La Regola: i miei primi venti anni

La celebrazione dei primi venti anni del vino di punta dell’azienda pisana La Regola è stata una preziosa occasione sia per comprendere l’evoluzione di uno dei vini più importanti per l’enologia della costa toscana sia per ripensare, in retrospettiva, la storia di un territorio che oggi sembra aver raggiunto una convincente maturità stilistica.

La nuova cantina dei fratelli Nuti inaugurata lo scorso anno è uno splendido edificio perfettamente inserito nell’ambiente circostante. Riporto quanto letto dal sito aziendale che spiega perfettamente il concetto alla base della struttura “La natura è l’elemento immanente che ha ispirato la realizzazione di questa struttura ecocompatibile e alimentata ad energia solare, immersa in un ambiente in cui vi è una forte sinergia e simbiosi senza alterazione del suo paesaggio e dove si producono vini biologici e di carattere”.

 

La degustazione si è dipanata in 10 bicchieri. Partendo dall’annata 1998, attraverso vendemmie selezionate, siamo arrivati alla 2015. Dieci bicchieri che, a parer mio, hanno evidenziato molto bene i periodi dello sviluppo aziendale che coincide in termini generali con quello del territorio di appartenenza.

 

Gli albori

1998-2000-2001

Nelle prime tre annate di La Regola il sangiovese caratterizza il vino. Nella sua evoluzione oggi possiamo apprezzare la lenta terziarizzazione degli aromi che esprimono terrosità e cenni balsamici. Le bottiglie variano molto per ogni singola annata: la vendemmia 2001 appare in splendida forma con una progressione succosa e un tannino di estrema finezza.

 

La sbandata

2005-2007-2009

La fase più incerta della vita aziendale. Il cabernet sauvignon diventa il vitigno principale nell’uvaggio. Nell’evoluzione del vino, apprezzabile oggi, risulta non risolto il rapporto con i legni di affinamento. Nelle tre annate proposte emergono toni balsamici e tannini in esubero che smorzano l’armonia complessiva. Il 2009 a onor del vero esibisce una maggiore integrità.

 

La consapevolezza

2011-2012-2014-2015

Il cabernet franc si dimostra vitigno davvero interessante per questo territorio. In termini di materia il vino esprime una succosità inedita e in sordina nelle versione precedenti. Molto piacevole la 2014 per la leggerezza dinamica. La 2015 vede per la prima volta il franc in purezza. Un vino ancora in fase iniziale di evoluzione ma che sembra auspicare il nuovo corso aziendale, quello di puntare su questo vitigno senza il supporto di merlot e petit verdot.