Falanghina del Sannio Taburno 2014, Nifo Sarrapochiello

GLUCK – La bottiglia della sera

 

 

nifodove: a casa

con: zuppa di fave e cicoria

 

 

Devo ammettere che questa Falanghina mi ha spiazzata non poco.

È venuto a trovarmi un caro amico di bevute proponendomi questa bottiglia senza raccontarmi nulla del vino o dell’azienda, e senza alcuna pretesa. Il vino si fa notare subito già dal colore, leggermente dorato e particolarmente luminoso: manifesta solarità e gioia di vivere in tutti i suoi aspetti. Colore pieno e vivace, al naso è molto coinvolgente per l’ampiezza dei profumi e la profondità espressiva.

Proviene da terre interne – da Ponte, nel beneventano – ma nei profumi fa pensare alle bellissime terrazze di agrumi sulla costa, punteggiate da erbe aromatiche. Sa quindi di buccia di limone maturo e di mandarino, di salvia, finocchietto e ha un sottile accento di anice stellato.

Continua a sorprendere al sorso che è pieno, ricco e scorrevole allo stesso tempo per l’energia vibrante della freschezza, a tratti leggermente dolce per l’alcolicità decisa. Bevendolo non si può non intuire che dietro questo gioiellino ci sia una mano appassionata e innamorata del proprio lavoro e del territorio. La cura dedicata al vino è evidente e sorprende a sua volta per il fatto che sia venduto a un prezzo piuttosto contenuto.

Lorenzo Sarrapochiello produce circa 25.000 bottiglie di questa fantastica Falanghina, proposta a scaffale a 9 euro. Sarà un folle o un ingenuo arrivato da chissà quale pianeta? È un bianco pensato senza dubbio per affrontare i tempi lunghi, vista l’energia e la complessità, e sono curiosissima di attendere quello che avrà da dire tra una decina di anni.

Nel frattempo me lo sono goduto con la zuppa di fave e cicoria che adoro, ma può accompagnare anche piatti più raffinati arrivati dal mare, in quanto è molto versatile e può essere proposto sia in veste frugale che sofisticata. Basta non dichiarare il prezzo e il gioco è fatto! Sarei curiosissima di proporlo alla cieca a qualche sapientone del mondo del vino per sentire cosa spara in proposito…

 

 

Prezzo in enoteca 9 euro

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.