Tra la terra e il cemento: le vigne della Malvasia di Sitges soffocate da un’urbanizzazione spietata

unnamedLa Malvasia di Sitges deve la vita a un testamento. Negli anni Trenta del secolo scorso Manuel Llopis de Casades, ultimo erede di una delle casate più antiche della città catalana, destinò i propri lasciti all’Hospital de San Joan Bautista di Sitges. Pegno di questa copiosa donazione fu la condizione che la produzione e vinificazione della Malvasia autoctona fosse mantenuta. Il vigneto del testamento si trova nella zona di Aiguadolç, un terreno di due ettari vista mare ed edilizia. Nel centro urbano, invece, è presente un secondo vigneto, più piccolo e singolare, in quanto circondato da edifici.

Se la Malvasia di Sitges è arrivata fino ai nostri giorni è dunque grazie alla lungimiranza – e anche al buon gusto – di Llopis. Circa dieci anni fa Slow Food istituì un Presidio intorno a questa varietà e da allora la produzione si è estesa in diverse zone del Penedés, favorendone la conservazione (se vuoi saperne di più su questo vino, e sul Presidio Slow Food, clicca qui). Diverse cantine l’hanno ormai incorporata nelle proprie liste di varietà disponibili sul territorio e alcune di esse utilizzano le uve di Malvasia per farne dei vini mono varietali molto interessanti: un esempio è quello proposto dalla cantina Vega de Ribes, della famiglia Bartra, entrata a far parte del presidio fin dalla sua nascita, nonché importante propulsore dell’evoluzione di questa varietà locale.

IMG_9032-300x225All’interno della città di Sitges l’unica produzione esistente è quella dell’Hospital de San Joan Bautista, che oltre ad ospitare questo vigneto antico funge anche da residenza geriatrica. Al fine di creare una produzione vinicola efficace e redditizia delle uve nascoste tra le mura, l’Hospital si è appoggiato a un agricoltore proprietario di alcuni terreni nella zona di Sant Pere de Ribes per elaborare le proprie uve. Grazie a questa collaborazione nel corso degli anni l’Hospital ha potuto concentrarsi su un progetto di rimodernizzazione, che ha portato all’aumento della propria gamma di vini e ha reso la propria attività più redditizia. Questo progetto collaborativo ha permesso alla Malvasia di passare da una fonte di perdita per l’Hospital a una risorsa con forte potenziale enogastronomico ed economico, immettendo sul mercato il proprio vino, dolce e da tavola. Nel 2016, senza evidenti ragioni, questa collaborazione non è stata rinnovata, riportando la Malvasia dell’Hospital al ruolo di vigna inutilizzata.

La domanda che sorge spontanea è: perché? La ragione è da trovarsi proprio intorno al vigneto dell’Hospital, dove l’urbanizzazione la fa da padrona. Tra la terra e il cielo si staglia il cemento, che con il suo grigiore incombe sul paesaggio, minacciando di espandersi fin sopra le radici ben piantate tra le mura dell’Hospital. La vicinanza al mare e la presenza del massiccio del Garraf a proteggere dai venti del nord fanno di Sitges un luogo ideale per coltivare la Malvasia, ma l’ubicazione di questo terreno risulta molto appetibile anche per gli amanti del cemento e della speculazione edilizia.

«A volte pare che la Malvasia di Sitges sia più valorizzata all’esterno che all’interno della propria città; di fatto, diversi trasformatori del Penedés hanno investito molto nel futuro di questa varietà e delle sue caratteristiche particolari, che conferiscono una personalità unica al vino», dichiara Valentí Mongay, responsabile della condotta Slow Food Garraf i Penedés. «È inoltre paradossale che ristoranti di prestigio e stellati valorizzino i vini di Malvasia di Sitges, includendoli nelle proprie carte, mentre molti bar e ristoranti della città li ignorino completamente. Persino la guida Parker le ha conferito un punteggio di 91 su 100. Per questa ragione la Settimana della Malvasia di Sitges ha come secondo obiettivo quello di ottenere che sempre più esercizi locali incorporino questa varietà e i suoi vini nella propria offerta».

image1-154x300Ogni anno dal 23 al 29 di maggio il Gremio de Hosteleria de Sitges, in collaborazione con l’Hospital de Sant Joan, organizza la “Settimana della Malvasia”, una serie di incontri tecnici rivolti a chi nel mondo coltiva una varietà di questo vitigno. Ormai alla sua quarta edizione, la settimana propone anche una serie di degustazioni di piatti che ben si sposano con questo vino. Quest’anno sarà anche l’occasione per denunciare un potenziale problema che, se lasciato inosservato, rischia di diventare una triste realtà.

Se vuole continuare a essere considerata una città interessante dal punto di vista turistico e culturale, Sitges deve tutelare e valorizzare la Malvasia, uno dei pochi patrimoni gastronomici che le rimangono.