La teoria del benzinaio

WCENTER 0JHMBBRBFK imgtoiati111207170416_6 Francesco ToiatiCome si fa a sapere se un territorio viticolo vale, e ha consapevolezza di sé? Il test del benzinaio, sebbene non sia una scienza esatta, ha buone probabilità di fornire una risposta valida. Per chi si muove in macchina fuori dalle città, ed è disorientato, se non del tutto abbandonato, dalla infida tecnologia del navigatore satellitare, il benzinaio è un porto abbastanza sicuro dove approdare per chiedere informazioni.

Ora, se io chiedo a un benzinaio dove sta la cantina x, oppure, ancora più difficile, se conosce qualche buon produttore di vino nella zona (ma vale naturalmente per qualunque prodotto tipico) e quali vini produce, potrebbe rispondere con maggiore o minore dovizia di particolari, o potrebbe allargare le braccia e bofonchiare qualche scusa, non lo so, non me ne intendo, so che c’è una cantina più avanti ma non mi ricordo il nome. Potrebbe essere appena arrivato dal Senegal, e la sua ignoranza sarebbe giustificata. Oppure potrebbe essere nato lì, e allora vorrebbe dire che alla sua formazione è mancato un pezzo fondamentale. A scuola non gli hanno detto niente, i suoi genitori non gli hanno detto niente, non ha mai vendemmiato né mangiato un grappolo rubato, nessuno dei suoi compagni e amici, nessuna delle ragazze che ha conosciuto e magari ha sposato, gli ha mai spiegato che il vino si beve in un calice, che i vini non si dividono in bianchi e rossi (anzi, bianchi e neri, come gli scacchi), che ce ne sono di buoni, di medi e di cattivi, di onesti e disonesti.

Non è colpa sua. È l’orfano di una cultura persa, forse per sempre, e sostituita dal nulla. Triste è il territorio in cui il benzinaio non conosce la risposta. E difficile, anche se non impossibile, trovarci vini buoni. I corsi di formazione sul marketing territoriale non bisogna farli ai produttori: bisogna farli ai benzinai.

 

Foto tratta da youareyoungandlifeislong.wordpress.com