto molta rilevanza per il profilo aromatico del whisky, se non per poche eccezioni. Prima che arrivassero gli impianti di essicazione del malto moderni e l’alambicco a colonna, quindi all’incirca a metà dell’800, anche nello Speyside, e in molte distillerie delle highlands, si producevano whisky torbati come accade ora su Islay. La tripla distillazione si faceva in molte distillerie delle Lowlands ma anche, ad esempio, a Talisker.

Al tempo non si usava nemmeno maturare il whisky e le botti ex-bourbon sono state introdotte solo da qualche decennio. Molte distillerie nei giorni nostri fanno produzioni torbate in alcuni periodi dell’anno, una miriade di doppie maturazioni in vari legni e l’esplosione dei selezionatori e degli imbottigliatori indipendenti ci permette di trovare sul mercato espressioni di una distilleria molto particolari, totalmente diversa dai prodotti standard dell’industria.

Allora perché insistere? Il legame al territorio è un fattore determinante di marketing, di vendita, anche turistica, e, in generale, di identità, soprattutto per le zone remote della Scozia, due su tutte: Islay e Campbeltown. Anni fa la Scotch Whisky Association, l’associazione degli industriali, minacciò di cancellare Campbeltown dalla cartina delle zone di produzione: erano rimaste solo due distillerie (Springbank e Glen Scotia) e secondo loro non aveva più ragione di esistere. Nelle Lowlands erano al tempo attive tre distillerie (Auchentoshan, Glenkinckie e Bladnoch). Come reazione immediata la proprietà di Springbank decise di costruire una distilleria, Glengyle (che produce il single malt chiamato Kilkerran) mettendo sotto il naso della SWA la nuda matematica. Ci vuoi far sparire dalla cartina? Allora cancella anche le Lowlands. Ovviamente non se ne fece nulla.

A livello divulgativo le zone di produzione sono un potente mezzo anche per rendere la vita semplice. Le zone di produzione rappresentano una semplificazione e come tale va spiegata con attenzione e usata con cautela. Islay è ancora una zona dove è rimasta una certa identità di territorio, per quanto ci siano anche distillerie non caratterizzate dalla torba, una buona parte del distillato rimane anche a maturare sull’isola, assorbendone gli aroma e il fascino. Se dico “Ardbeg è un tipico whisky di Islay” ho un potente mezzo di sintesi per le note di torba e marine tipiche di un’isola esposta agli elementi naturali e con almeno 6 distillerie su 8 che hanno alcune caratteristiche in comune. Se dicessi “si tratta di un classico whisky dello Speyside” penso sempre a un malto molto pulito, fruttato e con sentori di miele, malto e vaniglia, ma rischio di appiattire un mondo che è ondulato come sua la superficie. Usare le regioni in modo generico può essere un quindi boomerang. Oban e Old Pulteney, entrambe tecnicamente nelle Highlands, sono distantissime sia geograficamente sia come profilo aromatico. Scapa e Highland Park sono sulla stessa isola, a meno di due miglia, e hanno ben poco in comune. Springbank produce normalmente nella stessa distilleria tre tipologie di distillato molto diverse tra loro, quale delle tre è tipica di Campbeltown?

 

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Sia chiaro che non sto negando il legame con il territorio del whisky scozzese (leggi qui), semplicemente, non volendo semplificare troppo, non è così fortemente legato alla zona di produzione. Non toglietevi comunque la piacevole associazione mentale di bervi un whisky con note marine immaginandovi di vedere l’impetuoso mare di Islay seduti sulla banchina di una delle sue distillerie del sud.