La teoria del benzinaio

13 commenti

WCENTER 0JHMBBRBFK imgtoiati111207170416_6 Francesco ToiatiCome si fa a sapere se un territorio viticolo vale, e ha consapevolezza di sé? Il test del benzinaio, sebbene non sia una scienza esatta, ha buone probabilità di fornire una risposta valida. Per chi si muove in macchina fuori dalle città, ed è disorientato, se non del tutto abbandonato, dalla infida tecnologia del navigatore satellitare, il benzinaio è un porto abbastanza sicuro dove approdare per chiedere informazioni.

Ora, se io chiedo a un benzinaio dove sta la cantina x, oppure, ancora più difficile, se conosce qualche buon produttore di vino nella zona (ma vale naturalmente per qualunque prodotto tipico) e quali vini produce, potrebbe rispondere con maggiore o minore dovizia di particolari, o potrebbe allargare le braccia e bofonchiare qualche scusa, non lo so, non me ne intendo, so che c’è una cantina più avanti ma non mi ricordo il nome. Potrebbe essere appena arrivato dal Senegal, e la sua ignoranza sarebbe giustificata. Oppure potrebbe essere nato lì, e allora vorrebbe dire che alla sua formazione è mancato un pezzo fondamentale. A scuola non gli hanno detto niente, i suoi genitori non gli hanno detto niente, non ha mai vendemmiato né mangiato un grappolo rubato, nessuno dei suoi compagni e amici, nessuna delle ragazze che ha conosciuto e magari ha sposato, gli ha mai spiegato che il vino si beve in un calice, che i vini non si dividono in bianchi e rossi (anzi, bianchi e neri, come gli scacchi), che ce ne sono di buoni, di medi e di cattivi, di onesti e disonesti.

Non è colpa sua. È l’orfano di una cultura persa, forse per sempre, e sostituita dal nulla. Triste è il territorio in cui il benzinaio non conosce la risposta. E difficile, anche se non impossibile, trovarci vini buoni. I corsi di formazione sul marketing territoriale non bisogna farli ai produttori: bisogna farli ai benzinai.

 

Foto tratta da youareyoungandlifeislong.wordpress.com

 

  • fabio

    Altra teoria pertinente. Durante Anteprima Taurasi, ad Atripalda, mi trovai a bere un caffè in un bar di un benzinaio del centro. Si sorprese prima dei tanti “accenti” forestieri e poi del fatto che qualcuno avesse macinato chilometri per assaggiare i vini irpini. Ciò conferma che l’enorme potenziale enologico di quel territorio ha ancora strada davanti: speriamo basti la benza !!!! Fabio Pracchia

    • Tenuta Montelaura

      Quel benzinaio lì…lo conosco è di parte, viene da Valdobbiadene!!! ;-) )

      • Maurizio Gily

        se è di Valdobbiadene sono sicuro che conosce la risposta!

        • Luciano Pignataro

          :-) ))

    • Guest

      Beh Fabio, la situazione irpina, al netto della qualità dei prodotti davvero eccezionale, soprattutto il Fiano, non è delle più felic in questi annii. Basti pensare che il Consorzio non è neanche accreditato al Ministero a differenza dei quello del Sannio, l’unico davvero funzionante.
      E per dirla tutta, il fatto che sia una srl privata ad organizzare l’evento a cui fa riferimento e non un ente di interesse pubblico controllato dai produttori la dice lunga sulle difficoltà, psicologiche prima ancora che materiali, del comparto. Che per questo non si chiama Anteprima Vendemmia anche se nell’ambiente lo si definisce tutti così.

    • Guest

      Beh Fabio, la situazione irpina, al netto della qualità dei prodotti
      davvero eccezionale, soprattutto il Fiano, non è delle più felic in
      questi annii. Basti pensare che il Consorzio non è neanche accreditato
      al Ministero a differenza dei quello del Sannio, l’unico davvero
      funzionante.
      E per dirla tutta, il fatto che sia una srl privata ad
      organizzare l’evento a cui fa riferimento e non un ente di interesse
      pubblico controllato dai produttori la dice lunga sulle difficoltà,
      psicologiche prima ancora che materiali, del comparto. Eveneto che per questo
      non si chiama Anteprima Taurasi, anche se nell’ambiente lo si definisce
      tutti così.
      Però: sicuro che il benzinaio non consocesse Mastroberardino.

      • fabio

        Certo, la mia era semplicemente una storiella. Comunque visto come sono organizzate bene le manifestazioni in questione, Taurasi Vendemmia e BianchIrpinia, c’è da augurarsi che il pubblico impari qualcosa dal privato.

  • Alice Bollani

    …allora siamo a posto…puoi chiedere sia al benzinaio che al bar…a Capraia tutti ti manderanno da me…. :-) mi piace vincere facile!!!!

    • fabio

      Ciao Alice !!! Hai il famigerato Monopole !!! Buon per te, specialmente in questo periodo :-)

  • Michela Muratori

    sei il numero 1!!!

  • luigi

    sono daccordo; formare i benzinai spesso è difficile ma è possibile se tutto il territorio è consapevole dei propri valori, a partire dalle amministrazioni e dalla scuola.

  • Maurizio Gily

    naturalmente non dicevo sul serio scrivendo che bisogna fare i corsi a i benzinai (anche se forse …) La questione è quella della condivisione del patrimonio: un territorio viticolo di pregio è quello nel quale il vino non è considerato un affare privato dei produttori, ma il patrimonio di una comunità locale, che ha consapevolezza del fatto che rappresenta una ricchezza per tutti..

  • Carlo Farotto

    alcuni anno or sono ho domandato ad un egente di commercio toscano del settore macchine industriali che mi indicasse nella zona del Chianti qualche buon produttore… la risposta? Se non vuoi che ti freghino, vai al supermercato!!! SIC!!!