Le domande di Jonathan Nossiter

NossiterNon succede spesso che il settimanale Internazionale si occupi di vino. Ogni tanto lo fa e sull’ultimo numero, quello del 21 Giugno (qui il sommario), è comparsa un’opinione firmata da Jonathan Nossiter, regista del documentario Mondovino (2004), dal titolo Il Gusto degli altri.

 

Non ho trovato il link all’articolo, quindi lo riassumo in poche parole e giro a voi una serie di questioni interessanti. Partendo dalla complessità della viticoltura, in quanto risultante di una stratificazione di conoscenze agricole, tecniche, culturali, Nossiter avverte il lettore che bere vino “è un piacere più raffinato del semplice spegnere la sete”.

 

Usando sempre le parole di Nossiter “Il vino è una espressione di pretese sociali e culturali e di potere economico… Se vi piacciono i vini corposi, dolci, molto alcolici, perché il vostro palato li preferisce davvero o siete stati anche culturalmente ed economicamente condizionati da quel tipo di vino inventato dai maghi marketing negli ultimi trent’anni?”

 

La prima questione è dunque legata al gusto. Siamo in grado di giudicare in modo indipendente la qualità di un vino? Il nostro apparato sensoriale è scevro dai condizionamenti indotti da qualsivoglia influenza esterna?

 

Ancora l’autore ci chiede “Pensate che chi racconta su un giornale le sue preferenze sui vini debba determinare cosa bevete? O avete il coraggio di esplorare piacere e stimoli che sono diversi per ognuno di noi?”

 

L’auspicio di Nossiter è quello dunque di un popolo di appassionati che sia in grado di accedere alla cultura del vino in modo spontaneo e indipendente, attraverso un gusto educato attraverso la pura esperienza. Desiderio condivisibile e sognato anche dal sottoscritto.

 

Però attraverso questo articolo anche lui in qualche modo tenta di influenzare il lettore: dopo aver letto questo pensiero “Pensate che vi piacciono lo chardonnay o il merlot perché sono fatti con le migliori uve al mondo?…O sapete che quelle uve …non hanno carattere e possono essere più facilmente manipolate e vendute a un pubblico ignaro?” chi andrebbe a comprare ancora vini ottenuti da queste due varietà?

 

Ogni volta che scriviamo su carta o su computer si esprime un’opinione che può essere condivisa o criticata. La formazione del gusto passa anche da un’analisi delle opinioni degli altri e dal confronto costruttivo. Io ho i miei punti di riferimento con i quali cerco di relazionarmi e in questo modo sto continuando a sviluppare la mia personale sensibilità e non solo quella enologica.

 

Il ritratto di Jonathan Nossiter in copertina è tratto da www.internazionale.it