In giro per l’Europa si beve (quasi) più che in Italia: che aspettiamo a portargli il vino?

Qualche giorno fa ho adocchiato in rete questa cartina che sintetizza con un numero il consumo di vino pro capite nelle varie nazioni europee; si parla ovviamente di litri per abitante. Probabilmente i dati riportati non sono aggiornatissimi, ma l’eventuale scarto di qualche decimale non cambia il senso del ragionamento che ho fatto mentre guardavo la cartina.

 

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Lasciate stare i numeri di Francia e Portogallo – 53 e 55 litri – paesi dove evidentemente la bottiglia di vino in tavola continua ad esserci ogni giorno, come da tradizione. E anche quelli “a sorpresa” di Svizzera, Slovenia e Croazia, dove si beve più vino che da noi in Italia. Grecia (37 litri), Romania (32 litri) e Ungheria (30 litri) sono in fondo “casi” normali, nazioni dove da sempre si produce e si consuma vino quotidianamente.

Quelli che mi hanno maggiormente colpito sono i dati di Svezia (33 litri), Inghilterra (30), Belgio (31) e Olanda (28), nazioni dove non si produce vino ma dove questo viene consumato quasi come in Italia.

T_0a565ca30aTutto questo, per me, vuol dire una cosa sola, che amplifico il più possibile a beneficio di tutti i produttori all’ascolto (per meglio dire, alla lettura…): bisogna andare sempre di più in giro per il mondo per vendere il vino prodotto in Italia!

Non bisogna ovviamente smettere di vendere il vino all’osteria vicina a casa – che è cosa buona e giusta – ma bisogna anche pensare che c’è un mondo intero di consumatori di vino che acquista ogni giorno qualche bottiglia e che l’Italia è il primo paese produttore in questo mondo. Questo ce lo dimentichiamo troppo spesso, però è così.

Non ci saranno fortune – vista la lenta decadenza del consumo di vino dentro i nostri confini nazionali – per quei produttori che, pur bravissimi nel condurre le proprie vigne e nel vinificare le proprie uve, continueranno a stare ogni giorno in casa ad aspettare che qualcuno venga a suonare il campanello per comprare vino. Non funziona più così in Italia, da un pezzo oramai.

Bisogna considerare invece che c’è un mondo intero che cerca e consuma ogni giorno vino italiano. Vignaioli, dovete andare in giro per questo mondo, peraltro con l’orgoglio di essere i primi: solo così ci sarà un futuro per le vostre aziende.