Il mondo del vino pugliese piange la scomparsa di Severino Garofano

Qualche ora fa ci ha lasciato Severino Garofano.

Con lui perdiamo una delle persone che più di altre ha contribuito a rendere la Puglia del vino, e il Salento in particolare, ciò che è diventata.

Senza di lui, senza la sua caparbietà da irpino, di certo non avremmo avuto il Patriglione, il Notarpanaro, il Cappello di Prete, il Graticciaia, il Copertino, vini che hanno fatto conoscere al mondo intero le potenzialità del negroamaro.

Puglia, ma anche Meridione, con le sue tante collaborazioni in altre regioni del Sud Italia. Un uomo che ha trascorso la vita dedicandola al vino, alla famiglia e allo studio, alla lettura che gli ha fatto compagnia in questi anni di riposo. Schivo, intransigente, burbero a volte, caparbio – lo abbiamo detto – e dotato di un sense of humor degno dei più grandi attori inglesi. Un signore d’altri tempi, un amico sincero e generoso. Un grande uomo.

Stefano e Renata, i suoi figli, continueranno a portare avanti l’azienda di famiglia che Severino aveva fortemente voluto e alla quale si era dedicato attivamente fino a poco tempo fa, dopo aver lasciato via via le varie consulenze a cui per decenni si era dedicato.

Senza Severino naturalmente non sarà più la stessa cosa, ma ciò che ha insegnato loro resterà a preservare il suo lavoro e a onorare la sua memoria. Noi tutti, che ci interessiamo di vino, ci sentiremo più vuoti, ma Severino resterà per sempre un punto fermo da dove tutto ha avuto inzio, e il suo lascito è ben più grande della tristezza di averlo perso.

A chi lo ha conosciuto resterà il privilegio di ricordare il suo sguardo ed il suo sorriso.