“Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare”: ovvero, sulla Carta dei Vini del Classico della Berardenga.

IMG_5898Prendo in prestito la frase di John Belushi nel film Animal House, ricordando i post di Fabio Giavedoni del 21 Gennaio 2015 (che potete leggere cliccando qui), la totale mancanza d’interazione e di “gioco di squadra” in Italia tra ristoratori e vignaioli, anche in territori dalla lunga tradizione vitivinicola.

Noi gente Italica per natura tendiamo a essere individualisti, non riusciamo a pensare al nostro vicino come a un collaboratore piuttosto che un competitore e spesso perdiamo interessanti opportunità perché, anche se l’occasione può esserci favorevole, qualcun altro potrebbe guadagnarci un po’ più di noi.

Siamo bravissimi a partire per nuovi mercati alla rinfusa, senza programmazione e senza cooperazione, quindi portando a casa molto meno di quanto avremmo potuto, sulla base della grande qualità dei nostri prodotti.

IMG_5896Lo vediamo, lo scriviamo, a volte ci arrabbiamo, ma poi di nuovo tutti in ordine sparso per guadagnarci un posticino tutto, ma proprio tutto nostro sul mercato, locale o globale che sia.

Un gruppo di viticoltori di Castelnuovo Berardenga, estremo lembo sud del Chianti Classico, ha compiuto un passo fondamentale per lo sviluppo di tutto un territorio che può vantare una lunga tradizione agricola.

La Berardenga è terra di confine, ha da un lato il massiccio del Chianti e dall’altro le morbide colline delle Crete Senesi, qui il Galestro incontra il tufo sabbioso e l’argilla, qui è dove la vite e l’olivo cedono di colpo il passo a grano e girasoli.

Forse proprio questa posizione geografica ha portato i suoi viticoltori a rivendicare l’unicità e la peculiarità di questo territorio, costituendo poco più di un anno fa l’Associazione del Classico della Berardenga e, nella serata di ieri, a creare una carta dei vini Chianti Classico del territorio, da condividere con tutti i ristoratori interessati ad avere un rapporto diretto, semplice e collaborativo con le aziende vinicole dell’associazione.

Un rapporto che resti fuori dai classici schemi commerciali e si estenda alla condivisione di eventi, che possano evocare la tradizione di qualità del territorio, promuovendo il suo sviluppo socio-economico. Ieri la prima osteria, dal nome emblematico di “Taverna della Berardenga”, ha firmato assieme ai produttori la carta dei vini in una cerimonia gioiosa e conviviale.

Certo, probabilmente la Francia continuerà a batterci, ma adesso almeno cominciamo a giocarcela!