Finite le vacanze riprende la rubrica “Vino Gluck”, con il vino più buono dell’estate!

All’inizio dell’estate ci eravamo lasciati fornendovi la copiosa lista dei Vini Gluck estivi (puoi leggerla qui); dopo di che la rubrica GLUCK – LA BOTTIGLIA DELLA SERA è andata in ferie per ritornare oggi, promettendo il solito appuntamento quotidiano in vista dell’autunno e dell’inverno.

Si resta ovviamente fedeli allo spirito iniziale che ha ispirato la rubrica del Vino Gluck, che recita:

“… vi proporremo ogni mattina un breve resoconto di una bottiglia di vino bevuta la sera precedente a cena da noi della redazione o da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine sparsi per l’Italia. Non sarà una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, per gli anniversari, o che si mettono in tavola una volta all’anno non tanto per berla ma quanto per farle una foto da postare su Facebook per far schiattare d’invidia gli amici… …”.

“… vorremmo semplicemente segnalare ai nostri lettori una buona bottiglia da bere a tavola, un vino “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava”.

Da domani quindi potrete leggere le recensioni dei nostri collaboratori; oppure anche le vostre: si perché, se volete, potete anche voi partecipare alla redazione della rubrica, inviando le vostre brevi recensioni – in linea con quelle normalmente pubblicate – all’indirizzo slowine@slowfood.it .

 

Oggi vi proponiamo il vino “più Gluck” assaggiato durante questi mesi:

in un negozio di vini di Gozo – isoletta a nord di Malta, dove è attivo qualche produttore di vino – trovo questa bottiglia di vino “home made” accanto ad altre confezionate come da norma.

Incuriosito chiedo al negoziante di che vino si tratta: mi dice che è un vino “fatto in casa”, che compra sfuso e imbottiglia lui stesso con metodi artigianali in bottiglione. Non viene imbottigliato dall’azienda perché nel vetro finiscono solo Merlot e Cabernet Sauvignon, le due varietà rosse più coltivate nell’isola. Questo “Home made” invece è fatto con varietà locali di cui non si conosce neanche il nome, che pertanto vengono vinificate separatamente ma non finiscono in bottiglia per il commercio.

Assaggio Merlot e Cabernet e li trovo decisamente anonimi, intrisi di legno e totalmente globalizzati, nel senso che potrebbero arrivare da qualsiasi parte del mondo. Questo “Home made” invece è buonissimo, fresco, croccante: profuma di macchia mediterranea e di erbe selvatiche, la bocca è dritta e leggera, piena di gusto originale e fortemente sapida e balsamica nel finale.

Un litro finito in un attimo (peraltro mangiando zuppa di pesce), come si confà ad un vero Vino Gluck!