Fa’ la cosa giusta! Noi a Buturo, per una volta, l’abbiamo fatta!

Se c’è una locanda che in Calabria incarna in pieno la filosofia di Slow Food, questa è senza dubbio La Pecora Nera di Buturo, nel cuore le Parco Nazionale della Sila. Massima attenzione alla scelta delle materie prime e dei produttori. Ortaggi e verdure coltivate in proprio. Una carta dei vini che guarda esclusivamente alla guida Slow Wine. Stefano e Raffaella hanno deciso di aprirla nella quiete della montagna, a 1.500 metri di altitudine, tra lecci e faggi, tra scoiattoli e allocchi, tra un sentiero e un ruscello, adiacente al Centro Visite Buturo gestito dal Corpo Forestale dello Stato, che però chiude i cancelli con l’arrivo del freddo inverno.

E quando tutto si imbianca, quando la coltre nevosa inizia a superare il metro e mezzo di altezza e il termometro scende abbondantemente sotto lo zero termico, a presidiare il territorio rimangono loro due, i loro otto cani, i tre gatti e gli uccelli che sfamano con burro e sementi sui davanzali delle finestre.

Svolgono una funzione sociale, Raffaella e Stefano, oltre al servizio di ristorazione e accoglienza. Sono un punto di riferimento, custodi del territorio, preservano la biodiversità, mantengono vivo un luogo che altrimenti si svuoterebbe come è capitato ai piccoli villaggi vicini. Anche se il termine “vicino” è relativo a queste altitudini.

Le cose cambiano con l’arrivo della bella stagione e dei turisti. La locanda e le camere si riempiono, Buturo è frequentato, il Parco è visitato e i sentieri iniziano a essere battuti. E con l’aumentare delle persone aumentano i rischi e la guarda medica più vicina si trova a Sersale, a mezz’ora di macchina. Troppi in caso di arresto cardiaco.

Da qui l’idea di organizzare la degustazione regionale dell’edizione 2019 di Slow Wine a Buturo. Dopo la degustazione tecnica, infatti, le oltre cento bottiglie sono state portate sotto il grande leccio davanti alla Locanda per una fantastica degustazione aperta agli amici che si sono arrampicati fin lassù per uno scopo nobile: l’acquisto di un defibrillatore esterno da installare davanti alla locanda.

Accanto al banco d’assaggio dei vini, anche quello degli oli extravergini di oliva calabresi, dei formaggi caprini di Maria Procopio, del panificio di Cuti, della carne podolica e del pastificio Fioccata. Una festa tra amici. Tanti amici.

Tanti i produttori di vino presenti che si si sono divertiti a far assaggiare i loro vini, a scambiarsi consigli, a collaborare tutti insieme per questo evento targato Slow Wine. Perché nessuno si salva da solo. E loro lo sanno bene.

Millecinquecento euro raccolti e obiettivo raggiunto: Buturo avrà il suo defibrillatore pubblico.

Sentivamo l’obbligo di fare questa cosa, perché aiutare Raffaella e Stefano a preservare quel territorio, significa aiutarli a preservare la nostra storia, la nostra stessa identità.