Jura Vin Mousseux Clash, Didier Grappe

GLUCK – La bottiglia della sera

 

 

dove: a casa di amici

con: pane e lardo

 

 

Vabbè, ma allora io quando la comincio questa dieta, se anche gli amici mi remano contro e mi fanno trovare un lardo buonissimo e una bottiglia intrigante?!!

Non basta la gola e la curiosità a condurmi verso questo Cremant dello Jura, ci si mette anche l’etichetta che simboleggia una delle band cult più affascinanti e influenti del periodo post punk, e uno degli album più belli della storia della musica rock più in generale: “London Calling” dei Clash.

Cosa ci sia dietro questa etichetta onestamente non lo so, quello che so con certezza è il fascino che esercita questa bollicina dello Jura, per metà Chardonnay e il rimanente Savagnin.

A un’immagine così “furba” non sempre corrisponde un vino che possa conquistare, ma non è questo il caso. Il suo tratto iniziale lievemente ossidativo mi conferma la provenienza, questa zona della Francia forse un po’ fuori dai riflettori ma assolutamente intrigante.

I sentori ossidativi iniziali lasciano subito spazio a note di agrumi canditi, zenzero, camomilla, eucalipto e a una nocciola ben definita, figlia probabilmente dello chardonnay. La bollicina è delicata, gentile, tornano le note succulente dell’agrume e una delicata speziatura.

Grande bevibilità per questo bicchiere capace di affrontare senza paura la consistenza e la complessità di un lardo casalingo fuso in una fetta di pane casareccio, abbrustolita sulla graticola, nell’attesa di una bella grigliata con gli amici.

La fortuna ha voluto che in taverna ci fosse anche il vinile di London Calling a fare da colonna sonora; così la dieta ovviamente la inizierò lunedì…

 

 

Prezzo in enoteca 25 euro

 

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.

 

 

 

 

  • Ilaria Martinells

    Gentile Gianpaolo, posso chiederle dove ha acquistato questo vino? Grazie molte, Ilaria