Il palloncino che ride

 

Per tutti noi enomaniaci risulta davvero difficoltoso uscire da un locale senza la paura di rischiare il famigerato e temuto palloncino delle forze dell’ordine. Si raccontano ormai episodi mitici delle fughe e dei tentativi di amici e colleghi di aggirare l’ostacolo.

 

Vivendo in campagna ho sviluppato una personale rete viaria che mi consente di non incontrare brutte sorprese, ma un’idea migliore e meno pirata è venuta al Comune di San Gimignano e al Consorzio della Denominazion San Gimignano con il supporto del Monte dei Paschi di Siena.

 

Si tratta di un kit da distribuire a tutti i locali dove si consuma vino. Cosa contiene questo vero e proprio kit di salvataggio? Semplicemente un sacchetto di carta e un tappo per tappare la bottiglia che, per rispettare la legge, si è magari deciso di non consumare per intero.

 

Pur se il progetto, chiamato Take Away, è partito già da circa un anno, vale la pena renderne giusta, seppure tardiva, notifica.

 

Ecco quindi le parole del Presidente del Consorzio Letizia Cesani”Con questo progetto vogliamo sostenere il consumo dei nostri vini, la Vernaccia e il Rosso di San Gimignano, sul territorio comunale; adesso partiamo con una ventina di ristoranti e wine bar, il prossimo passo sarà quello di coinvolgere tutti gli esercizi del territorio. Ma la nostra speranza è di riuscire ad estendere l’iniziativa in tutta Italia, chiedendo alle aziende di mandare ai propri clienti, insieme alle bottiglie richieste, un certo numero di kit per il take away.” Oltre a ciò Letizia sostiene che il portarsi a casa la bottiglia può rappresentare anche un incentivo ad affontare il costo del vino al ristorante.

 

Prima che venga ridiscussa una legge, a mio giudizio, fuori dalla realtà è bene che il mondo del vino studi le strategie opportune. La mia personale non è delle migliori, quella di San Gimignano è una bella idea