I fantastici 4 – parte 2

Dopo i magnifici 5 arrivano i fantastici 4. Ecco quali sono i “migliori” vini del 2016 secondo le ragazze della redazione Slow Wine:

 

Bianca Luce Bonetti: «Il Vino da anni è entrato a far parte della mia vita. Da quando ci siamo conosciuti, ha incominciato a inserirsi con una certa frequenza nel mio bicchiere accompagnandomi in tanti attimi di condivisione. A poco a poco si è ritagliato un posto nel mio cuore (oltre che nel mio fegato), diventando un compagno fedele capace di regalarmi meravigliose sensazioni ed emozioni. Ma non si è accontentato dei miei sentimenti, ha continuato a scavare fino a impossessarsi dei miei pensieri e del mio tempo, portandomi in luoghi incantati e facendomi conoscere le tante splendide personalità dei suoi produttori. Tra questi devo citare Walter De Battè per aver creato un vino coinvolgente ed espressivo come l’Altrove. Un incontro tra il territorio delle Cinque Terre e “l’altrove francese” che prende forma in un blend di Bosco, Vermentino, Rossese Bianco, Marsanne e Roussanne. Un vero e proprio nettare della macchia mediterranea, allevato nel pieno rispetto del suo territorio attraverso una viticoltura pulita che gli permette di esprimersi in tutta la sua potenzialità. Terrazzamenti a picco sul mare, lieviti indigeni, macerazioni sulle bucce fanno parte della maieutica di Walter, variabili che non vengono solo calate nella dimensione spaziale ma vengono traportate nel tempo. L’Altrove infatti è un vino che a volte rinasce con quasi tre vendemmie alle spalle, come quello uscito questo anno dalle vendemmie 2012 e 2013 ripassate sulle bucce 2015 per donargli solarità. Purtroppo non posso consigliarvi un suo consumo ideale a livello temporale, perché ho avuto la fortuna di berlo solo recentemente. Posso però invitarvi a berlo ad occhi chiusi ascoltando Drift away di Dobie Gray. Vi assicuro che nel giro di pochi istanti vi trasporterà in una pineta a picco sul mare, abbracciandovi in un vortice di macchia mediterranea, resina e aghi di pino».Schermata 01-2457777 alle 11.33.57

 

 

Denominazione Altrove

Vitigni Bosco, Vermentino, Rossese Bianco, Marsanne e Roussanne

Grado alcolico 14 %

Prezzo 35 €

 

 


 

Chiara Cafuri: «Ma…ma.. questo vino sa di anguria, e io adoro l’anguria!! Bra, fine luglio, un caldo soffocante e mille cose da imparare, o meglio, da assaggiare. Perdonerete la goffaggine di una stagista che muove i primi passi nel complicato mondo della critica ma che, ancora a oggi, conserva il ricordo vivissimo di un vino capace di ammaliare e colpire le più eterogenee tipologie di palato. Se devo pensare a un vino “preferito” i miei neuroni sono capaci di trasmettere solo questa informazione: il Boca Le Piane 2011. Questo fantastico connubio di nebbiolo (85%) e vespolina è una delle migliori interpretazioni di un territorio, il Novarese, che fa sempre di più parlare di sé; un territorio che ho amato fin da quando misi per la prima volta piede in Piemonte e che continua a farmi scoprire splendide interpretazioni del nebbiolo. La cantina Le Piane produce dagli anni Novanta vini che sono vero e proprio simbolo del terroir della Doc Boca, caratterizzato da terreni porfidici di origine vulcanica, capaci di donare grande struttura e complessità ai vini. La speziata e caratteristica vespolina riesce ad amalgamarsi perfettamente con le spigolosità del nebbiolo, creando un vino che necessita di invecchiamento e che al palato ricorda la frutta rossa matura, impreziosita da eleganti note di liquirizia e tabacco. La franchezza e la bontà di questo Boca si ritrovano anche nella tecnica produttiva, fermentato con lieviti indigeni e invecchiato in botti grandi di rovere di Slavonia. Da berne un bicchiere, due, tre…».

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Denominazione Boca

Vitigni nebbiolo, vespolina

Grado alcolico 13 %

Prezzo 50 €

 

 

 

Marta Menegaldo:  «Per metà del 2016 ho vissuto a Roma, dove ho apprezzato e bevuto principalmente vini del centro e del sud Italia, ma quello che voglio premiare come “migliore” dello scorso anno è un vino piemontese, che mi ha restituito la gioia di tornare al nord! Un sabato mattina di novembre, con le altre Slowiners, abbiamo deciso di passare la giornata a visitare cantine in Langa. Prima tappa Verduno, dai Fratelli Alessandria, una cantina a gestione familiare vicino al centro del paese. Dopo aver visitato la cantina – una grande casa del 700 – siamo passate alla degustazione dei vini. Il terzo assaggio, annata 2015, è stato il Verduno Pelaverga “Speziale”. Questo vino mi entusiasma ogni volta perché coinvolge tutti i sensi, a partire dalla vista per il suo colore rosso rubino così inteso e brillante, l’olfatto per il suo profumo floreale e speziato, dall’inconfondibile nota che ricorda in particolare il pepe bianco, che invade le narici non appena si avvicina il naso al bicchiere, e il gusto che non è altro che la chiara conferma di tutte le piacevoli sensazioni provate prima dell’assaggio. È un nettare dalla beva trascinante, che va giù con estrema facilità. Al palato è fresco, giovane e leggero. Ogni sorso è sorpresa e piacere puro. A tavola lo abbinerei praticamente con tutto, dall’aperitivo al dolce. Peccato aver dovuto guidare quel giorno, ne avrei bevuto ancora, perchè il Verduno Pelaverga “Speziale” è veramente spaziale!».

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Denominazione Verduno Pelaverga “Speziale”

Vitigni Pelaverga piccolo

Grado alcolico 13 %

Prezzo 12 €

 

 

Sara Trinchero: «L’estate 2016 sarà difficile dimenticarla. Il sole perpetrava su Bra mentre le degustazioni a Slow Wine si snodavano ora dopo ora, giorno dopo giorno. Tra le miriadi di bottiglie stappate ed incappucciate insieme alle altre stagiste, non ho perso occasione per origliare le batterie di degustazione e chiedere chiarimenti agli ospiti delle varie regioni dello stivale o ai “pilastri” della redazione Slow Wine. Il mio taccuino era, ormai, colmo di nomi di vini interessanti: scoperte inaspettate per una stagista alle prime armi. Gli ultimi vini ad essere ispezionati appartenevano alla regione Toscana. Si trattava di un gran numero di bottiglie e mentre si aiutava Fabio Pracchia a riordinarle cercavo qua e là di rubargli consigli inediti e suggerimenti, ma non c’era bottiglia che non gli facesse illuminare gli occhi. Che gioia vedere la passione prendere forma sui volti delle persone! Proprio il giorno seguente, l’ultimo di stage nell’adorata Bra, non me ne vogliano i piemontesi, è nato l’amore per il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2011. Si tratta di un rosso dal colore intenso e trasparente, un vino robusto e deciso, dai profumi invitanti e complessi. Il bouquet di rose, viole, iris, lamponi, fragoline di bosco e prugne si integra a note speziate e di liquirizia. Durante la presentazione della guida Slow Wine 2017 a Montecatini Terme, il clima, meno afoso e insopportabile rispetto a quello dell’agosto braidese, mi ha permesso di ammirare a pieno gli aromi di frutta matura e fiori che conquistano immediatamente il palato. La bocca è profonda, austera, complessa. Si percepisce la freschezza della macchia mediterranea e del minerale nel finale di degustazione. Ci troviamo di fronte ad un vino adatto alle occasioni importanti, ottimo da abbinare a secondi piatti ricercati. Il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2011 è un vino che può avere una bella evoluzione se lasciato riposare qualche anno in cantina».

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Denominazione Brunello di Montalcino

Vitigni sangiovese

Grado alcolico 15 %

Prezzo 64 €

 

 

 

 

A cura di Marta Menegaldo

m.menegaldo@slowfood.it

 

  • Fabio Pracchia

    Ahia Ahia, si vedono i cattivi maestri…
    Se sangiovese fosse stato San Giovese allora oggi, forse, sarei cattolico 🙂
    Correggete per carità !

    • Bisognerebbe dirlo a Tiziano che da correttore di bozze le ha infamate per tutta l’estate… io le ho sempre difese, ma forse aveva ragione lui!!!! ah, ah, ah! 🙂