Esclusiva: ecco la proposta del nuovo disciplinare Piemonte. Il Porcellum a confronto è un patto fra gentiluomini!

Schermata 2016-08-24 alle 09.41.04Eccolo qui, siamo riusciti a mettere le mani su questa famosa bozza di cambio di disciplinare della Doc Piemonte. È sempre brutto e antipatico scrivere: «ve l’avevo detto». Ma questa volta ci sta proprio. Se lo si scorre si capisce cosa possa fare l’uomo al vino. Se poi lo si confronta la proposta avanzata ieri da Michele Antonio Fino (leggi qui) pare di leggere da una parte il Gazzettino di Elva (con tutto il rispetto) e dall’altra quanto meno il New York Times.

Il documento di cui parlo è ufficiale e arriva direttamente dal Consorzio Barbera d’Asti I vini del Monferrato, nella mail che è giunta ai consorziati si legge: «Reinoltro la proposta di modifica del disciplinare Piemonte d.o.c. messa a punto dal Consorzio e già condivisa ed approvata dall’Assemblea consortile.

Il testo del disciplinare è in allegato, le modifiche sono quelle nella colonna a destra, in rosso grassetto. Il nuovo assetto offre importanti opportunità per tutte le componenti della filiera, mentre in parte si correggono alcuni refusi del passato. A sostegno della modifica occorre raccogliere le firme dei produttori. Per questo motivo il vostro supporto attraverso la firma è molto importante: è necessario per poter completare il percorso e permettere a tutte le aziende interessate alle tipologie del Piemonte d.o.c. di usufruire delle nuove opportunità».

Insomma entriamo nello specifico, onde evitare di tediarvi toppo: intanto oltre al Piemonte Nebbiolo anche il Piemonte Nebbiolo Rosato (sic), 85% di Nebbiolo, altitudine non inferiore a 100 metri di quota, 100 quintali di uva a ettaro (+20% nelle annate favorevoli), 11 gradi d’alcol, 4,5 acidità totale minima, 19 g/l di estratto. Ma il capolavoro si raggiunge nelle note di degustazione a cui il Piemonte Nebbiolo dovrà corrispondere: da asciutto ad amabile, talvolta vivace.

Avremo il Piemonte Nebbiolo quindi un po’ dolce e frizzantino… Le cui uve potranno essere coltivate praticamente in pianura, visto che in Piemonte tutte le colline superano i 100 metri di quota…

maxresdefaultQuando lunedì avevo scritto il mio pezzo, senza avere sotto mano questo documento, sono stato fin troppo leggero, quasi sfumato nei miei giudizi (leggi qui). Ora che finalmente è nero su bianco quanto avevo paventato non solo è confermato (ovvero che sarebbe stata la rovina qualitativa del Nebbiolo), ma mi pare che lo scenario sia ancora peggiore. Per cui penso che sia giusto che tutti i vignaioli artigiani di Langa, Monferrato e Nord Piemonte siano uniti per bloccare questo scempio.

A questo punto bisogna scagliare il martello di Thor, come diceva Andrea Lucchetta delle battute di Ivan Zaytsev durante la telecronache della nazionale olimpica di pallavolo. Questa proposta è semplicemente inaccettabile e deprimente per un vitigno come il nebbiolo. Poi si può discutere che anche il Monferrato e altre zone vocate possano dichiarare in etichetta la presenza della nobile varietà, ma non a queste condizioni, che francamente gioverebbero solo e soltanto a quelli che simpaticamente ho apostrofato come gli sciacalli del vino. Fermiamoli, non firmate!