I vini di pietra

Il mondo degli enofili ama dividersi in fazioni e passare le nottate in piacevoli, quanto pleonastiche, discussioni. Un classico tema di “scontro” riguarda l’attribuzione della palma di più “grande” vitigno bianco. I candidati, al solito, sono due: lo Chardonnay e il Riesling. Entrambi vitigni nordici, entrambi grandi interpreti del terroirs che li ospita.

13129774_1005897132798029_196213142_nIl primo gioca le sue carte sull’opulenza e sulla straordinaria capacità di evolvere, assecondando la mano del vignaiolo, pur mantenendo un timbro ben distinguibile. Il secondo, algido e celebrale, appare sulle prime riottoso ma può stupire nelle sue mille sfumature.

Chi scrive confessa amore incondizionato per il secondo; pertanto quando ha letto di un interessante degustazione intitolata “Il Riesling e la pietra”, organizzata nell’ambito di “Senza Filtro, vini del territorio” (30 maggio 2016, Cantina Elisabetta Foradori, Mezzolombardo) non ha potuto far altro che accorrere.

Sorvolando per vincoli di spazio – certamente non di merito – sulla bellezza di Senza Filtro e sulla straordinaria accoglienza di Elisabetta Foradori, due parole sono da riservare a chi ha organizzato e condotto l’assaggio dei vini. Karl Mair, illuminato oste del maso Pretzhof in Val di Vizze (Bolzano), ha saputo arricchire l’offerta del suo locale con una notevolissima selezione vinicola: spiccano soprattutto i bianchi del nord, siano essi Grüner Veltliner austriaci o Riesling tedeschi. La selezione in degustazione era poi di particolare interesse perché composta da vini relativamente giovani e secchi – cosa inconsueta parlando di “grandi” Riesling – ma colti dalle principali zone vitivinicole tedesche con tutta la cura per selezionare il frutto di rocce, o terroirs, differenti.

I vini, tutti di aziende biologiche o biodinamiche, presentati sono etichette di fascia intermedia (quindi né vini “base” né selezioni da vendemmie tardive). Questa scelta ha permesso di esplorare pienamente le differenti sfaccettature “geologiche” del Riesling, spogliando i vini dagli eccezionali, ma a volte fuorvianti, orpelli dovuti alle vendemmie tardive.

Vini da tavola, dunque, con grado alcolico ormai inconsuetamente basso; vini “parlanti” di luoghi a noi lontani ed eccezionali compagni della tavola nelle prossime serate estive.

Riesling 2014 Steinreich – Weingut Ansgar Clüsserath.

Mosella “Alta”, nel comune di Trittenheim, dal vigneto Apoteche. Dirupi di ardesia nera con pendenze fino al 65% sono garanzia di piena insolazione e straordinaria maturità, già nelle raccolte precoci. Vino tutto giocato sui sentori di spezie, albicocca e lievi accenni di canditi e miele. In bocca tintilla di croccante acidità, lieve e pungente. 11.5 gradi alcolici. Solare.

WP_20160530_16_09_31_Pro__highresRiesling 2014 Vom Roten Schiefer – Weingut Clemens Busch.

Il decano della viticoltura biodinamica in germania condensa nel bicchiere il succo delle ardesie rosse del comune di Malbork, nella Mosella centrale. Inizialmente chiuso e riottoso si apre dopo alcuni minuti su note di agrumi, cedro e lime, e pietra bagnata. Bocca tagliente ma succosa, di frutto della passione e pesca, a lenire le note agrumate. Pienezza inaspettata per un vino secco con solo 11.5 gradi alcolici. Celebrale.

Riesling 2014 Quarzit – Weingut Peter Jakob Kühn.

Siamo a Oestrich, in Reinghau. Peter, vignaiolo visionario, coltiva pochi ettari di suoli profondi, loess attraversati da vene di quarzo. Dal vigneto Doosberg il frutto di vigne “giovani” con meno di 20 anni di vita. Già ora petrolio e spezie, zafferano e cedro. Bocca ampia come si confà alla zona, ma fresca e piccante. 12 gradi alcolici. Punk.

Riesling 2014 Vulkangestein – Weingut Schäfer Fröhlich.

La Nahe, affluente minore del Reno, è ancora poco nota al grande pubblico ma da diversi anni nascono qui vini tra i più interessanti a nord delle Alpi. Falesie vulcaniche ci portano nel bicchiere una profonda mineralità con note di agrumi maturi a fare da contrappunto. Al palato il vino è sorprendentemente essenziale, limpido e sobrio. Note di ananas e menta sostano a lungo, in bocca e nella mente. 12 gradi alcolici. Austero.

Riesling 2014 Königsbacher Ölberg – Weingut Christmann.

Il Palatinato, o Pfalz, è la naturale prosecuzione del vigneto Alsaziano in terra Tedesca. I Riesling cresciuti su queste marne calcaree mostrano notevole struttura e complessità. È il caso di questo vino dal “Gran Cru” Ölberg. Salato e minerale, sa di fumo e erbe officinali. Scorze di agrumi e frutta gialla. In bocca ritornano i sentori erbacei con una croccante acidità e una struttura solida. Da aspettare a lungo. 12 gradi alcolici. Mediterraneo.

cave01_oq6cv7Riesling 2011 Piesporter Goldtröpfchen Kabinett – Weingut Reinhold Haart.

Si ritorna in Mosella, nell’anfiteatro naturale di Piesport i dirupi di ardesia precipitano nel fiume, perfettamente riparati dai freddi venti settentrionali. Il vigneto Goldtröpfchen è una delle denominazioni di maggior prestigio dal quale Haart trae i vini più significativi. Questo Kabinett nasce dalle vigne mediane. Vino né dolce né secco (80 grammi di zucchero per meno di 9 gradi alcolici) incompressibile per i nostri palati, almeno finché non capita di assaggiarne uno di eccelsa qualità e sufficiente affinamento. Il bicchiere in questione si avvicina a questa definizione sebbene il formato magnum ne abbia rallentato l’evoluzione. Di un giallo scintillante, dal bicchiere emergono le prime note idrocarburiche, dominante ancora dal miele e dalla frutta tropicale. In bocca l’equilibrio è perfetto, l’acidità tagliente rende il sorso elegante e finissimo, la componente zuccherina è ricca ma mai stucchevole e aspetta solo una maggiore terziarizzazione per essere valorizzata appieno. Classico.

Usciti dalla sala di degustazione non si può che, ancora una volta, dispiacersi di quanto i vini tedeschi siano stati fino ad ora poco conosciuti, e poco importati, in Italia. Grazie a persone illuminate come Karl la situazione sta cambiando e queste etichette offrono un bicchiere inconsueto al nostro palato, ma nel contempo godibilissimo e, spesso, dall’incredibile rapporto qualità prezzo. Alla prossima Karl!

 

 

  • Francesco Motta

    Ritorno dalla Germania( Karlsruhe, Stoccarda e Tubingen) dove ho potuto esplicare la mia incondizionata passione per il Riesling. Amore non di alto lignaggio nel prezzo ma di duratura soddisfazione, nato alcuni anni fa durante un bel viaggio nella Renania Palatinato e particolarmente nella Mosella

  • Carlo Rol

    Mi unisco al plauso per i riesling renani e per quanti ne diffondono la conoscenza in Italia. Ma, per favore, non chiamiamoli vini “celebrali” (!?)

  • FrancescoDalPane

    credevo che il savignon potesse competere con il riesling e lo chardonney, ma se Guzzon dice di no mi inchino…