Guida Vini d’Italia 1988: come è cambiato il mondo del vino italiano. Le aziende che non ci sono più.

guida-2Nei giorni scorsi ho ripreso in mano una delle rare copie di Guida Vini d’Italia 1988 e oltre a emozionarmi (come già successo in passato) ho cominciato a scorrere le pagine interne cercando un elemento sul quale non mi ero mai soffermato, e che ora vi voglio raccontare.

Ma andiamo con ordine, e cominciamo dalla storia che conosciamo un po’ tutti. Nel 1987 ci furono i primi incontri tra i collaboratori romani del Gambero Rosso – Stefano Bonilli e Daniele Cernilli in particolare – e i braidesi di Arcigola (che solo in seguito diventerà Slow Food) Carlin Petrini e Gigi Piumatti: il tema era come rilanciare l’immagine della “parte sana e virtuosa” del mondo del vino italiano dopo il tremendo scandalo del metanolo dell’anno precedente.

Da queste discussioni nacque l’idea di lavorare alla prima edizione di una guida ai vini d’Italia, che venne preparata e confezionata durante i mesi estivi e che uscì poi in libreria alla fine di quell’anno. È stata la prima guida di vini pubblicata in Italia, dopo le poche meravigliose edizioni del Catalogo che in anni precedenti Veronelli pubblicava con Bolaffi.

L’intento era quella di mostrare appunto il lato buono della produzione di vini italiana, con un giudizio di merito sui prodotti di 500 aziende vitivinicole selezionate in ogni regione; vennero inventati i famosi Tre Bicchieri (sui quali torneremo con un altro post), come riconoscimento più alto alla qualità dei vini.

Sfogliando le 348 pagine della guida, ma soprattutto scorrendo i nomi di tutte le aziende recensite, mi sono accorto di quanti fossero quelli che non avevo mai sentito nominare. Mi sono preso quindi un po’ di tempo e ho fatto un confronto tra le 500 cantine recensite in Vini d’Italia 1988 e le 1943 presenti in Slow Wine 2017. È uscito fuori un quadro inaspettato, che vi snocciolo partendo dal dato più eclatante: ben 207 di queste 500 aziende non sono oggi più presenti in guida (almeno in Slow Wine, ma guardando anche le altre guide di vini presenti sul mercato la situazione non cambia di molto).

Ben 207 “assenze” su 500 vuol dire prima di tutto che il mondo del vino italiano è cambiato parecchio in questi 30 anni; e con esso la geografia vitivinicola italiana. Mettiamo pure in conto il fatto che la selezione del primo anno non fosse così accurata come quella delle edizioni successive, ma comunque il quadro non cambia.

guida-1988Erano presenti in guida molte più cantine cooperative (in percentuale sul totale) di quante se ne contano oggi; per contro mancano tantissimi piccoli vignaioli che oggi consideriamo “storici” ma che 30 anni fa non esistevano proprio. Molti di questi si sono “messi in proprio” dopo che i loro genitori o nonni per anni hanno svolto il ruolo di soci conferitori delle stesse cantine cooperative. Un affrancamento quindi piuttosto generalizzato dalle forme associative (che evidentemente non soddisfacevano più questi conferitori) per intraprendere la strada del vignaiolo “in solitaria”.

Non ho compreso, nella lista delle 207 assenze, le aziende che negli anni hanno spostato la sede sociale oppure, passando dai padri ai figli, hanno modificato il nome. Infine sono pochissime le aziende non più presenti per la volontà dell’azienda di non dare più i vini alle guide (quantomeno alla nostra): si tratta in sostanza di Roberto Voerzio, Cappellano, Hofstätter, Anselmi, Borgo del Tiglio, Case Basse, Vadiaperti.

Vi propongo quindi il lungo elenco degli assenti – rispetto a Slow Wine 2017 – aggiungendo alcune considerazioni o curiosità che mi sono balzate all’occhio per ogni singola regione:

 

VALLE D’AOSTA – 9 aziende recensite, 4 non ci sono più

I nomi attualmente più in voga in Valle 30 anni fa non erano presenti in guida, tranne qualche rara eccezione

CESARINO BONIN, Arnad (Ao)

ANCIENNE MAISON VIGNERONNE, Aymavilles (Ao)

ALBERTO VEVEY, Morgex (Ao)

MALGA, Villeneuve (Ao)

 

PIEMONTE – 118 aziende recensite, 44 non ci sono più

Con 118 cantine recensite (il 23% dell’intera guida) il Piemonte faceva la parte del leone; oggi Piemonte e Toscana hanno più o meno lo stesso peso (per numero di aziende presenti) in tutte le guide, in Vini d’Italia 1988 il rapporto era 118 a 68. Probabilmente la componente piemontese di Slow Food aveva una conoscenza accuratissima del proprio territorio! Curiosità: solo 2 aziende recensite a Serralunga d’Alba (Cappellano e Fontanafredda), oggi ce ne sono 12.

FRANCO FIORINA, Alba (Cn)

FRATELLI GOMBA, Alba (Cn)

DE FORVILLE, Barbaresco (Cn)

CANTINE SEBASTE, Barolo (Cn)

CANTINA DUCA D’ASTI, Calamandrana (At)

RENATO BIANCO, Caluso (To)

MALABAILA, Canale (Cn)

FRATELLI GANCIA & C., Canelli (At)

RENZO PAVESE, Casorzo (At)

TENUTA DEI RE, Castagnole Monferrato (At)

CANTINA TERRE DEL BAROLO, Castiglione Falletto (Cn)

PODERI BERTELLI, Costigliole d’Asti (At)

TENUTA COLUÈ, Diano d’Alba (Cn)

GIOVANNI VEGLIO E FIGLI, Diano d’Alba (Cn)

CANTINA DEL DOLCETTO DI DOGLIANI, Dogliani (Cn)

ANTONIOLO, Gattinara (Vc)

LE COLLINE, Gattinara (Vc)

LA SCOLCA, Gavi (Al)

TENUTA S. PIETRO, Gavi (Al)

LORENZO ACCOMASSO, La Morra (Cn)

FRATELLI OBERTO, La Morra (Cn)

LUIGI VIBERTI E FIGLIO, La Morra (Cn)

VINICOLA PIEMONTESE, La Morra (Cn)

ROBERTO VOERZIO, La Morra (Cn)

SELLA LESSONA, Lessona (Vc)

ANTICA CASA VINICOLA SCARPA, Nozza Monferrato (At)

LA BATTISTINA, Novi Ligure (Al)

MARTINI & ROSSI, Pessione (To)

TENUTA CARRETTA, Piobesi d’Alba (Cn)

CARLO NOB. CASSINIS, Ponzano Monferrato (Al)

LUIGI PERAZZI, Roasio (Vc)

CASCINA SCARSI OLIVE – PINO RATTO, Rocca Grimalda (Al)

VIGNAIOLI DI S. STEFANO BELBO, S. Stefano Belbo (Cn)

FRATELLI RABINO, S. Vittoria d’Alba (Cn)

GIUSEPPE CAPPELLANO, Serralunga d’Alba (Cn)

ANTICHE CANTINE FRANCESCO CINZANO & C., Torino

BROVIDA VILLA MARGHERITA, Treiso (Cn)

EREDI LODALI, Treiso (Cn)

PIETRO MEINARDI, Treiso (Cn)

SERGIO VEZZA E FIGLIO, Treiso (Cn)

CANTINA VIGNAIOLI ELVIO PERTINACE, Treiso (Cn)

BEL COLLE, Verduno (Cn)

FRATELLI PEZZUTO-MALOT, Vezza d’Alba (Cn)

NUOVA CAPPELLETTA, Vignale Monferrato (Al)

 

cartinaLIGURIA – 15 aziende recensite, 12 non ci sono più

Colpisce immediatamente il fatto che in Liguria sono solo 3 aziende superstiti dal 1988 (almeno in Slow Wine), ovvero Lambruschi, Enoteca Bisson e Il Monticello. Lunga la lista degli scomparsi.

ANFOSSI, Bastia d’Albenga (Sv)

CASCINA FEIPU, Bastia d’Albenga (Sv)

LA COLOMBIERA, Castelnuovo Magra (Sp)

GIOBATTA CANE, Dolceacqua (Im)

DOMENICO BARISONE, Genova

COOPERATIVA AGRICOLTURA, Groppo di Riomaggiore (Sp)

TENUTA COLLE DEI BARDELLINI, Imperia

ENOTECA INTERNAZIONALE, Monterosso al Mare (Sp)

FATTORIA CASANO, Ortonovo (Sp)

LUPI, Pieve di Teco (Im)

TURCO, Quiliano (Sv)

GUGLIELMI, Soldano (Im)

 

LOMBARDIA – 25 aziende recensite, 9 non ci sono più

C’erano solo 5 aziende presenti in Franciacorta (F.lli Berlucchi, Monte Rossa, Bellavista, Cà del Bosco, Cavalleri) contro le attuali 32. Ancora più scarsa la presenza di cantine del territorio di Lugana: una sola recensita – Dal Cero, oggi ribattezzata Cà dei Frati – contro le quasi 20 che attualmente si dividono tra Lombardia e Veneto. Numerosa la presenza di aziende dell’Oltrepò Pavese, area evidentemente più storica dal punto di vista vitivinicolo.

MARIO PASOLINI, Brescia

TENUTA CASTELLO DI GRUMELLO, Grumello del Monte (Bg)

LA CORNASELLA, Grumello del Monte (Bg)

MAIRANO, Mairano di Casteggio (Pv)

LA MURAGHINA, Montù Beccaria (Pv)

CASCINA LA PERTICA, Picedo di Polpenazze (Bs)

PIETRASANTA, San Colombano al Lambro (Mi)

EREDI A. BREGA, San Damiano al Colle (Pv)

CANTINA SOCIALE DI SANTA MARIA LA VERSA, Santa Maria La Versa (Pv)

 

trentoTRENTINO ALTO ADIGE – 31 aziende recensite, 13 non ci sono più

Le due province autonome erano unite: dopo qualche edizione si passò, come succede ancora oggi, a considerarle separatamente. In Trentino spicca la scarsa presenza dei vignaioli (tranne Elisabetta Foradori, già ben recensita) che oggi sono molto presenti, e con ottimi risultati, in Slow Wine. Anche in Alto Adige mancano tutti i vignaioli – all’epoca non ancora esistenti, in quanto in genere soci conferitori delle grandi cantine – e sono recensite solo 4 delle attuali 15 cantine sociali (San Paolo, Valle Isarco, Colterenzio e Terlano).

GIUSEPPE SPAGNOLLI, Aldeno (Tn)

BELLENDORF, Appiano (Bz)

EBERHARD GRAF KUENBURG, Caldaro (Bz)

REMO CALOVI, Faedo (Tn)

CONTI MARTINI, Mezzocorona (Tn)

CANTINE MEZZOCORONA, Mezzocorona (Tn)

BARONE DE CLES, Mezzolombardo (Tn)

CONTI BOSSI FEDRIGOTTI, Rovereto (Tn)

PRAECLARUS, Appiano (Bz)

CANTINA ELZENBAUM, Termeno (Bz)

HOFSTÄTTER, Termeno (Bz)

CAVIT, Trento

LAGARIA VINI, Volano (Tn)

 

VENETO – 35 aziende recensite, 15 non ci sono più

Solo 35 cantine, rispetto alle oltre 150 attualmente presenti in Slow Wine. Poche aziende di Prosecco e molte della zona Lison Pramaggiore, che forse negli anni è passata un po’ in secondo piano rispetto ad altri territori veneti. Già presenti quasi tutte le aziende storiche della Valpolicella, in particolare quelle associate alle Famiglie dell’Amarone.

CARPENÈ MALVOLTI, Conegliano (Tv)

FATTORIA DI OGLIANO, Conegliano (Tv)

CONTI A. E G. DA SCHIO, Longare (Vi)

SANTA MARGHERITA, Fossalta di Portogruaro (Ve)

ANSELMI, Monteforte d’Alpone (Vr)

TENUTA LA BRAGHINA, Portogruaro (Ve)

LA FORNACE, Portogruaro (Ve)

RUSSOLO, Pramaggiore (Ve)

VILLA DAL FERRO, San Germano dei Berici (Vi)

CANTINA SOCIALE DI VALDOBBIADENE, San Giovanni di Bigolino (Tv)

FRATELLI BOLLA, Soave (Vr)

LA FATTORIA, Summaga di Portogruaro (Ve)

TOBIA SCARPA, Trevignano (Tv)

CANEVEL, Valdobbiadene (Tv)

MIONETTO SPUMANTI, Valdobbiadene (Tv)

 

FRIULI VENEZIA GIULIA – 38 aziende recensite, 15 non ci sono più

Vennero recensite più aziende che in Veneto: in seguito i rapporti cambieranno. Solo 7 le aziende con sede a Cormons, oggi sono ben 22. Josko Gravner nel testo veniva chiamato Francesco, come penso nessuno l’avrà mai chiamato in vita sua!

BORGO DEL TIGLIO, Brazzano di Cormons (Go)

VALLE, Buttrio (Ud)

FRATELLI PIGHIN, Capriva del Friuli (Go)

RONCHI DI FORNAZ, Cividale del Friuli (Ud)

GRADNIK, Cormons (Go)

CANTINA PRODUTTORI VINI DEL COLLIO, Cormons (Go)

PUIATTI, Farra d’Isonzo (Go)

ROCCA BERNARDA, Ipplis (Ud)

ABBAZIA DI ROSAZZO, Manzano (Ud)

I MOROS, Manzano (Ud)

SILVANO GALLO, Mariano del Friuli (Go)

DRI, Nimis (Ud)

RONCHI DI CIALLA, Prepotto (Ud)

BRDA COOPERATIVA VITICOLTORI, San Floriano del Collio (Go)

PIER PAOLO PECORARI, San Lorenzo Isontino (Go)

 

EMILIA ROMAGNA – 17 aziende recensite, 10 non ci sono più

Poche, in generale, le aziende recensite, con esigua presenza di vignaioli e di aziende di piccole dimensioni: una sola presenza nei Colli Bolognesi (Vigneto delle Terre Rosse), 2 nei Colli Piacentini (Conte Otto Barattieri e La Stoppa), nessuna a Parma, 1 sola a Reggio Emilia (Cantine Riunite).

FATTORIA PARADISO, Bertinoro (Fo)

CARLA FOSCHI, Cesena (Fo)

PODERI DAL NESPOLI, Civitella di Romagna (Fo)

TRERÈ, Faenza (Ra)

CASETTA DEI FRATI, Modigliana (Fo)

CANTINE COOPERATIVE RIUNITE, Reggio Emilia

CANTINE CAVICCHIOLI, San Prospero (Mo)

SPALLETTI, Savignano sul Rubicone (Fo)

TENUTA AMALIA, Verruchio (Fo)

VIGNETO DELLE TERRE ROSSE, Zola Predosa (Bo)

 

TOSCANA – 68 aziende recensite, 26 non ci sono più

“Solo” 68 aziende, metà del Piemonte. A Bolgheri c’era solamente la Tenuta San Guido (Sassicaia); oggi sono 60 le cantine recensite a Montalcino, allora solamente 18, ma facevano comunque la parte del leone. Due sole cantine recensite a San Gimignano, la Rufina era inesistente. Le aziende storiche – quelle famose e con i titoli nobiliari – erano già tutte presenti e ben quotate.

FATTORIA MONTESANTO, Barberino Val d’Elsa (Fi)

FATTORIA DI VISTARENNI, Gaiole in Chianti (Si)

CASTELLO DI UZZANO, Greve in Chianti (Si)

LA STELLATA, Manciano (Gr)

PODERE SCURTAROLA, Massa

ARGIANO, Montalcino (Si)

CASE BASSE, Montalcino (Si)

PODERE IL POGGIOLO, Montalcino (Si)

VILLA BANFI, Montalcino (Si)

CARMIGNANI G. FUSO, Montecarlo (Lu)

FATTORIA MICHI, Montecarlo (Lu)

POGGIO ALLA SALA, Montepulciano (Si)

VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO, Montepulciano (Si)

ERIK BANTI, Montemerano (Gr)

IL POGGIOLO, Monteriggioni (Si)

FATTORIA DI MONTAGLIARI, Panzano in Chianti (Fi)

VILLA CILNIA, Pieve al Bagnoro (Ar)

FASSATI, Pieve di Sinalunga (Si)

COLLE BERETO, Radda in Chianti (Si)

FATTORIA VIGNALE, Radda in Chianti (Si)

MELETA, Roccatederighi (Gr)

CONTI SERRISTORI, San Casciano in Val di Pesa (Fi)

PIETRASERENA, San Gimignano (Si)

FATTORIA PONTE A RONDOLINO, San Gimignano (Si)

VINATTIERI, Sinalunga (Si)

FATTORIA MAIONCHI, Tofori (LU)

 

MARCHE – 16 aziende recensite, 5 non ci sono più

Solo 1 cantina recensita nel Piceno (Cocci Grifoni); i 10 grandi nomi del Verdicchio c’erano già tutti.

CASA VINICOLA MECVINI, Fabriano (An)

VILLAMAGNA, Macerata

FATTORIA DI MONTESECCO, Pergola (Ps)

ATTILIO FABRINI, Serrapetrona (Mc)

FRATELLI ZACCAGNINI, Staffolo (An)

 

UMBRIA – 6 aziende recensite, 1 non c’è più

Presenza veramente esigua: delle 6 aziende recensite solamente una (Adanti) del comprensorio del Sagrantino.

BIGI, Orvieto (Tr)

 

LAZIO – 15 aziende recensite, 13 non ci sono più

Regione evidentemente sopravvalutata nei numeri, credo per un motivo uguale e opposto a quello registrato in Piemonte: il Gambero Rosso aveva sede a Roma, così come Slow Food a Bra! Molto alto, sul totale, il numero di cantine oggi non più presenti.

COLACICCHI, Anagni (Fr)

FONTANA DI PAPA, Ariccia (Rm)

ITALO MAZZOTTI, Bolsena (Vt)

CASALE DEL GIGLIO, Borgo Montello (Lt)

FATTORIA PRATO DI COPPOLA, Borgo Sabotino (Lt)

PAOLA DI MAURO, Marino (Rm)

COOPERATIVA GOTTO D’ORO, Marino (Rm)

CANTINE SAN MARCO, Monteporzio Catone (Rm)

VILLA SIMONE, Monteporzio Catone (Rm)

CANTINA SOCIALE CESANESE, Piglio (Fr)

CANTINE CONTE ZANDOTTI, Roma

TENUTA DI FIORANO, Roma

CONSORZIO PRODUTTORI VINI, Velletri (Rm)

 

abruzzoABRUZZO E MOLISE – 18 aziende recensite, 8 non ci sono più

Selezione ampia e ben articolata, con i nomi storici e famosi già tutti presenti.

VINICOLA CASACANDITELLA, Casacanditella (Ch)

ANTONIO E ELIO MONTI, Controguerra (Te)

DARIO D’ANGELO, Giulianova (Te)

VITIVINICOLA SANTA CATERINA DI CORDANO, Montesilvano (Pe)

GUARDIANI FARCHIONE, Tocco da Casauria (Pe)

BARONE CORNACCHIA, Torano Nuovo (Te)

VITICOLTORI DEL TAPPINO, Gambatesa (Cb)

CANTINA COOPERATIVA VAL BIFERNO, Guglionesi (Cb)

 

CAMPANIA – 8 aziende recensite, 5 non ci sono più

Incredibilmente basso il numero di aziende recensite, con Irpinia quasi inesistente (solo 2 aziende); guardando l’ampio spazio della Campania in Slow Wine 2017 risultano presenti solo Mustilli, Antica Masseria Venditti e Mastroberardino.

D’AMBRA VINI D’ISCHIA, Forio (Na)

VADIAPERTI, Montefredane (Av)

VOLLA, Solopaca (Bn)

ANTONIO FABBROCINI, Terzigno (Na)

VINICOLA GIOVANNI STRUZZIERO, Venticano (Av)

 

PUGLIA – 14 aziende recensite, 7 non ci sono più

Solo 4 le aziende del Salento, quasi inesistente il comprensorio del Primitivo (Gioia del Colle e Manduria), con la sola storica presenza della gloriosa Vinicola Savese.

CANTINE DISTANTE, Cisternino (Br)

ATTILIO SIMONINI, Foggia

CANTINA COOPERATIVA LOCOROTONDO, Locorotondo (Ba)

CANTINA COOPERATIVA SVEVO LUCERA, Lucera (Fg)

GIOVANNI SOLOPERTO, Manduria

ANTICA CASA VINICOLA VALLETTA, San Pietro Vernotico (Br)

VINICOLA GENNARO MARASCIUOLO, Trani (Ba)

 

BASILICATA – 3 aziende recensite, 1 non c’è più

Didascalica la presenza della Basilicata e della Calabria (con 3 e 4 cantine recensite); in Basilicata però si registra solo un’assenza rispetto a oggi, in Calabria invece le aziende sono tutte scomparse.

CASA VINICOLA FRANCESCO SASSO, Rionero in Vulture (Pz)

 

CALABRIA – 4 aziende recensite, 4 non ci sono più

Didascalica la presenza della Basilicata e della Calabria (con 3 e 4 cantine recensite); in Basilicata però si registra solo un’assenza rispetto a oggi, in Calabria invece le aziende sono tutte scomparse.

CANTINA SOCIALE VINI DEL POLLINO, Castrovillari (Cs)

FATTORIA SAN FRANCESCO, Cirò (Cz)

ODOARDI, Nocera Terinese (Cz)

GUIDO LOJELO, Saracena (Cs)

 

SICILIA – 11 aziende recensite, 7 non ci sono più

Il boom delle cantine siciliane era ben lungi dal venire… Sopravvivono, rispetto alle recensioni del 1988, solo 4 aziende storiche: Duca di Salaparuta, Donnafugata, Tasca d’Almerita e Marco De Bartoli. Il comprensorio dell’Etna era inesistente (solo 1 azienda), e a Marsala se ne contavano solamente 2.

RINCIONE, Calatafimi (Pa)

FRATELLI LOMBARDO, Marsala (Tp)

CASA VINICOLA BARONE DI VILLAGRANDE, Milo (Ct)

AGRICOLTORI ASSOCIATI DI PANTELLERIA, Pantelleria (Tp)

COOPERATIVA AGRICOLA LE TORRI, Salemi (Tp)

HAUNER, Salina (Me)

GIUSEPPE CORIA, Vittoria (Rg)

 

SARDEGNA – 15 aziende recensite, 7 non ci sono più

Bella presenza in Sardegna (15), con tantissime Cantine Sociali, alcune ancora presenti in Slow Wine 2017.

CANTINA SOCIALE DELLA RIFORMA AGRARIA, Castiadas (Ca)

CANTINA SOCIALE TRA VITICOLTORI DELLA PLANARGIA, Flussio (Nu)

VIGNA MURAPISCADOS, Magomadas (Nu)

CANTINA SOCIALE IL NURAGHE, Mogoro (Or)

CANTINA SOCIALE, Samugheo (Or)

CANTINA SOCIALE MARMILLA, Sanluri (Ca)

CONSORZIO INTERPROVINCIALE PER LA FRUTTICOLTURA, Villasor (Ca)

 

 

 

 

  • gp

    Che senso ha questa lista di aziende che “non ci sono più”, alcune delle quali ben vive e vegete o addirittura premiate da altre guide (e menomale che “guardando anche le altre guide di vini presenti sul mercato la situazione non cambia di molto”…)?
    Sono vive aziende come Anfossi, Anselmi, Antoniolo, Bel Colle, Cavicchioli, D’Ambra, Fattoria Paradiso, Fattoria San Francesco, La Scolca, Lupi, Odoardi, Vadiaperti (che adesso a rigore si chiama Traerte), Albert Vevey, Villa Simone ecc. Che non siano presenti su Slowine significa poco, dato che ognuna delle circa 10 guide dei vini attualmente pubblicate in Italia fa le sue scelte: il vizio di fondo del ragionamento è confrontare l’unica guida dei vini presente in Italia nel 1987 con una delle dieci del 2016, quindi un elenco di produttori di qualità che voleva essere esaustivo con uno più selettivo.

    • Luca Amodeo

      Brillante osservazione! Me lo sono domandato anch’io, con particolare e immediato riferimento ad Anfossi, Feipu e Lupi nell’amata Liguria.