È finalmente tra noi l’App di Slow Wine 2017!

 

Vi abbiamo fatto penare, lo sappiamo. L’attesa è finalmente conclusa, da ieri è online la nostra App di Slow Wine 2017 (clicca qui per scaricarla o anche solo per avere maggiori informazioni).

In tanti si lamenteranno che si tratta di una versione dedicata eslusivamente a iOs e non anche ad Android; ci dispiace ma per una App di nicchia come la nostra, lo sviluppo sarebbe troppo costoso e quindi mettiamo subito le mani avanti (guardate le statistiche internazionali per vedere la differenza tra le due piattaforme).

In ogni caso, cari appassionati, è giunto il vostro momento: scaricate Slow Wine 2017 per averla sempre con voi, sarà un’amica inseparabile e fedele. La versione è praticamente identica a quella cartacea e grazie ai classici servizi di geolocalizzazione vi porterà facilmente in cantina; sarà  quindi lo strumento più adatto per le vostre scorribande enologiche in giro per l’Italia.

Buon viaggio e buon divertimento.

 

 

  • Marco Cangi

    a pagamento anche per chi ha comprato la guida?

  • Bruno

    “Qualcuno si lamenterà”, ma è vergognoso! Vistate arrampicando sugli specchi. TUTTI gli altri da anni hanno sviluppato apps per android. E poi qualcuno della Slowfood può spiegare perché esiste una versione android delle Osteria d’Italia e non di Slowine? Sicuro che è solo una questione di costi?
    Se molti però rendessero le tessere……….

  • Alessandro Manna

    I dati mondiali a me sembra dicano altro sulle due piattaforme. [https://uploads.disquscdn.com/images/274364beeb6e1c9ea01793516166966d4c581b2942eb600c950cc099362a924c.jpg ]
    Mi sembra davvero strano
    a. che si definisca di nicchia l app della guida Slow wine;
    b. che in questa nicchia, se è davvero tale, si insegua il mercato minore;
    c. esistono i dati comparativi dei download delle app di cui esiste la doppia versione?
    d. davvero sarebbe così costoso, fatto il lavoraccio del database “tradurre” in android i codici di ios?

  • Alberto Malivo

    Confermo quanto detto da chi mi precede. Tra l’altro le statistiche fornite si riferiscono al mercato mondiale del 2015; per il 2016 android, specialmente in Italia, si attesta sul 65% come sistema operativo degli smartphone e anche i telefoni costano meno rispetto a apple con un utilizzo quindi più diffuso. Consiglio quindi di investire di più su questo sistema che su iOs.Credo che non ci voglia nemmeno tutto questo gran lavoro di programmazione, potendo lavorare sulla bella apk di osterie già pronta trasferendo il database già pronto da iOs o per scrivere il libro.

  • Valentino Spiti

    Sono assolutamente d’accordo con gli altri commenti che condivido pienamente…mi verrebbe voglia di non rinnovare più l’associazione.

  • Giuseppe

    iPhone e e iPad sono gli smartphone e i tablet dei fighetti. Slowfood è l’associazione degli attenti al cibo fighetti. I conti tornano. Di cosa vi meravigliate?

    Io sono stato iscritto a Slowfood per un anno, ho visto l’aria fighetta che tirava e non ho rinnovato l’iscrizione. Continuo ad essere attento al cibo, ma senza bisogno di fare il fighetto e senza bisogno di pagare 5-6 euro per pochi grammi di un buon formaggio. A me interessa mangiare bene rispettando l’ambiente, non mi interessa mangiare cibo griffato.
    Così come mi interessa poter comunicare e informarmi, non mi interessano il cellulare o il tablet fighetti.

    Per chi invece preferisce le cose griffate, c’è il cibo con la lumaca e il cellulare con la mela morsicata.

    PS
    Con questo messaggio non nego i meriti di slowfood nella promozione di una cultura di rispetto per la salute e l’ambiente, che comunque, malgrado tutto, ci sono. Soltanto mi piacerebbe che Slowfood riuscisse ad incidere maggiormente come fenomeno di massa, cosa che evidentemente non sa o non vuole fare.

  • Gentili lettori, ci fa molto piacere che la nostra App abbia scatenato tutto questo dibattito. Molto di meno quando il tutto viene espresso con livore, con astio e supponenza. Non siamo fighetti, o almeno io non mi reputo tale. Siamo un gruppo di persone che fa un lavoro dove se non vendiamo libri, App, ecc… va a casa senza stipendio, come tutti voi. Lavoriamo e dobbiamo portare risultati a casa altrimenti chiudiamo bottega. Ora, noi abbiamo il dato certo di cosa accade con la guida Osterie (la cui App vende molto di più di SW), ebbene per ogni 10 App scaricata da chi ha iOs ne vendiamo solo 1 con Android. Questa è la verità che possiamo affermare senza alcun problema e senza aver paura di essere smentiti, perché viviamo questa realtà sulla nostra pelle. Quindi senza assoluta vena polemica questa è la nostra scelta conseguente, perché come detto non possiamo permetterci di perdere soldi, anche se ci piacerebbe moltissimo avere più piattaforme su cui lavorare, per ora Slow Wine non se lo può permettere, speriamo che in un prossimo futuro la situazione possa cambiare. Tutto questo con estrema sincerità e trasparenza, perché teniamo molto al rapporto con i nostri tantissimi lettori e cosi della nostra associazione.

    • Alessandro Manna

      Caro Giancarlo,
      spero di non essere stato tra gli eventuali livorosi…
      Da socio, dirigente locale e docente Master, è esclusivamente la passione e la condivisioni delle idee SF che mi fa interloquire.
      Poi grazie per aver risposto nel merito alla comparativa tra download iOs e quelli Android, dato che però debba essere letto, anche, insieme alla considerazione che la App per Mac delle Osterie sia da molti più anni disponibile e quindi abbia creato una consuetudine maggiormente consolidata.
      C’è anche da considerare che i costi di pubblicazione tra anni Appstore e Google market sono diversi: il costo annuale di base è circa quadruplo, se non sbaglio.
      Poi mi permetto di considerare che il lavoro maggiore è quello della costruzione dei database, essendo l’impianto programmazione abbastanza costante negli anni. E i database sono condivisibili (con pochissime modifiche) tra i due motori di “software”, e poi esistono tool che aiutano (anzi al 70/80 fanno da soli) a convertire tra i due sistemi.
      Insomma, mettendola in soldoni (purtroppo!), a parte che i numeri dei mercati app continueranno a divergere (opinione dei guru mondiali, non certmente mia) non si potrebbe fare che cercato un “costo di conversione” con un paio di preventivi si avvia un crowdfunding per cui tra ottobre e novembre si devono ottenere un tot di prenotazioni (prepagate) con le quali si arriverebbe alla certezza di non rimetterci da parte di Slow Food. Qualora il numero minimo non si raggiungesse i prenotati riavrebbero l’anticipo. (https://support.ulule.com/hc/it/articles/212424285-Come-scegliere-se-creare-una-campagna-con-un-obiettivo-finanziario-oppure-con-un-obiettivo-di-prevendita-)
      Insomma sarebbe un modo social, partecipato e molto Slow di condividere un obiettivo.
      No?