La più bella enoteca di vini italiani nel mondo? Sta a New York, in Chambers Street

Lui si chiama Jamie Wolff.

Fa l’enotecario a New York, in un negozio in Chambers Street, a Manhattan; in quella che credo sia una delle migliori enoteche al mondo per i vini italiani (clicca qui), non tanto per la quantità e il blasone delle etichette esposte ma piuttosto per la profondità e la conoscenza con la quale è stata scelta ogni singola bottiglia e ogni singolo produttore.

Jamie è un grandissimo conoscitore del mondo del vino italiano: da quando ha aperto l’enoteca nel 2001 viene nel nostro paese almeno 2-3 volte all’anno, per visitare di persona le aziende con le quali ha intenzione di lavorare. Parla bene l’italiano, l’ha imparato direttamente dai vignaioli.

Non è un importatore o un distributore, non ha la licenza per questo lavoro; ma per poter vendere nei suoi scaffali le bottiglie di piccoli artigiani che non sono importati negli States ha trovato un sistema geniale ed efficace: una società autorizzata – che non è interessata alla vendita/distribuzione – cura l’importazione dei vini e la logistica, lui si occupa solo della rivendita. Serve solo privati ed eventualmente altri negozi di vino; non ha la licenza per rifornire ristoranti e wine bar di NYC, e forse questa attività gli interessa anche poco.

Nonostante queste limitazioni “muove” circa 20.000 casse (da 12) all’anno: una cifra di assoluto rispetto per una rivendita al dettaglio. Dalla sua però l’enoteca di Chambers Street ha che è sempre aperta, dalla mattina presto a sera tardi; resta chiusa al pubblico solo tre giorni all’anno: il primo lunedì di settembre (il Labour Day americano), il giorno di Natale e quello di Capodanno. Viene molto utilizzato il servizio di consegna a domicilio: si viene in negozio, si ordina (ma tutto questo si può fare anche online) e si concorda il giorno e l’ora della consegna.

La scelta dei vini – come dicevo prima – è quella che noi di Slow Wine vorremmo trovare in ogni enoteca italiana: tantissime aziende con la Chiocciola, piccoli produttori sconosciuti anche in Italia, solo bottiglie buonissime… L’Italia rappresenta circa il 40% delle referenze; poi c’è tanta Francia e una significativa e ricercata presenza di Spagna e Portogallo. Il Piemonte la fa da padrone, e da sola questa regione rappresenta per l’enoteca il maggiore fatturato in dollari; insomma arriva ben prima della Toscana, ma soprattutto prima di Champagne, Borgogna e Bordeaux…!

Il filo rosso che lega tutte le referenze presenti in Chambers Street è l’artigianalità dei vini: sono vini di produttori che controllano l’intera filiera, che producono in modo “naturale” (non necessariamente organic), che sono entrati in buona empatia con Jamie e che fanno vini buoni, “perchè qui da me i vini con i difetti non li vuole nessuno…”.

Nei prossimi giorni vedrete sicuramente Jamie aggirarsi tra le varie fiere che si terranno nella zona di Verona: probabilmente venerdì sarà a Cerea per ViniVeri, sabato a Villa Favorita per VinNatur e da domenica in poi al Vinitaly, dove si aggirerà più spesso nel padiglione del ViViT e della Fivi.

Un consiglio per i produttori di vini: non tentate di “tirarlo per la giacchetta”, di accalappiarlo a forza costringendolo a fermarsi al vostro tavolino per assaggiare i vini. Jamie sa benissimo dove andare e cosa assaggiare, e lo farà in maniera molto tranquilla e discreta, serissima e implacabile; sarà lui a venire da voi, se vi ritiene interessanti per il suo lavoro.

In caso contrario non vi farà perdere tempo: è uno che bada al sodo, e che probabilmente conosce già piuttosto bene chi siete e cosa fate…

 

 

 

 

  • Ivan Ferri

    Personalmente è l’enoteca che vorrei nella zona dove abito e che purtroppo non c’è. Anzichè ritrovarmi in mezzo ad enotecari dell’ultima ora che si limitano a prendere le guide di settore ed esporre i vini che hanno ricevuto premi a prezzi da mutuo. Sono capace anche io così di fare l’enotecaro.