La Vernaccia di San Gimignano incontra il Collio sloveno

 

_DSC0042La presentazione della nuova annata di Vernaccia di San Gimignano ha avuto uno dei suoi momenti più emozionati nell’ormai consueto confronto con un territorio del vino straniero.

 

La degustazione avvenuta nella splendida Sala Dante in Piazza del Duomo è stata condotta, dai curatori di Slow Wine, Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, i quali hanno opposto ai 6 bicchieri di Vernaccia, 5 produttori della zona di Brda, meglio conosciuta da noi come Collio sloveno.

 

Ecco i vini degustati:

 

Goriska Brda 2011 Blazic

 

Goriska Brda 2011 Kristancic

 

Goriska Brda 2011 Cantina Goriska Brda

 

Goriska Brda 2011 Jakoncic

 

Goriska Brda 2011 Valter Sirk

 

Vernaccia di San Gimignano 2011 Biscondola Poderi del Paradiso

 

Vernaccia di San Gimignano Vigna Casanuova 2010  Fontaleoni

 

Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2010 Colombaio di Santa Chiara

 

Vernaccia di San Gimignano Riserva Ori 2010 Il Palagione

 

Vernaccia di San Gimignano Fiore 2009 Montenidoli

 

Vernaccia di San Gimignano Sanice 2009 Cesani

 

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Fabio Giavedoni ha sottolineato come la continuità geografica sia il filo rosso tra il Collio sloveno e quello italiano e ciò vale per omogeneità dei suoli e attitudine dei vitigni messi a dimora. Quello che cambia è una storia politica che ha come congelato la parte slava della viticoltura e che oggi a fronte di una minore popolarità di questi vini ci consegna intatti produttori capaci di un dialogo intimo con la terra.

 

Giancarlo Gariglio ha presentato la selezione dei vini di San Gimignano. Il curatore di Slow Wine ha evidenziato come la degustazione che ha portato a questi 6 vini sia stata non facile proprio per la diffusa qualità dei campioni presentati. In più la scelta di focalizzare l’attenzione sulle ultime vendemmie, oltre a segnare una differenza con le edizioni precedenti, ha posto all’attenzione generale prodotti con uno splendido rapporto tra qualità e prezzo.

 

Il filo rosso tra le due denominazioni è sicuramente rappresentato dalla capacità di Ribolla e Vernaccia di riflettere in modo cristallino il legame secolare con la terra di appartenenza. E ciò è apparso lampante  attraverso l’identità dei vini in degustazione.

 

La selezione dei produttori di San Gimignano ha posto in risalto la versatilità della Vernaccia. Nonostante la diversità delle interpretazioni produttive, ci è parso che ogni bicchiere mettesse in risalto l’appartenenza territoriale. Lanciando uno sguardo alle edizioni precedenti, pare davvero che il percorso quasi sperimentale promosso dal Consorzio al fine di confrontarsi con gli altri territori abbia condotto a una consapevolezza stilistica maggiore.

 

Se proprio si vuole cercare un tratto stilistico comune nei vini italiani. lo si può trovare nella traccia sapida dei vini capace di allungare il sorso e dare un’articolazione maggiore al sorso. Un tratto salino che sembra davvero costituire, negli ultimi anni, la marcia in più dei vini di San Gimignano. 

 

Illuminante poi la presentazione di Elisabetta Fagiuoli, anima di Montenidoli, che ha dato la sua personale definizione di vino naturale ponendo l’attenzione non più su un particolare tipo di enologia, più o meno, interventista, quanto sul buon senso del vignaiolo.

 

Tra i vini sloveni ha brillato la complessità della Ribolla di Blazic. Un vino ricco di struttura e naturalezza espressiva.