L’altro Gravner: tre decenni di Rujno, il grande rosso del maestro dei bianchi

Non credo ci sia bisogno di spendere molte parole per presentare Josko Gravner, il contadino di Oslavia che ha rivoluzionato, varie volte nella vita, il modo di pensare (e di fare) il vino non solo in Friuli ma in Italia e nel mondo. Il nome di Gravner da sempre è stato associato ai grandi vini bianchi, e più di recente ai grandi orange wine, se vogliamo così classificare i vini da uve bianche macerate, utilizzando il semplice e diretto termine americano.

Quello che più spesso si ignora, o si dimentica, è che Josko nella sua vita ha prodotto, e continua a produrre, anche grandi vini rossi, e una recente degustazione di varie annate del suo Rujno lo ha ribadito con grande chiarezza.

Il termine sloveno rujno non è traducibile in una sola parola ma in un concetto: rujno è il vino di casa più buono, esclusivamente rosso, che abitualmente viene offerto agli amici o ai parenti che vengono in visita. Un vino che racchiude tutti i significati della più vera convivialità e del “bere antico”, quando si alzano i bicchieri all’unisono per un brindisi sincero e beneaugurante.

Il Rujno di Gravner è un Merlot – che in passato ha visto anche qualche piccolo saldo di Cabernet – prodotto solo nelle annate migliori. Le selezionatissime uve hanno sempre fermentato naturalmente in tini aperti di rovere, senza controllo della temperatura; lungo affinamento (7 anni) in botti grandi e ulteriore riposo in vetro per altri 7 anni prima di uscire in commercio.

Questo unica e preziosa occasione di assaggiare il Rujno si è tenuta a Milano un po’ di tempo fa: più che una degustazione è stato un perfetto pranzo conviviale – allietato dalle incredibili pietanze di Corrado Assenza, chef siciliano per cui Gravner nutre grande stima e affetto – durante il quale si è conversato e discusso con Josko dei vini (in maniera tutto sommato limitata) e soprattutto “delle cose mondo”, non solo di quello del vino, con grandissimo piacere e impagabile rilassatezza.

Le 9 annate di Rujno selezionate sono state servite in tre tornate, partendo dalle più giovani. Tre triadi accomunate da un preciso fil rouge: il tratto comune delle prime 3 annate si individuava nella succosità di un frutto colto a perfetta maturazione; nella seconda triade la freschezza e integrità del frutto si associava a una sottile e finissima speziatura (con il 1990 che tendeva già verso la terza triade); l’ultimo terzetto ha imposto invece il concetto dell’assoluta affascinazione per la maturità (avete presente Charlotte Rampling?…). I tre vini più vecchi, dopo mezz’ora nel bicchiere, erano ancora più buoni – anzi, più buonissimi – di quando erano stati versati; e non si è trattato di rispetto o di affascinazione per la vecchiaia, ma di pura verità organolettica!

Ma spendiamo qualche parola in più per ogni millesimo assaggiato, servendoci anche dei preziosi appunti di Josko sull’andamento climatico delle varie annate.

2003

Stagione asciutta, con pochissime piogge dall’inizio di marzo a tutto dicembre. La quantità limitata di uve prodotte ha preservato la qualità, regalando un sorprendente equilibrio ai vini prodotti.

Deve ancora uscire in commercio, quindi l’assaggio è stato fatto “in anteprima” (che per un vino prodotto 15 anni fa è una vera rarità…). Sentori di frutta rossa intensi e freschissimi; bocca liftata, vellutata, diretta e profonda, ricca di polpa fruttata, scura e terrosa.

2001

Estate abbastanza piovosa, che ha però risparmiato i nostri vigneti, permettendoci di raccogliere uve molto belle e sane.

Lo “stampo” è esattamente quello del 2003, con un inizio di complessità evolutiva che aumenta il carattere; la bocca è sempre molto succosa e ricca di polpa di frutta.

1999

Annata asciutta, con un buon equilibrio di maturazione. Le uve sono state pigiate con i piedi e fermentate, per la prima volta, senza essere diraspate.

Si avvertono dei tannini più “vivaci”, con un grip che altre annate non evidenziano; la bocca resta sempre molto distesa e rilassata, con una succosità incredibilmente fresca.

1997

Con le piante ancora segnate dalla tremenda grandinata dell’anno prima (i tralci danneggiati hanno fatto fatica a lignificare) abbiamo dovuto lavorare molto manualmente in vigna per il controllo dello stato di salute delle viti e per permettere una normale maturazione delle uve.

Vino dal tessuto caldo e maturo, intriso al naso da note di spezie e dal calore di erbe aromatiche mediterranee (timo in particolare), che contendono, per la prima volta, spazio al frutto fresco e integro.

1994

Annata davvero molto bella, con l’ultimo trattamento fitosanitario eseguito il 10 luglio. Non è mai successo, né nelle annate precedenti, né in quelle successive.

Si ritorna ad una piena e rotonda succosità del frutto, con un’evoluzione speziata elegantissima, che aumenta a dismisura la complessità sulla strada della più vera e accattivante evoluzione dei grandi vini di Bordeaux.

1990

Bella annata. Le precipitazioni sono state molto ridotte e le uve hanno raggiunto una perfetta maturazione.

È il Rujno più austero e rigoroso di tutti, il più “bordolese”; si avverte un filo di nota verde nobilissima, che aggiunge vivacità e freschezza al sorso. Un vino stupendo, fantastico, fino a questo momento a mio avviso il più buono di tutti (ma ammetto di avere una viscerale attrazione per i vini di Bordeaux).

1989

Annata nella norma, non facilissima da gestire, ma alla fine ha dato uve belle.

Succoso, freschissimo, con intense note di succo di pomodoro, terra e sottobosco; bocca affilata e profonda, di grande freschezza, quasi “leggera”.

1985

Annata splendida, secondo noi una delle migliori.

Sentori di menta e liquirizia se la giocano con spezie e un frutto (strano a dirsi a tale distanza di anni) freschissimo. La bocca è impeccabile per tessitura setosa, profondità minerale e persistenza del gusto. Meraviglioso!

1982

Annata molto bella, equilibrata, con un autunno asciutto. È stato il primo anno in cui abbiamo effettuato dei diradamenti, convinti di andare con decisione verso la strada di una maggiore ricerca di qualità per i nostri vini. Non è stato facile spiegarlo in famiglia…

È la prima annata di Rujno prodotta in assoluto: un vino monumentale, freschissimo, sottile, quasi magro eppure ricco di una gustosità piena e appagante. Una incredibile risposta ai grandi bordolesi.

 

 

 

Foto di Alvise Barsanti