Epokale, il (fantastico) Gewürztraminer che non ti aspetti

Sarà per quel suo nome teutonico che ti riempie la bocca, o per quei sentori così intensi e orientaleggianti, fatto sta che il Gewürztraminer è e rimane uno dei vini bianchi più amati e venduti dell’Alto Adige.

Lo sa bene la Cantina Tramin, che di questo vino ne ha fatto una missione, tanto da essere conosciuta da tutti come “la casa del Gewürztraminer”, e che ne ha da poco presentato un’interpretazione insolita e coraggiosa.

Si tratta di Epokale, un Gewürztraminer che gioca col tempo, percorrendo due direttrici opposte. Da un lato rispolvera la tradizione sudtirolese di quasi due secoli fa, quando il Traminer aromatico veniva proposto con un generoso residuo zuccherino, dall’altro scommette sul futuro puntando sulla propria longevità.

Le uve provengono dai vigneti più vecchi dell’azienda, quelli attorno al maso Nussbaumer – da cui prende il nome una delle più famose etichette della Cantina Tramin – nella località Sella, piccola frazione collinare ai piedi del massiccio della Mendola.

Una zona particolarmente vocata per il gewürztraminer, caratterizzata da suoli misti di calcare, argilla e roccia di porfido, da escursioni termiche importanti e dal passaggio dell’Ora, la brezza che risale dal lago di Garda e assicura un’ottima ventilazione dei grappoli. Dopo la vendemmia tardiva (Spätlese) a fine ottobre e la vinificazione con pressatura soffice, il vino sosta in acciaio sui propri lieviti per 8 mesi prima dell’imbottigliamento.

Quel che rendere Epokale ancora più affascinante è la cantina d’eccezione scelta per il suo affinamento: la miniera di Monteneve in Val Ridanna, dalla quale fino al 1985 venivano estratti piombo, zinco e argento. In quest’utero roccioso, a oltre 2mila metri di quota e 450 metri di profondità, completamente al buio, con umidità del 90% e temperatura costante di 11°, il vino trova le condizioni ideali per un affinamento lento e costante.

La prima annata prodotta di Epokale è la 2009, uscita in commercio proprio qualche giorno fa, dopo aver riposato per sette anni in miniera. Il risultato non tradisce le ambizioni e le aspettative del kellermeister Willi Sturz: il naso è ricco e sapientemente equilibrato fra sentori varietali e note evolutive; l’aromaticità tipica del vitigno, presente ma ben integrata, si esprime con profumi di litchi, rosa bianca e spezie e viene arricchita da note di zenzero, erbe aromatiche, scorza d’arancia amara e sentori minerali.

L’importante residuo zuccherino di 107 gr/l – per avere un paragone si pensi che il più noto Nussbaumer ha 7 gr/l – non compromette la beva. Il sorso, sicuramente vellutato e sostanzioso, è bilanciato da salinità e freschezza, che sollevano il palato e gli conferiscono grinta e armonia. Un Gewürztraminer elegante, potente e profondo, che può gareggiare a testa alta con le grandi etichette alsaziane e tedesche e di cui esistono solo 1.200 esemplari.